Tutto é cominciato in sordina nel 1988 quando il dottor Jean Carper nel suo libro "The Food Pharmacy" scrisse che il vino é tra le sostanze naturali capaci di prevenire le malattie cardiache e di innalzare il colesterolo buono, cioé l'HDL, a scapito di quello cattivo LDL: per ottenere l'effetto desiderato bastava bere un bicchiere di vino rosso a pasto. Nel 1991 Jack Masquelier in occasione di un seminario internazionale su "Uva, vino e salute" presentò uno studio che dimostrava le proprietà salutistiche delle protoantocianidine (sostanze coloranti) dell'uva ed il loro valore antiossidante.
- Fortunatamente l'Accademia Italiana della Vite e del Vino ha affidato al medico Francesco Orlandi, Professore ordinario di gastroentologia all'Università di Ancona, e al Professor Umberto Pallotta, Docente di Industrie Agrarie all'Università di Bologna, una pubblicazione informativa rivolta ai medici di base e agli insegnanti delle scuole elementari e medie che tratta in modo serio e comprensibile tutti i temi legati alle correlazioni tra il consumo di vino e la salute, senza dimenticare gli aspetti di carattere sociale come la guida di autoveicoli, la gravidanza. Questa pubblicazione é stata stampata nell'Ottobre del 1998 con il Titolo "Vino: degustare con moderazione". E' inoltre da segnalare la vasta eco suscitata dal Congresso Internazionale "Vino e salute" tenutosi a Firenze il 27 e 28 Novembre 1998, nel quale medici, ricercatori e tecnici italiani e stranieri hanno fatto il punto sulle ultime scoperte e ribadito il ruolo primario del vino nella dieta quotidiana. A proposito di dieta...
- Per dimagrire un po' il vino non guasta, anzi rientra in un'ottima dieta controllata; uno o due bicchieri possono essere presenti benissimo anche in una dieta ipocalorica. A sostenerlo é il medico nutrizionista Piero Antonio Migliaccio. Inoltre i professori Alberto Bertelli e Giovanni Tredici hanno esposto i risultati di una ricerca scientifica secondo la quale tra gli effetti benefici del vino consumato in modica quantità c'é anche il potenziamento della memoria e dell'apprendimento!!!!
- Ma il vero evento che ha rivoluzionato la storia é stato il popolarissimo programma televisivo americano "60 minuti" andato in onda nel Novembre 1991: in esso il conduttore Morley Safer ha affermato, seguito da oltre 30 milioni di persone, che i francesi fanno esattamente il contrario di ciò che é utile per la salute, cioé seguono una dieta ricca di grassi, adorano il loro formaggio, fumano, eppure, in base a delle ricerche epidemiologiche, presentano un indice di insorgenza di cardiopatie decisamente inferiore rispetto gli americani. La notizia ha letteralmente scioccato gli statunitensi, e grande é stato lo stupore quando l'anno successivo Renaud e Longeril pubblicarono sulla prestigiosa rivista medica Lancet una ricerca diventata nota come "Paradosso francese", nella quale si dimostrava che la malattia cardiaca era sotto controllo in certe aree della Francia grazie alle sostanze protettive derivanti dal consumo non certo moderatissimo di vino rosso.
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40 g di alcol al giorno (mezza bottiglia) per l'uomo e 20 g per la donna fanno diminuire di oltre il 30% il rischio di coronaropatie, e il Dott. Jackson, un ricercatore neozelandese, ha recentemente presentato degli studi epidemiologici che hanno dimostrato che il rischio di infarto del miocardio e attacchi cardiaci nei consumatori abituali diminuisce addirittura del 75% negli uomini e del 61% nelle donne che hanno consumato nelle 24 ore precedenti bevande alcoliche. Ciò dipende dal fatto che l'alcol fa diminuire "l'aggregazione piastrinica" del sangue, limitando la formazione di coaguli o trombi all'interno dei vasi sanguigni. Ma attenzione: ciò é valido soltanto per i consumatori abituali, perché gli effetti appena citati sono a breve termime (24-48 ore), dopodiché in alcuni soggetti si verifica addirittura un effetto contrario, cioé aumenta il rischio di coaguli ematici. Da ciò si evince che bere solo nel fine settimana o in occasione di rare occasioni fa più male che bene. -
Nel 1993 é stata poi scoperta la presenza, soprattutto nel vino rosso, del trans e del cis resveratrolo, in grado di combattere l'aterosclerosi e l'iperlipemia: questa sostanza é stata da secoli utilizzata nella medicina tradizionale orientale. Recentissimi studi gli attribuiscono anche la capacità di inibire i processi tumorali. Il resveratrolo é più presente nelle uve di media/alta collina che godono di un corretto soleggiamento e vengono maggiormente colpite dai raggi ultravioletti. Inoltre il resveratrolo non diminuisce significativamente nei vini sottoposti ad una maturazione moderata nelle botti di legno.
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Studi effettuati su gruppi di gemelli anziani dei quali solo uno di essi consumava regolarmente 1-2 bicchieri di vino al giorno, hanno dimostrato che quest'ultimo possedeva una miglior capacità di ragionamento rispetto al fratello astemio o maggior bevitore: da questa considerazione sono partiti alcuni studi volti a stabilire le correlazioni positive tra un consumo moderato di vino e l'insorgenza del morbo di Alzheimer.
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Le persone anziane che hanno consumato regolarmente vino durante la loro vita, hanno una maggiore densità ossea rispetto agli astemi e conseguentemente presentano un rischio minore di osteoporosi.
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I consumatori moderati tendono ad essere meno depressi sotto l'effetto di uno stress in rapporto agli astemi e ai forti bevitori.
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Il vino é un antibatterico non per merito dell'alcol, ma di altre sostanze in esso contenute. E' stato dimostrato che gli adulti non fumatori che consumano vino regolarmente e con moderazione sono molto più resistenti a ben 5 ceppi di virus dell'influenza.
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Una recentissima ricerca dell'università di Davis in California, per ora compiuta solo su topi transgenici, ha dimostrato che il consumo costante di bevande colorate come alcuni sidri, the e vino rosso fanno diminuire il rischio di cancro. Ciò é dovuto ai polifenoli (sostanze coloranti) contenute in molti frutti a bacca rossa (ribes, fragola, mirtillo), tra i quali il meno costoso é l'uva. Ce n'é abbastanza per ribaltare qualsiasi pregiudizio!! Eppure nonostante tutto ciò un'indagine effettuata dal l'Unione Italiana Vini nel 1996 presso i medici generici, risultava che solo al 3% era chiaro che il vino fa bene a giuste dosi, e un analogo test compiuto su 1300 insegnanti del Veneto evidenziava che solo il 18% si sentiva preparato ad affrontare con cognizione l'argomento alcol.
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