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Un vino da servire ghiacciato...

Vino07 Set 2010

Sauternes 2001 crème de tête Rousset Peyraguey

Vini e cantine del mondo presentati dal nostro panel di degustazione

 

Sarà che i vini buoni in Italia non mancano davvero, sarà per la nostra sana abitudine quotidiana di abbinarli con raffinato gusto ai deliziosi manicaretti delle cucine regionali, fatto sta che sulle nostre tavole fino a pochi anni fa era molto raro veder comparire dei buoni vini stranieri, ad eccezione dello Champagne, che è sempre stato considerato uno status symbol. Ma l'odierna possibilità di viaggiare di più all'estero fa scoprire ad un numero di consumatori sempre più vasto che il ghiotto mondo enogastronomico non finisce ai confini della nostra patria. La consapevolezza che la qualità è un fenomeno universale si fa sempre più strada e c'è una maggiore curiosità per aromi e gusti nuovi. Enotime Magazine ha pensato di offrire con questa rubrica una finestra ideale su alcune delle produzioni vinicole più significative e curiose dei 5 continenti, attraverso le note di un panel di degustatori, sia amatoriali che professionisti. Mario Crosta è collaboratore di Enotime e ci presenta questa volta un vino ancora non importato in Italia, ma che fa parte certamente dell'élite mondiale.

 

A cura di Mario Crosta

 

Domaine Rousset Peyraguey
Preignac, Gironde, Francia

È un domaine di 10,3 ettari coltivati biodinamicamente nel Sauternais secondo la filosofia di Rudolf Steiner, dove fra i filari di vite abbondano le insalate selvatiche, i papaveri e la camomilla: 6,3 sono situati in 33 parcelle che si trovano in mezzo a dei premier cru classé tipo Château d’Yquem, Suduiraut, Rieussec, Lafaurie Peyraguey, mentre altri 4 sono situati metà nel comune di Barsac e metà in quello di Fargues de Langon. La produzione di vini da muffe nobili come la botrytis cinerea, senza senza usare dei mezzi chimici non è facile. Specialmente tra i grandi fiumi di Bordeaux. Ma quando Alain Déjean nel 1993 li ha ereditati, queste vigne erano già coltivate biodinamicamente dai suoi fin dal 1971. Ha deciso di continuare la stessa sfida con grande coraggio, come unico produttore bio di Sauternes certificato Ecocert e dal 2000 ha ottenuto anche il logo Demeter. Dunque insetti utili, sostanze omeopatiche, studio delle resine per interpretare le malattie, corna di vacca in vigna e... ragnatele dappertutto in cantina, un moderatissimo uso di anidride solforosa naturale di origine vulcanica, le botti antiche, tra cui anche quella interrata dove tiene il vino a maturare per almeno cinque anni. Ma sogna di provare per dieci. Domaine Rousset Peyraguey produce 1 Barsac crème de tête e 11 tipologie di Sauternes, in correlazione con le 12 costellazioni del cosmo; in totale tra 11.000 e 16.000 bottiglie l’anno, di cui tre quarti distribuite direttamente in loco, un quinto esportate e soltanto qualche centinaio spedite a poche enoteche. Chi le rivende non può farci tutto il profitto che vuole, ma deve promettere e poi mantenere un ricarico onesto, altrimenti non ne comprerà più delle altre. Alain non ha eredi, ma continua una tradizione bio che è stata iniziata dai suoi e non vuole vendere le sue vigne a nessuno, sperando di trovare altri che raccolgano la sua bandiera.

 

 

SAUTERNES 2001 CRÈME DE TÊTE

Terreni di sabbia, ciottoli e marne argillose azzurre. Composizione classica da uve Sémillon 80%, Sauvignon 15%, Muscadelle 5% provenienti da viti di cinquant’anni che non subiscono nessun trattamento chimico e prosperano su terreni non diserbati chimicamente, ma solo con tisane e oli essenziali, zappatura tre volte l’anno. Vendemmia manuale, la più tardiva possibile anche in diversi passaggi per ottenere il meglio dalla muffa nobile. Vinificazione senza l’aggiunta di lieviti, enzimi, colle e altri prodotti enologici. Maturato per due anni in botti di quercia e altri quattro in botti di acacia, in gran parte molto vecchie, alcune con più di cent’anni. Questo “meglio del meglio”, com’è definito in francese, non è filtrato.

Commenti di degustazione: È un grande vino liquoroso di colore ambrato-aranciato luminoso, di una ricchezza e di una finezza notevoli, con un perfetto equilibrio tra dolcezza ed acidità. Eccezionale la sua bevibilità, nessun effetto marmellata, nessuna piccantezza. Il bouquet è complesso; in evidenza profumi di miele grezzo e cera di favo d’arnia, di fiori sechhi, di confettura d’arancio e di cotogna, con belle note di pompelmo, buccia di limone candita, polpa di susina seccata al sole. È lungo e rotondo. Meglio usare il secchiello del ghiaccio per mantenerlo alla giusta temperatura.

Abbinamenti consigliati: Non limitatelo al foie gras o a formaggi come Roquefort e Bleu d'Auvergne oppure ai caprini insaporiti da cipolline in agrodolce. Va benissimo con carpaccio di salmone, gamberetti e pesci in salse nobili, tartine e bigné con polpa di granchio, aragosta. Per non parlare della cacciagione di piuma in salsa di prugne o di fichi, di pesche, d’uva, d’ananas o dei dolci freschi come le charlotte con questa frutta succosa. Gran vino da meditazione, anzi d’alcova!

Temperatura di servizio: 11-12 °C

Durata prevista: almeno 30 anni

Fascia di prezzo orientativa: intorno a 40 €

Importatore dei vini di Domaine Rousset Peyraguey: Proposta Vini, Via degli Artigiani 16 - Località Cirè, 38057 Pergine Valsugana (TN), tel. 0461.534795, fax 0461.539442, sito www.propostavini.com, e-mail: info@propostavini.com

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