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Un vino da servire ghiacciato...

Vino10 Apr 2007

Rosso Piceno Sup. 2003: De Angelis sfida Velenosi

La sfida di Carlo Macchi tra un vino pluripremiato e un emergente!

" I buoni & i cattivi " è una rubrica il cui intento è quello di fornire una vera e propria "sguida", segnalando quei vini che non sono riusciti a conquistare le luci della ribalta ma che a nostro giudizio sono altrettanto meritevoli. Ogni mese avverrà una sfida tra un "BUONO", cioè un prodotto valutato ai massimi livelli da almeno una delle principali guide italiane, e un "CATTIVO", un vino emergente che invece non è riuscito a toccare i vertici ma che secondo noi avrebbe meritato più attenzione.
Le nostre recensioni non avranno nessun punteggio, ma si capiranno chiaramente i valori in campo. Le schede saranno sempre corredate da un commento finale e dai prezzi medi di vendita al pubblico: in questo modo ognuno potrà verificare i rapporti qualità/prezzo. Buon divertimento!

Articolo di Carlo Macchi
Pubblicato il 10 Aprile 2007

Il Rosso Piceno DOC Superiore 2003 di De Angelis
sfida
il Rosso Piceno DOC Superiore Roggio del Filare 2003 di Velenosi

PER ENTRARE IN ARGOMENTO....

Chiamasi "sfruttamento pubblicitario di terzi" (almeno così credo) ed è quello che sto per fare adesso, utilizzando lo spazio che il mio amato direttore mi concede sul suo eccezzzzzzzionale giornale (cerco di rimediare...) per parlare del mio giornale on line. In effetti l'articolo di oggi scaturisce da una degustazione fatta per Winesurf.it (il mio giornale on line... appunto) che ha avuto come tema il Rosso Piceno Superiore. Da una parte l'assaggio dell'annata 2004 e dall'altro una verticale con vini che arrivavano sino ai primi anni Novanta. Visto che c'ero, ho preso in considerazione anche alcuni 2003 ed ecco pronto il materiale per il pezzo di oggi.
Ma prima di tutto, spazio al territorio, che in realtà di spazio non ne ha moltissimo. Il Rosso Piceno Superiore può nascere solo in trentatre comuni della provincia di Ascoli Piceno. Al contrario del Rosso Piceno, che può essere prodotto praticamente in tutta la regione, il Superiore vive in un'enclave ridotta, dove una trentina di produttori cercano di proporlo al mondo. Il vitigno principale della Denominazione è il Montepulciano e qui comincia il primo problema commerciale, visto che il confine con l'Abruzzo ed il suo Montepulciano è praticamente a poche centinaia di metri. Ma se questo può essere un problema dal punto di vista dell'immagine non lo è certo per le grandi potenzialità che questo vitigno concede a chi lo coltiva. La stessa cosa non può essere detta per il Sangiovese, il secondo vitigno della DOC, che qui venne piantato soprattutto per fare quantità e quindi ancora oggi mal si adatta per vini di alta qualità. Ogni produttore ha cercato di porre rimedio a modo suo a questa impostazione del disciplinare: chi utilizzando i soliti Merlot e Cabernet e chi invece spingendo al massimo (anche oltre, in diversi casi.... ma non si può dire) la percentuale del Montepulciano. Così da una parte abbiamo dei Superiore molto internazionalizzati e dall'altra vini che ricordano molto i Montepulciano che stanno pochi chilometri a sud. Ma anche se li ricordano hanno quasi sempre una vena di finezza superiore, finezza che si accentua e non di poco (a scapito della riconoscibilità del territorio) nella prima categoria.
Uno dei dilemmi della zona è quindi il Sangiovese, che tutti o quasi vorrebbero togliersi dalle scatole. Ma i problemi non si fermano qui: commercializzare infatti un vino che ha la maggioranza di Montepulciano porta inevitabilmente a parlare di prezzi bassi o bassissimi che mal si sposano con prodotti che puntano al mercato di qualità. Da questo "guado enologico" alcuni riescono ad uscirne vendendo sfuso in buona parte il prodotto, altri lavorando molto sul marketing e sull'immagine aziendale. Quello che posso dire, conoscendo abbastanza bene la zona ed avendo assaggiato di recente i vini ( vedi la mia degustazione su Winesurf.it... e due!) è che la qualità del Rosso Piceno Superiore è sicuramente "Superiore" - scusate il gioco di parole - ai prezzi medi di vendita. Purtroppo è un vino poco conosciuto, perciò potrebbe essere il momento per scoprirlo e valorizzarlo come merita.

LE SCHEDE DEGLI SFIDANTI

Gli sfidanti di oggi possiamo definirli entrambi come aziende di medie proporzioni. Infatti sia Velenosi (il "Buono") e De Angelis (il "Cattivo") hanno una buona estensione vitata. In particolare Velenosi arriva oltre i cento ettari, che le permette di raggiungere tranquillamente il milione di bottiglie commercializzate all'anno. L'azienda nasce nel 1984 ed oggi, anche se recentemente c'è stato l'ingresso di un nuovo socio, è diretta da Angela ed Ercole Velenosi. Il centro aziendale si trova veramente ad un tiro di schioppo dal centro di Ascoli ed è dotato di una moderna cantina perfettamente attrezzata sia per la vinificazione che per la maturazione dei vini. Tutto attorno, quasi a formare un anfiteatro naturale (con terreno prevalentemente argilloso) si trovano buona parte dei vigneti. Le uve coltivate sono: Montepulciano, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero per quanto riguarda quelle a bacca rossa e Trebbiano, Pecorino, Passerina, Sauvignon e Chardonnay per le bianche. Come vedete, molti vitigni per molti vini, da qu elli più tradizionali come il Rosso Piceno ed il Falerio a qu elli innovativi come il Ludi, un uvaggio tra Montepulciano, Cabernet Sauvignon e Merlot. Non si può non citare lo spumante Brut che nasce da Chardonnay e Pinot Nero e che non ha niente da invidiare ai migliori Franciacorta. Questo grazie ad un'attenzione in vigna ed in cantina che tocca tutti i vini aziendali e che ovviamente si accentua nei prodotti di fascia alta, come il nostro Roggio del Filare, che matura a lungo sia in in legno che in bottiglia ed entra in commercio quasi dopo un anno rispetto ai concorrenti.
Il nostro "Cattivo" di ettari vitati ne ha "soltanto" una sessantina e quindi è costretto a comprare uve da cantine del circondario. Questo non solo per arrivare al mezzo milione annuo di bottiglie, ma soprattutto per soddisfare il notevole commercio di vino sfuso che l'azienda porta avanti da sempre, rifornendo fior di cantine ( i nomi sono top secret anche per il fotografo Corona...) in varie parti d'Italia. Basta dare un'occhiata dal di fuori alla cantina, con grosse vasche in acciaio per la fermentazione, per capire che qui si lavorano grossi quantitativi. La seconda occhiata in cantina, dove tutto è ben organizzato e funzionale, ti fa anche comprendere che i vini (sia quelli destinati alla bottiglia che gli altri) vengono trattati con tutte le attenzioni del caso. Il vitigno più piantato e lavorato in azienda è ovviamente il Montepulciano di cui De Angelis possiede diversi appezzamenti da tutti considerati tra i migliori del territorio. A questo si aggiunge il Sangiovese, alcune parcelle di Cabernet ed i classici vitigni a bacca bianca, come Trebbiano, Passerina e Pecorino. Il vino di punta della cantina è L'Anghelos, un uvaggio tra Montepulciano, Cabernet Sauvignon e Sangiovese, ma i veri cavalli di battaglia sono il Rosso Piceno ed il nostro Superiore, prodotto anche nella versione "Oro" in un numero limitato di bottiglie.
Veniamo ai punteggi delle guide con una premessa: dato che il Roggio del Filare entra in commercio quasi un anno dopo dobbiamo prendere in considerazione due annate di guide. Nelle ultime edizioni ora in commercio, l'annata 2003 del vino di Velenosi ha ottenuto Tre Bicchieri dal gambero Rosso/Slow Food, Quattro Grappoli dall'AIS, Tre Stelle Rosse da Veronelli. Stranamente non viene recensito dall'Espresso. Il Rosso Piceno Superiore di De Angelis ha ottenuto (nelle edizioni precedenti) Due Bicchieri dalla guida del Gambero/Slow Food, Tre Grappoli dall'AIS, Due Stelle da Veronelli e 14,5/20 dall'Espresso. Adesso andiamo a vedere cosa ci ha detto l'assaggio.

IL BUONO
IL CATTIVO

Rosso Piceno DOC Superiore Roggio del Filare 2003
Velenosi
via dei Biancospini 11, 63100 Ascoli Piceno (AP)
tel. 0736.341218 - fax 0736.346706
E-mail: info@velenosivini.com
Bottiglie prodotte: 36.000
Prezzo medio in enoteca: circa 18 €

Vi racconto un "nanetto". Durante una cena di un Vinitaly dei primi anni novanta, al tavolo dietro al mio c'era un produttore che stava facendo assaggiare i propri vini ai commensali; avendo letto il particolare nome dell'azienda sulle bottiglie (si chiamava Velenosi...) mi venne voglia di chiedergli un assaggio di quei vini "Velenosi". Quella fu la prima volta che assaggiai il loro Rosso Piceno. Negli anni mi è capitato poi spesso di riassaggiarlo, in particolare il Superiore, che loro producono con due etichette: il Brecciarolo ed il Roggio del Filare. Quest'ultimo nasce da vigne allevate a guyot con 5.000 piante per ettaro. Le rese sono molto basse per la zona e si aggirano sui 65 quintali per ettaro. La vendemmia è tutta manuale e l'uva viene raccolta in cassette e poi portata in cantina. La fermentazione avviene in vasi di acciaio termocondizionati per un periodo di circa 20 giorni. I primi periodi sono caratterizzati da vari rimontaggi al giorno. Al termine della fermentazione il vino si sposta in barriques nuove dove permane per circa 18 mesi. Alcuni mesi di affinamento in bottiglia completano il vino che ha un colore porpora profondo e che al naso ha indubbiamente carte da giocare; accanto infatti ad una potente nota di marasca troviamo anche profumi di altri frutti ben maturi. Indubbiamente l'annata caldissima porta verso queste tonalità, ben bilanciate comunque da note di tabacco e liquirizia. Indubbiamente un bel naso! In bocca troviamo subito una calda potenza che si sviluppa con tannini piuttosto aggressivi che ti accompagnano per tutta la degustazione. Nonostante l'uscita ritardata il vino ha ancora bisogno di bottiglia. Per il resto è indubbiamente lungo ed opulento ma ancora poco malleabile.

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L

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S

F

I

D

A

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Rosso Piceno DOC Superiore 2003
De Angelis
via San Francesco 10, 63030 Castel di Lama (AP)
tel/fax 0736.87429
E-mail: info@tenutadeangelis.it
Bottiglie prodotte: 100.000
Prezzo medio in enoteca. circa 7 €

Altro "nanetto". L'annata 1999 di questo vino aveva un'etichetta particolare. C'era la foto di Che Guevara e la dizione "vino Internazionale". Il vino con questa etichetta venne venduto soprattutto fuori Italia a dei sindacati scandinavi e non venne più rifatta perchè in azienda si presentarono facce poco rassicuranti dicendo: "Visto che c'hai messo la faccia di Guevara non avrai nessun problema a farne un'altra con quella di Mussolini...". Quinto Fausti, amministratore dell'azienda, si rese conto della mala parata e ritornò alle vecchie, semplici etichette. Del resto la semplicità è la parola d'ordine in questa cantina e diviene "Verbo Incarnato" quando si parla del loro Superiore. Questo vino nasce soprattutto da uve Montepulciano, raccolte in alcuni dei migliori vigneti del comprensorio, da cui si gode un invidiabile panorama della città di Offida. La fermentazione si svolge in vasche di acciaio termocondizionate ed è seguita da una macerazione molto lunga. La maturazione si svolge in botti grandi per almeno 12 mesi, dopo di che il vino va in bottiglia per alcuni mesi prima di essere commercializzato. Questo passaggio è fondamentale per i vini di De Angelis, che hanno sempre bisogno di tempo per aprirsi. Il risultato è, nell'anno 2003, un vino dal bel colore rubino che al naso porta intense note di frutta rossa ma anche di liquirizia e spezie. In bocca la buona potenza è mitigata da una freschezza difficilmente rintracciabile nei vini di questa vendemmia. L'insieme porta verso sensazioni di levigata eleganza che fanno venire voglia di bere un secondo sorso.

COMMENTO FINALE: Una cosa è certa: il Montepulciano è un vitigno molto malleabile. Può dar vita a vini austeri e molto strutturati ma anche a prodotti di buona beva, anche se di rispettabile corpo. Il nostro gioco ha infatti evidenziato la "burbanzosa" potenza del Roggio del Filare 2003, un rosso che abbinerei senza dubbio a piatti importanti, come un capretto al forno o addirittura una impegnativa "cassoela". Non scordatevi comunque dei pecorini stagionati. Molto più ampio il range del Rosso Piceno Superiore di De Angelis, vino che trasmette allegria e voglia di bere. La sua fresca potenza si sposa benissimo a primi impegnativi ma non disdegna carni alla brace ed addirittura umidi di cacciagione.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: Da una parte un vino uscito un anno dopo che ancora deve modellarsi al palato, dall'altra un vino uscito un anno prima completamente godibile. Qui sta il "quibus". Si tratta quindi di premiare la potenza o la piacevolezza. Chi mi conosce sa che non ho dubbi e che, pur riconoscendo ampi meriti al Roggio del Filare 2003 il mio giudizio pende dalla parte del Rosso Piceno Superiore di De Angelis per come riesce a modulare la potenza del Montepulciano con la bevibilità che ogni vino deve possedere. In una zona di prezzi contenuti non è male sottolineare il fatto che il nostro "Cattivo" arriva in enoteca a meno della metà dello sfidato. Anche questo credo debba avere il suo peso nel giudizio.

Vuoi segnalarmi un vino poco conosciuto ma di grande qualità per le prossime sfide? Scrivimi!

Carlo Macchi

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