![]() | >>> SPECIALE SALE IN ZUCCA <<< Per molte settimane la rubrica "Sale in Zucca" del Dr. Mario Rizzi ha aperto una finestra sui segreti della mente ed ha fatto scoprire a molti lettori aspetti sino ad allora sconosciuti. Mario Rizzi ha conseguito il dottorato in Psicologia Umanistica negli Stati Uniti e si è specializzato in R.H.M.T. ( Rigth Hemifere Mental Therapy ), una tecnica per la regressione della memoria senza ipnosi. Dopo oltre 30 anni di studi e ricerche ha creato una sterminata banca dati consultabile gratuitamente sui suoi 4 siti internet. | ![]() |
| Si ringrazia per la collaborazione il sito www.viveremeglio.org | Pubblicato: 22 Marzo 2005 |
| Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni che, con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora, per impossibilità, errore o distrazione, non abbiamo citato la fonte originale del materiale presentato. I brani nel cui titolo compare un numero tra parentesi, rappresentano un testo originale, tratto dal volume il cui titolo è riportato nei Riferimenti bibliografici inseriti al termine di ogni capitolo. |
| Per 56 settimane consecutive abbiamo affrontato i segreti della mente, sia quella conscia che quella inconscia. "Speciale Sale in Zucca" vuole rappresentare un'opportunità per chi vorrà o saprà coglierla. Infatti vi offrirò alcuni brani scelti sui quali riflettere e molti esercizi pratici per migliorare il proprio controllo mentale e per stimolare una visione più spirituale. Buona lettura e... buon lavoro! Dr. Mario Rizzi |
PRIMO APPROCCIO AL CONTROLLO MENTALE
Antonio De Mello ha studiato filosofia, psicologia e spiritualità. Nel corso degli anni ha raggiunto una grande esperienza nel condurre seminari di preghiera e corsi di terapia, nei quali unisce l'esperienza psicologica a e spirituale. Abbiamo perciò pensato di utilizzare le sue parole per introdurre la parte pratica riguardante il non facile controllo della mente.
Il silenzio (7)
Ciascuno di voi assuma una posizione comoda. Chiudete gli occhi.
Ora vi inviterò a conservare il silenzio per un periodo di dieci minuti. Anzitutto vi sforzerete di raggiungere il silenzio, un silenzio il più totale possibile del cuore e della mente. Raggiuntolo, esporrete voi stessi a qualunque rivelazione esso apporterà.
Alla fine di dieci minuti vi inviterò ad aprire gli occhi e a comunicarci, se lo desiderate, quel che avete fatto ed esperimentato in questi dieci minuti.
Nel partecipare agli altri quel che avete fatto e quel che vi è capitato diteci quali tentativi avete fatto per raggiungere il silenzio e se e come sono stati coronati da successo. Descrivete il silenzio, se siete capaci. Diteci cosa avete sperimentato in questo silenzio. Diteci tutto quel che avete pensato e sentito durante questo esercizio.
L'esperienza di coloro che tentano questo esercizio è infinitamente varia. Molti scoprono, con loro sorpresa, che il silenzio è qualcosa a cui non erano assolutamente abituati.
Qualunque cosa facciano, non riescono ad arrestare il divagare continuo della loro mente o quietare un turbamento emotivo che commuove il loro cuore. Altri percepiscono il loro avvicinarsi alle frontiere del silenzio; ma poi, presi dal panico, si ritirano: il silenzio può essere una esperienza paurosa.
Nessun motivo per scoraggiarsi. Anche questi vostri pensieri vaganti sono una grande rivelazione, non è vero? Il fatto che la vostra mente divaghi, non è forse una rivelazione su voi stessi? Ma ciò non basta. Dovete prender tempo per sperimentare queste divagazioni mentali.
E' il tipo di divagazioni cui la mente indulge, anche questo quanto è significativo!
Ancora qualcosa di incoraggiante per voi: il fatto che vi siete resi conto del vostro vagare mentale o del vostro intimo tormento o della vostra incapacità di arrestarvi, dimostra che in voi avete un qualche piccolo grado di silenzio, perlomeno quanto è sufficiente per rendervi conto di tutto ciò.
Chiudete di nuovo gli occhi e rendetevi consapevoli della vostra mente divagante... solo per due minuti...
Ora percepite il. silenzio che rende possibile questa vostra consapevolezza del divagare della vostra mente...
E' su questo silenzio minimo che avete in voi stessi che dovremo costruire negli esercizi seguenti. Crescendo, vi rivelerà sempre più su voi stessi. O, più precisamente, il silenzio rivelerà voi a voi stessi. Questa è la sua prima rivelazione: il vostro io. E dentro e attraverso questa rivelazione raggiungerete cose che il denaro non può comprare, quali saggezza e serenità e gioia e Dio.
Per raggiungere queste preziosissime cose non basta che voi riflettiate, parliate, discutiate. Quel che vi occorre è impegno. Impegnatevi subito.
Chiudete gli occhi. Cercate il silenzio ancora per cinque minuti.
Alla fine dell'esercizio osservate se il vostro sforzo questa volta è riuscito di più o di meno.
Notate se il silenzio questa volta vi ha rivelato qualcosa che vi era sfuggito la volta precedente.
Non cercate qualcosa di eccezionale nella rivelazione apportata dal silenzio: illuminazioni, ispirazioni, intuizioni. Anzi non cercate affatto. Limitatevi ad osservare. Soltanto osservate tutto quello che affiora alla vostra consapevolezza, tutto ciò che così vi si rivela, non importa se banale o ordinario.
Tutta la rivelazione per voi può consistere nel fatto che le vostre mani sono sudate o che avete urgenza di cambiare posizione o che siete preoccupati della vostra salute. Non importa. L'importante è che siete divenuti consci di ciò. Il contenuto della vostra consapevolezza è meno importante della sua qualità.
Migliorando la sua qualità il vostro silenzio si approfondisce. E approfondendosi il vostro silenzio, sperimentate un cambiamento. E scoprirete, con gran gioia, che la rivelazione non è conoscenza. Rivelazione è potere; un potere misterioso che trasforma.
Fin quando...
FIN QUANDO l'individuo permette alla propria mente di trattenere pensieri
- di odio - di condanna,
- di invidia - di gelosia,
- di critica - di paura,
- di dubbio - di sospetto.
otterrà di certo, come risultato:
- disordine e infelicità nella sua vita,
- delusione nei suoi sogni,
- disastri nella usa mente,
- nel suo corpo, nell'ambiente,
al quale è legato da sottili fili di azione e reazione.
pensieri negativi, verso:
- le persone che gli sono vicine,
- le condizioni di vita, il lavoro,
- le persone amate e la nazione,
lui stesso, inconsciamente, obbliga le sue energie a creare situazioni negative, che col pensiero attrae e alimenta.
Ed è quindi responsabile di "quel grigiore" che pesa sul mondo e che lui stesso è il primo a condannare.
Riferimenti bibliografici
7. Antonio De Mello, S.J., Un cammino verso Dio, pagg. 11-13. Casa Editrice La Parola, Roma, 1980.
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