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Un vino da servire ghiacciato...

Vino05 Set 2010

Vino e AIDS

Vino e salute: AIDS & vino, un'alleanza inedita

Antiossidanti e flavonoidi del vino al servizio della medicina, ovvero il "paradosso francese" applicato alla ricerca di una cura per l'infezione da HIV.

La notizia viene dalla Francia, dove al recente Congrès mondial de la vigne et du vin è stata presentata una ricerca - probabilmente la prima nel suo genere - nella quale viene evidenziato come le proprietà antiossidanti del vino possano aiutare a inibire il virus HIV nei suoi primi stadi. Insieme ai farmaci antivirali, uno o due bicchieri di vino al giorno possono prolungare il periodo di latenza del virus, e al tempo stesso accrescere l'appetito, offrendo al paziente anche un certo supporto psicologico.

A sostenerlo è Martin Edeas del reparto di biochimica dell'ospedale "Antoine Béclère" di Parigi, uno dei maggiori centri di ricerca francesi sull'infezione da HIV. Edeas, che è anche uno dei direttori dell'International society of antioxidants in nutritions and health (Inah), sostiene che secondo lo studio da lui condotto le combinazioni di polifenoli e flavonoidi presenti nel vino inibiscono l'infezione da HIV fino all'80 per cento. Tali elementi inoltre limiterebbero la tendenza della malattia a resistere alla terapia farmacologica.

Tuttavia, Edeas pone l'accento sul fatto che il bere due bicchieri di vino va considerato solo come un coadiuvante della terapia principale applicata al paziente. "Lo studio è incoraggiante", è stato il commento di Serge Renaud, dell'Università di Bordeaux, lo stesso che nel

1992 scrisse a proposito dei benefici di un uso moderato di vino nell'ormai famoso paradosso francese. "Questa ricerca potrebbe costituire una svolta nello studio dell'HIV". Sia Edeas sia Renaud concordano però sul fatto che si è solo agli inizi dello studio: la ricerca va completata con osservazioni lunghe e pazienti. Il lavoro di Edeas è solo una delle conseguenze di quello dello stesso Renaud, che per primo si occupò dei benefici del vino: gli studi che ne sono poi seguiti hanno infatti indicato che le proprietà antiossidanti del vino riducono il rischio di malattie cardiache, del cancro e dell'insorgere del morbo di Alzheimer. D'altra parte, anche in materia di antiossidanti le ricerche non sono finite: la varietà di questi elementi e del perché funzionino in un certo modo continua a essere studiata.

Edeas ha in ogni caso dimostrato che diversi antiossidanti (per esempio il tocoferolo) inibiscono il virus dell'Aids. Non solo: stando alla sua ricerca - una delle molte che vengono condotte nell'ospedale parigino in materia di lotta all'Aids - flavonoidi e polifenoli, noti "spazzini" dei radicali liberi, se combinati con i farmaci antivirali possono costituire un nuovo approccio terapeutico.

Come si sa, il virus dell'HIV è latente per un certo numero di anni, (anche venti): poi all'improvviso esplode. Ad attivarlo intervengono una serie di fattori, tra cui l'anamnesi familiare del soggetto, l'alimentazione, il fatto di essere o meno fumatore, lo stile di vita e altre abitudini.

Una volta attivato, il virus aggredisce il corpo della persona con una violenza e una velocità impressionanti. Per questo, dice Edeas, "la terapia del vino" è utile nelle prime fasi della malattia perché estende il periodo di latenza, mentre non è più efficace quando ormai il virus è entrato in azione".

Elisabetta Tosi

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