Oggi è davvero difficile trovare un vino cattivo, ma parallelamente è diventato complicato scoprirne uno realmente "tipico". Infatti gran parte della viticoltura odierna è basata su trattamenti anticrittogamici, diserbanti e concimazioni chimiche che, pur permesse dalla legge, modificano la "vita biologica" dei vigneti azzerando quegli ecosistemi unici ed inimitabili dai quali la vera tipicità si origina. Se a questo si affianca un'enologia tecnologicamente avanzata ma che standardizza il vino il quadro è completo: parlare di tipicità e naturalità diventa sempre più un funambolico esercizio dialettico. Eppure coltivare un’uva naturale, cioè con maggior rispetto per l'ambiente, è soltanto il primo passo, perché il vino è un prodotto di trasformazione che necessita di sensibilità ecologica anche in cantina. | |
| Pubblicato: 28 Settembre 2010 | A cura di Fabrizio Penna |
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L’azienda agricola Biancara di Angiolino Maule si trova tra le province di Vicenza e Verona, sui Monti Lessini nel territorio di Gambellara tra colline di origine vulcanica, tra i 150 e 250 metri s.l.m. La totale estensione dei vigneti è di 9 ettari. Il terreno non viene concimato da ormai più di 16 anni con nessun tipo di concime, né chimico né organico. Questo grazie all’origine vulcanica del terreno, molto ricco di minerali e argille fini; esso si rigenera per la parte organica con la sola decomposizione naturale delle foglie e tralci e per la parte minerale con lo sgretolamento della roccia madre ancora presente in superficie. Da sempre non si utilizzano in vigna né insetticidi, né antibotritici, né diserbanti e si segue la coltivazione biodinamica ma con sensibilità personale. Anche in cantina il rispetto della naturalezza è applicato con il massimo rigore dalla pigiatura all’imbottigliamento. Ogni annata è un nuovo stimolo a far crescere i vini nel senso della naturalezza attraverso la sperimentazione, alla ricerca continua della perfezione. Il vitigno principale è la Garganega, presente in zona da più di 1.000 anni, ma vengono coltivati anche Cabernet Sauvignon, Merlot e Lagrein. La produzione annua è tra 40.000 e 50.000 bottiglie. |
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| VENETO IGT SASSAIA 2009 Nasce da uve Garganega 85%, Trebbiano 15% con coltivazione biologica e biodinamica su terreni di origine vulcanica. La vinificazione prevede una breve macerazione delle bucce in tino aperto in legno, poi in botti con lieviti spontanei. Segue la maturazione in botte per 6 mesi sui lieviti e l’affinamento di 3 mesi in bottiglia. Bottiglie prodotte: circa 15.000. Commenti di degustazione: Si presenta di colore giallo paglierino intenso con evidenti note dorate. Al naso si apre con note di frutta matura dominata dalla nespola e dalla pera abate, alla quale si aggiungono sentori floreali di ginestra, osmanto e viburno e sfumature di lievito fresco unite a leggera vaniglia e fungo. In bocca entra deciso, con una bella acidità supportata da un sottofondo salino completato da una piacevole complessità gustativa, che termina con una lunga senzazione di erba sfalciata che ritorna a livello retrolfattivo. Un bel vino che incarna il territorio vulcanico da cui proviene. Abbinamenti consigliati: Verdure fresche e grigliate, primi piatti a base di pesce sia di acqua dolce che salata, carni bianche, ma è ottimo anche con una bella pizza 4 stagioni... Temperatura di servizio: Servire a 10-12°C Durata prevista : + 5 anni Prezzo medio al pubblico: circa € 8,50 |
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