![]() | >>> SPECIALE SALE IN ZUCCA <<< Per molte settimane la rubrica "Sale in Zucca" del Dr. Mario Rizzi ha aperto una finestra sui segreti della mente ed ha fatto scoprire a molti lettori aspetti sino ad allora sconosciuti. Mario Rizzi ha conseguito il dottorato in Psicologia Umanistica negli Stati Uniti e si è specializzato in R.H.M.T. ( Rigth Hemifere Mental Therapy ), una tecnica per la regressione della memoria senza ipnosi. Dopo oltre 30 anni di studi e ricerche ha creato una sterminata banca dati consultabile gratuitamente sui suoi 4 siti internet. | ![]() |
| Si ringrazia per la collaborazione il sito www.viveremeglio.org | Pubblicato: 91 Aprile 2005 |
| Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni che, con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora, per impossibilità, errore o distrazione, non abbiamo citato la fonte originale del materiale presentato. I brani nel cui titolo compare un numero tra parentesi, rappresentano un testo originale, tratto dal volume il cui titolo è riportato nei Riferimenti bibliografici inseriti al termine di ogni capitolo. |
| Per 56 settimane consecutive abbiamo affrontato i segreti della mente, sia quella conscia che quella inconscia. "Speciale Sale in Zucca" vuole rappresentare un'opportunità per chi vorrà o saprà coglierla. Infatti vi offrirò alcuni brani scelti sui quali riflettere e molti esercizi pratici per migliorare il proprio controllo mentale e per stimolare una visione più spirituale. Buona lettura e... buon lavoro! Dr. Mario Rizzi |
PERCHE' MEDITARE?
Fondamentalmente tutti gli esseri cercano la felicità e nello stesso tempo fanno di tutto per evitare la sofferenza. Se arriviamo a comprendere che le nostre sofferenze SONO il risultato di azioni non virtuose da noi commesse in un passato prossimo o remoto, ci risulterà ovvio che per evitare la sofferenza vi è un solo modo: quello di non commettere azioni non virtuose. Le religioni, generalmente, offrono una soluzione ai problemi della vita ed i loro insegnamenti, quando fedelmente seguiti, sono il modo di evitare di commettere azioni negative che nel tempo ci si ripresenterebbero quali sofferenze.
La mente dovrebbe essere sempre allerta ed avere sotto il suo controllo il corpo e gli istinti, i quali, proprio perché rivolti alla sopravvivenza del corpo fisico, ci propongono delle soluzioni prevalentemente egoistiche. Quando vediamo un oggetto (o lo immaginiamo) esso viene subito afferrato dall'interesse o dal rifiuto, non vi è una pacata osservazione in cui la mente osserva e basta. La mente viene posta al servizio delle passioni e da ciò nasce il desiderio di ottenere o alla paura di perdere ciò che si possiede.
Se la mente è stata educata adeguatamente, i sensi non potranno far nulla per accaparrare la sua attenzione, essa osserverà qualsiasi oggetto e saprà dargli il valore effettivo, non quello che gli viene attribuito dalla nostra interiorità. Ogni volta che ci si presenta un oggetto, od una persona, e la mente non è in grado di discernere il suo valore effettivo, interviene il desiderio che ci porta a pensare che noi non possiamo vivere senza tale oggetto. Questa è la causa di ciò che viene definito delusione.
Non è il corpo che ci priva della pace mentale bensì la mente che, non essendo controllata, è influenzata dalle emozioni e dai sentimenti e ci porta a degli errati comportamenti. Per una mente non educata la stessa situazione può divenire oggetto di desiderio o di paura e ciò porterà delle delusioni.
I tre veleni
Possiamo dire che vi sono tre veleni principali da cui dipendono le sofferenze dell'umanità, essi sono:
- attaccamento,
- ignoranza della legge di causa ed effetto,
- odio e rancori.
L'attaccamento è il peggiore di tutti e merita qualche delucidazione in quanto è assai facile che il medesimo venga confuso con l'affetto o l'amore. E' facile infatti sentire qualcuno che dice di essere molto attaccato ad una persona e che la ragione di un tale legame va ricercato nel grande amore portato alla persona stessa. La prova del fuoco per determinare se ciò che proviamo è vero amore o semplice attaccamento la possiamo avere analizzando che cosa porta il legame in oggetto a noi ed all'altra persona. Il vero amore porta gioia ad entrambi, se ciò non accade non si tratta di vero amore. Il vero amore non va alla ricerca della sua soddisfazione e della sua felicità bensì di quella della persona amata.
Disse Paramansa Yogananda: "Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di felicità ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena".
L'attaccamento è la causa di tante sofferenze; forse la causa più importante. Noi lottiamo per ottenere un oggetto (o una persona) e ciò è causa di sofferenza. Poi, non appena lo abbiamo ottenuto, iniziamo a preoccuparci per paura di perderlo.
Possiamo essere attaccati anche a delle situazioni o al nostro corpo, entrambe queste cose sono causa di sofferenza. La paura di morire è causa di molte sofferenze perché la mente pensa che senza il corpo essa sarà perduta. Anche qui è in gioco l'attaccamento che però, in questo caso, è coadiuvato dall'ignoranza della legge della vita. Tutte le brutture del mondo, guerre comprese, possono portarci a verificare che la loro sorgente primaria va ricercata nei tre veleni primari: attaccamento, odio e ignoranza.
L'ignoranza della legge di causa ed effetto è quanto di più pericoloso vi possa essere. Il non conoscere che la nostra sofferenza è nata a causa di nostre azioni non virtuose non ci permette di prendere la decisione di cambiare i nostri atteggiamenti con la forza necessaria per farlo davvero.
Specialmente la parola ci è causa di molte sofferenze perché parlare è assai facile e l'ignoranza della "Legge di causa ed effetto" non ci fa riflettere e preoccupare per ciò che andiamo dicendo (Gia. 1:19-27, Gia. 3:1-12).
Domande e risposte
Domanda: "Mi rendo conto che ho parlato male, posso rimediare?".
Risposta: "Un'azione fatta è fatta, si può però mitigarne l'effetto negativo con un sincero pentimento e chiedendo scusa a chi, eventualmente, abbiamo fatto del male".
Domanda: "Se mangio carne posso evitare il male che scaturisce dal fatto che l'animale è stato ucciso?".
Risposta: "Se la carne ti è necessaria per dei motivi di salute non hai colpa alcuna, in caso contrario la colpa esiste e puoi mitigarla cercando di essere compassionevole verso l'animale che era in vita ed ora ne è privo anche per causa tua. Un simile atteggiamento ti porterà facilmente al distacco di un tale nutrimento. Va peraltro considerato che anche gli altri cibi possono essere causa di azioni non virtuose quando sono mangiati con avidità o con spirito egoistico. E' certo in una posizione miglioro il carnivoro che spartisce la sua bistecca con chi ha fame che non il vegetariano che si fa un abbondante pasto di cereali, frutta e verdura, e non si interessa del problema della denutrizione e della fame nel mondo".
Domanda: "Io considero la mia testa sufficientemente sotto controllo, però mi capita di fare delle azioni che non vorrei fare..."
Risposta: "Per tanto controllo che noi possiamo esercitare sulla nostra mente cosciente vi è pur sempre qualche momento in cui la mente subconscia, sede degli istinti, passioni e desideri, riesce a prendere il controllo ed a farci agire in modo prettamente egoistico. Una tale situazione si può risolvere con un esame obbiettivo delle nostre azioni negative per scoprirne il movente che ne sta alla base (solitamente orgoglio o egoismo). Una volta che abbiamo scoperto la causa dobbiamo lavorare per far crescere in noi le virtù opposte ai difetti che vogliamo eliminare".
Domanda: "Quando ho fatto la meditazione per un tempo necessario e la mia mente è sotto controllo in un modo soddisfacente che cosa debbo fare?".
Risposta: "Questa tecnica non è una vera tecnica di meditazione ma una pratica preparatoria. Quando la nostra mente è sotto controllo dobbiamo usare la nostra volontà per applicare la nostra forza mentale contro i tre veleni: attaccamento, odio ed ignoranza. Dobbiamo bloccarli sul nascere in modo da non lasciar loro nessuno spazio. In questo modo si elimineranno dai nostri pensieri (Mat. 12:29-30). Con il tempo potremo iniziare a meditare su qualche qualità astratta, come l'amore o la bontà".
>>> Ed ora qualche suggerimento...
Quando la mente è sotto controllo in modo soddisfacente è necessario cambiare il suo ruolo. Se fino a quel momento essa è stata al servizio dei tre veleni ora non deve più permettere che essi interferiscano con il corso dei pensieri. Questa non è certamente una battaglia facile. Se vogliamo uscirne vincitori dobbiamo togliere lo spazio ai tre veleni e coltivare le virtù che sono antagoniste ai difetti che desideriamo eliminare ln noi stessi.
E' anche importante che prima di meditare ci si prepari spiritualmente in modo da farlo a scopo non egoistico. Non si dovrebbe mai meditare perché si vuole diventare più bravi o più riconosciuti. Il nostro movente deve essere altruistico: dovremmo meditare per diventare migliori, per essere in grado di far vivere meglio chi ci è vicino e di aiutare i nostri simili a liberarsi dai tre veleni citati più sopra. Se non vi è il desiderio di meditare a favore di tutti, noi compresi, non potremmo ottenere tutti i benefici che una tale pratica può portare.
Dobbiamo essere gentili con tutti, amare tutti ed essere contenti di ciò che abbiamo. Per vivere basta poco e le nostre sofferenze sono spesso causate più dal superfluo che dal necessario. Il nostro comportamento deve essere di esempio, in questo modo l'amore si estenderà da noi alla famiglia, da questa alla società e da questa a tutto il genere umano.
>>> Imparate a dedicare le vostre azioni
Per concludere vi consiglio che ogni volta che avete accumulato dei meriti facendo qualcosa di buono (ad esempio, venire a questo corso piuttosto che spendere il vostro tempo in svaghi o divertimenti), dedichiate tali meriti per evitare che vadano perduti. L'idea è di dedicarli a favore di tutti gli esseri umani: questa grande umanità di cui pure noi siamo parte integrale. Prendete perciò l'abitudine di dedicare le vostre azioni meritorie a favore di tutti, come scopo primario, e come stimolo ad essere generosi, come scopo secondario.
La più grande creatrice di malcomprensioni è la lingua dell'uomo. Non conta ciò che diciamo ma come e quando, misura perciò le tue parole con il metro della cortesia, del sentimento e della gratitudine. Il tatto e la delicatezza non toglieranno mai l'Ego dal suo piedistallo. L'interesse, in una conversazione, si basa sul far sentire importante il nostro interlocutore e rimpiazzando il dire con il chiedere. Meno cose diciamo e meno dovremo pentirci. La natura sapeva ciò che faceva quando ci diede due orecchie ed una sola lingua. Una lingua incontrollata, anche una sola parola sbagliata, può distruggere la felicità di una intera vita.
Per prevenire l'atteggiamento critico, sarcastico o ironico:
- invita le critiche, dai i meritati riconoscimenti,
- riconosci subito i tuoi errori e non esitare mai a dire: "Mi dispiace".
- guarda in faccia il tuo interlocutore,
- sii un buon ascoltatore,
- non interrompere,
- sii comprensivo,
- modula il tono di voce,
- evita sgradevoli riferimenti al passato,
- dai consigli solo quando ti sono richiesti,
- applaudi ciò che gradisci ed ignora ciò che non ti piace,
- custodisci le tue parole e le tue parole custodiranno te.
Riferimenti bibliografici
Ghesce Tenzin Gompo, Corso di meditazione. Corso tenuto presso il Centro DO-IN, in Merate (Lecco) il 12 e 13 marzo 1983.
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