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| " I buoni & i cattivi " è una rubrica il cui intento è quello di fornire una vera e propria "sguida", segnalando quei vini che non sono riusciti a conquistare le luci della ribalta ma che a nostro giudizio sono altrettanto meritevoli. Ogni mese avverrà una sfida tra un "BUONO", cioè un prodotto valutato ai massimi livelli da almeno una delle principali guide italiane, e un "CATTIVO", un vino emergente che invece non è riuscito a toccare i vertici ma che secondo noi avrebbe meritato più attenzione. |
| Articolo di Carlo Macchi | Pubblicato il 10 Aprile 2007 |
Il Rosso Piceno DOC Superiore 2003 di De Angelis |
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| PER ENTRARE IN ARGOMENTO.... Chiamasi "sfruttamento pubblicitario di terzi" (almeno così credo) ed è quello che sto per fare adesso, utilizzando lo spazio che il mio amato direttore mi concede sul suo eccezzzzzzzionale giornale (cerco di rimediare...) per parlare del mio giornale on line. In effetti l'articolo di oggi scaturisce da una degustazione fatta per Winesurf.it (il mio giornale on line... appunto) che ha avuto come tema il Rosso Piceno Superiore. Da una parte l'assaggio dell'annata 2004 e dall'altro una verticale con vini che arrivavano sino ai primi anni Novanta. Visto che c'ero, ho preso in considerazione anche alcuni 2003 ed ecco pronto il materiale per il pezzo di oggi. |
LE SCHEDE DEGLI SFIDANTI Gli sfidanti di oggi possiamo definirli entrambi come aziende di medie proporzioni. Infatti sia Velenosi (il "Buono") e De Angelis (il "Cattivo") hanno una buona estensione vitata. In particolare Velenosi arriva oltre i cento ettari, che le permette di raggiungere tranquillamente il milione di bottiglie commercializzate all'anno. L'azienda nasce nel 1984 ed oggi, anche se recentemente c'è stato l'ingresso di un nuovo socio, è diretta da Angela ed Ercole Velenosi. Il centro aziendale si trova veramente ad un tiro di schioppo dal centro di Ascoli ed è dotato di una moderna cantina perfettamente attrezzata sia per la vinificazione che per la maturazione dei vini. Tutto attorno, quasi a formare un anfiteatro naturale (con terreno prevalentemente argilloso) si trovano buona parte dei vigneti. Le uve coltivate sono: Montepulciano, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero per quanto riguarda quelle a bacca rossa e Trebbiano, Pecorino, Passerina, Sauvignon e Chardonnay per le bianche. Come vedete, molti vitigni per molti vini, da qu elli più tradizionali come il Rosso Piceno ed il Falerio a qu elli innovativi come il Ludi, un uvaggio tra Montepulciano, Cabernet Sauvignon e Merlot. Non si può non citare lo spumante Brut che nasce da Chardonnay e Pinot Nero e che non ha niente da invidiare ai migliori Franciacorta. Questo grazie ad un'attenzione in vigna ed in cantina che tocca tutti i vini aziendali e che ovviamente si accentua nei prodotti di fascia alta, come il nostro Roggio del Filare, che matura a lungo sia in in legno che in bottiglia ed entra in commercio quasi dopo un anno rispetto ai concorrenti. |
| IL BUONO | | IL CATTIVO |
| Rosso Piceno DOC Superiore Roggio del Filare 2003 Vi racconto un "nanetto". Durante una cena di un Vinitaly dei primi anni novanta, al tavolo dietro al mio c'era un produttore che stava facendo assaggiare i propri vini ai commensali; avendo letto il particolare nome dell'azienda sulle bottiglie (si chiamava Velenosi...) mi venne voglia di chiedergli un assaggio di quei vini "Velenosi". Quella fu la prima volta che assaggiai il loro Rosso Piceno. Negli anni mi è capitato poi spesso di riassaggiarlo, in particolare il Superiore, che loro producono con due etichette: il Brecciarolo ed il Roggio del Filare. Quest'ultimo nasce da vigne allevate a guyot con 5.000 piante per ettaro. Le rese sono molto basse per la zona e si aggirano sui 65 quintali per ettaro. La vendemmia è tutta manuale e l'uva viene raccolta in cassette e poi portata in cantina. La fermentazione avviene in vasi di acciaio termocondizionati per un periodo di circa 20 giorni. I primi periodi sono caratterizzati da vari rimontaggi al giorno. Al termine della fermentazione il vino si sposta in barriques nuove dove permane per circa 18 mesi. Alcuni mesi di affinamento in bottiglia completano il vino che ha un colore porpora profondo e che al naso ha indubbiamente carte da giocare; accanto infatti ad una potente nota di marasca troviamo anche profumi di altri frutti ben maturi. Indubbiamente l'annata caldissima porta verso queste tonalità, ben bilanciate comunque da note di tabacco e liquirizia. Indubbiamente un bel naso! In bocca troviamo subito una calda potenza che si sviluppa con tannini piuttosto aggressivi che ti accompagnano per tutta la degustazione. Nonostante l'uscita ritardata il vino ha ancora bisogno di bottiglia. Per il resto è indubbiamente lungo ed opulento ma ancora poco malleabile. | °°°°° L A
S F I D A °°°°° | Rosso Piceno DOC Superiore 2003 Altro "nanetto". L'annata 1999 di questo vino aveva un'etichetta particolare. C'era la foto di Che Guevara e la dizione "vino Internazionale". Il vino con questa etichetta venne venduto soprattutto fuori Italia a dei sindacati scandinavi e non venne più rifatta perchè in azienda si presentarono facce poco rassicuranti dicendo: "Visto che c'hai messo la faccia di Guevara non avrai nessun problema a farne un'altra con quella di Mussolini...". Quinto Fausti, amministratore dell'azienda, si rese conto della mala parata e ritornò alle vecchie, semplici etichette. Del resto la semplicità è la parola d'ordine in questa cantina e diviene "Verbo Incarnato" quando si parla del loro Superiore. Questo vino nasce soprattutto da uve Montepulciano, raccolte in alcuni dei migliori vigneti del comprensorio, da cui si gode un invidiabile panorama della città di Offida. La fermentazione si svolge in vasche di acciaio termocondizionate ed è seguita da una macerazione molto lunga. La maturazione si svolge in botti grandi per almeno 12 mesi, dopo di che il vino va in bottiglia per alcuni mesi prima di essere commercializzato. Questo passaggio è fondamentale per i vini di De Angelis, che hanno sempre bisogno di tempo per aprirsi. Il risultato è, nell'anno 2003, un vino dal bel colore rubino che al naso porta intense note di frutta rossa ma anche di liquirizia e spezie. In bocca la buona potenza è mitigata da una freschezza difficilmente rintracciabile nei vini di questa vendemmia. L'insieme porta verso sensazioni di levigata eleganza che fanno venire voglia di bere un secondo sorso. |
COMMENTO FINALE: Una cosa è certa: il Montepulciano è un vitigno molto malleabile. Può dar vita a vini austeri e molto strutturati ma anche a prodotti di buona beva, anche se di rispettabile corpo. Il nostro gioco ha infatti evidenziato la "burbanzosa" potenza del Roggio del Filare 2003, un rosso che abbinerei senza dubbio a piatti importanti, come un capretto al forno o addirittura una impegnativa "cassoela". Non scordatevi comunque dei pecorini stagionati. Molto più ampio il range del Rosso Piceno Superiore di De Angelis, vino che trasmette allegria e voglia di bere. La sua fresca potenza si sposa benissimo a primi impegnativi ma non disdegna carni alla brace ed addirittura umidi di cacciagione.
GIUDIZIO COMPLESSIVO: Da una parte un vino uscito un anno dopo che ancora deve modellarsi al palato, dall'altra un vino uscito un anno prima completamente godibile. Qui sta il "quibus". Si tratta quindi di premiare la potenza o la piacevolezza. Chi mi conosce sa che non ho dubbi e che, pur riconoscendo ampi meriti al Roggio del Filare 2003 il mio giudizio pende dalla parte del Rosso Piceno Superiore di De Angelis per come riesce a modulare la potenza del Montepulciano con la bevibilità che ogni vino deve possedere. In una zona di prezzi contenuti non è male sottolineare il fatto che il nostro "Cattivo" arriva in enoteca a meno della metà dello sfidato. Anche questo credo debba avere il suo peso nel giudizio.
Vuoi segnalarmi un vino poco conosciuto ma di grande qualità per le prossime sfide? Scrivimi!
Carlo Macchi


