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"Fatti & Sfatti" accende i riflettori sugli argomenti più scottanti, attuali e curiosi del mondo dell'enogastronomia. Una rubrica graffiante, a volte polemica, ma sempre propositiva, con lo scopo di costruire e non di demolire. Uno spazio dove vengono trattati anche argomenti dei quali solitamente non si ha il coraggio di parlare. Un pezzo scritto con uno stile agile, a volte divertente e dissacrante, che lo renderà facimente consultabile anche ai numerosi lettori non addetti ai lavori. Buon divertimento! |
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A cura di Mario Crosta
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Per entrare in argomento..... Provate a immaginare con quanta frenesia si prepara una bella sagra di paese che si tiene tutti gli anni e che gode di un grande successo di pubblico. Una bella storia che allieta quasi tutti i comuni del nostro Meridione durante l’estate, in occasione del ritorno per le ferie di gran parte degli emigranti. A Taurasi, in Campania, dove ogni anno da undici anni si registravano almeno 60.000 partecipanti in quattro giorni, c’è stata invece la doccia fredda, anzi si può dire gelata. La festa di quest’anno è stata annullata! |
A voi giudicare il fatidico bando: ”Comune di Taurasi, provincia di Avellino. Prot. N. 3660. Si comunica che la tradizionale Fiera Enologica - Sagra Taurasi DOCG, programmata per il periodo 12-16 Agosto corrente anno, non potrà essere svolta per le limitazioni che si sono determinate per effetto della legge nº 88 del 07.07.2009. Taurasi li 04 Agosto 2009. Il Sindaco Antonio Buono. Il presidente della Pro Loco Antonio Tranfaglia”.
Le limitazioni di cui scrive quel sindaco riguardano la somministrazione diretta di vino durante la Fiera Enologica - Sagra Taurasi DOCG, sia negli stand della Pro Loco, sia in quelli delle cantine. Non è che gli abbiano tirato magari un po’ troppo la giacca, della serie “altro che degustazioni!” e compagnia bella? Eppure tutte le altre manifestazioni dello stesso tipo e nello stesso periodo si sono svolte regolarmente dovunque, come tutti gli altri anni. Ad esempio Vinalia, a Guardia Sanframondi nel vicino Sannio dal 4 al 10 agosto.
Per non parlare di tutte le altre che hanno rallegrato sia la Campania che il resto d’Italia, forti di un ordine del giorno approvato dalla stessa Camera dei Deputati proprio allo scopo di non ingenerare equivoci e incertezze, che impegnava il Governo a chiarire che le disposizioni di quella legge “non si applicano alle attività di vendita o somministrazione di bevande alcoliche in occasione di manifestazioni, sagre, fiere o feste paesane previamente autorizzate ovvero in occasione di manifestazioni in cui si promuovono la produzione ed il commercio di prodotti tipici locali, come anche alle attività di vendita e somministrazione di bevande alcoliche su aree pubbliche da parte di venditori ambulanti autorizzati”. Che a Taurasi ci abbiano visto doppio? Beh, con quel vino di razza che circola da quelle parti non me ne stupirei affatto…
Ma anche il Ministero dello sviluppo economico non si era tirato da parte, anzi aveva appositamente emanato la risoluzione 69837 del 30 Luglio 2009 proprio per limitare ad hoc un’erronea interpretazione dell’art. 23 della legge comunitaria 2008 sulla possibilità, non esclusa dalla legge statale ed espressamente prevista da alcune leggi regionali, di somministrare temporaneamente bevande alcoliche nelle fiere, nelle sagre, in occasione di manifestazioni in cui si promuovono la produzione e/o il commercio di prodotti tipici locali e nelle varie riunioni straordinarie di persone. Perché solo a Taurasi l’hanno completamente ignorata?
Non vogliatemene, sono soltanto un appassionato di vino, un consumatore come tanti altri. Il politichese e l’avvocatese non lo mastico, non lo digerisco, quindi non mi potrà guastare certo il fegato né adesso né mai. Però non sono poi tanto deficiente. Quella risoluzione ministeriale afferma con estrema chiarezza che non è stato abrogato l’art. 30 comma 5 del Decreto Legislativo n. 114 del 31 Marzo 1998 e quindi che gli operatori autorizzati alla vendita di prodotti alimentari su aree pubbliche possono continuare a commercializzare le bevande alcoliche nei limiti e con le modalità ammesse dall’art. 176 comma 1 del R.D. del 6 Maggio 1940 n. 635. Ogni altra interpretazione renderebbe addirittura impossibile la somministrazione o la vendita di bevande alcoliche in qualsiasi area pubblica. Lo hanno capito tutti, in tutt’Italia. Perché a Taurasi no?
Per chi non lo sapesse, Taurasi è in Irpinia. Qui si fa un vino che molti chiamano “il Barolo del Sud”, per quanto è buono. Un vino che venne colpito dal terremoto tanti anni fa, quello che distrusse una parte importante di una delle cantine più famose, ma che non riuscì comunque a metterla in ginocchio, e con essa l’economia di tutta la zona, anche perché un gruppo di grandi imprenditori del vino del resto d’Italia dedicò una quota ricavata dalla vendita delle proprie bottiglie alla rinascita ed al consolidamento delle strutture di quella cantina, considerata patrimonio della cultura del vino del nostro Paese. Ricordo che ci fu una gara di solidarietà che fermentò per molto tempo fra gli enoappassionati e che fu davvero esemplare. Un abbraccio tra Nord e Sud.
Ciò che capita a Taurasi ha dunque valenza non solo territoriale, ma rilevanza nazionale nel campo del vino. Un sindaco che cede le armi di fronte a un’interpretazione pedissequa della legge può averlo anche fatto con tutti i carismi della legalità e sarà stato senz’altro anche fra i primi a dispiacersene, non sono qui certo a metterlo in dubbio, ma un po’ di coraggio in più non gli avrebbe fatto male. Avrebbe dovuto guardare un po’ più in là del proprio naso e del mero confine daziario, ergersi a tutela non soltanto dei propri concittadini e rivolgersi con un atto coraggioso anche a quelle altre centinaia di migliaia di “fratelli d’Italia” che magari non possono partecipare alla sagra del paese, ma che le bottiglie del vino Taurasi le comprano, le consumano e le consigliano agli amici urbi et orbi.
Insomma poteva anche mettersi per una volta la fascia tricolore senza vergognarsene, poteva affidarsi all’autorità che questa conferisce ad ogni primo cittadino del Comune di questo bel Paese, poteva sfidare qualsiasi disposizione (perché ce ne sono anche di sbagliate) lesiva di fatto della sua comunità che ha sempre vissuto e lavorato onestamente nonché festeggiato serenamente il frutto del proprio lavoro e le proprie tradizioni in quella bella Fiera Enologica - Sagra Taurasi DOCG che per undici anni ha onorato quella laboriosa terra d’Irpinia. E, tanto per esser più chiari, tutto il nostro Paese.
Mi auguro che l’anno prossimo si torni a festeggiare quell’eccellente vino proprio là dove nasce e che si possano raddoppiare le presenze per controbilanciare la pausa forzata di quest’anno. Un eccesso di zelo che ha penalizzato ingiustamente gli operatori e l’immagine di un territorio che si sta affrancando dalle macerie di un terremoto con tanta fatica e anche alla faccia di chi prega lu dimoniu che la terra ritorni a tremare….


