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Un vino da servire ghiacciato...

Alimentazione13 Feb 2012

Quella sul cibo spazzatura è una tassa che piacerebbe agli italiani?

Ben 8 italiani su 10 si sono dichiarati favorevoli ad una tassa che colpisca i cibi spazzatura favorendo quelli sani

In questi tempi di crisi profonda, dove le tasse fioccano da ogni parte, dovrebbe gettare nello sconforto l’annuncio di un nuovo balzello legato al cibo, eppure l’ipotesi allo studio del Governo e delle Regioni che prevede una tassa di scopo sul cibo spazzatura (junk food) troverebbe, secondo un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it,  il consenso di più di otto italiani su dieci (81%), a patto che le risorse siano destinate al sostegno dei cibi genuini del territorio e non per  finanziare la costruzione e l’ammodernamento degli ospedali come contenuto nella bozza di lavoro inviata dal ministro della Salute Renato Balduzzi alla Conferenza delle Regioni per discutere del nuovo Patto per la Salute.

Ma che cos’è il cibo spazzatura? Il termine “cibo spazzatura” deriva dalla traduzione dall’inglese di junk-food, adoperato dai maggiori nutrizionisti internazionali per definire un cibo o una bevanda molto calorico ma carente di nutrienti salutari.  L’elenco potrebbe quindi essere lunghissimo, perché comprende molti cibi industriali confezionati a lunga conservazione ricchi di grassi saturi, conservanti, coloranti e additivi chimici. Ne fanno parte buona parte delle merendine monodose, delle maionesi e salse, molti cibi precotti, parecchi snack e le patatine fritte in busta, le numerose bibite gassate, i dolciumi...
 
Ad applicare l’idea di una tassa su questi cibi non saremmo certo i primi, visto che proprio dal 1° gennaio 2012 in Francia è entrata in vigore la “taxe soda” sulle bibite gassate, che pesa 7,16 euro per ettolitro, cioè 11 cent per 1,5 litri o ancora 2 centesimi di euro a lattina di bevanda gassata. In totale la tassa dovrebbe portare 280 milioni di euro nelle casse dello Stato che saranno utilizzati per ridurre il costo del lavoro di raccolta in agricoltura e sostenere così la frutta e verdura fresche o sotto forma di sciroppi naturali, di succhi di frutta senza zucchero aggiunto, di frullati, di yogurt da bere, ecc. L’iniziativa francese segue di qualche mese quella della Danimarca che ha introdotto una tassa sul cibo spazzatura ricco di grassi saturi come merendine, patatine e snack con un aumento di 16 corone, 2,15 euro, al chilo.
 
L’idea è assai interesante, anche sé sarà piuttosto difficile identificare con criteri oggettivi e seri i “cibi spazatura” da colpire senza finire nel fanatismo alimentare.
Ma già che ci siamo perché non introdurre una tassa su tutti i cibi prodotti dall’agricoltura chimica a favore di un maggior sviluppo di un’agricoltura sempre più ecocompatibile o biologica? In questo caso sarebbe molto più facile e veloce ottenere ottimi risultati...
  • Sono favorevole : 81 %
  • Non sono d'accordo : 16 %
  • Non saprei : 2 %

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