
La campagna olearia 2011-2012 è in corso, ma grazie all’anticipo di maturazione legato alla stagione insolitamente calda a Ismea in collaborazione con Cno e Unaprol è già stato possibile stilare una previsione di raccolta piuttosto attendibile. Ecco il dettaglio relativo alle più importanti aree produttive del nostro paese.
Puglia (=) si può affermare che all’incremento piuttosto significativo delle province del Nord della regione, si contrappone una decisa frenata del Salento. Questo, se da un lato porta a stimare una produzione quantitativa dell’intera regione simile a quella dello scorso anno, dall’altra fa sì che cresca notevolmente l’incidenza del prodotto extra. Scendendo nel dettaglio delle singole province si evidenzia una crescita a due cifre della produzione foggiana. Bene, anzi ottimamente nel Barese dove non si sono rilevati particolari problemi né in fioritura, né in allegagione. Buona l’annata anche in provincia di Taranto e nella parte nord di quella di Brindisi. Scendendo verso il Salento, invece, si evidenziano produzioni anche dimezzate rispetto allo scorso anno.
Calabria (+4%) Anche per l’altra grande regione produttrice il lieve incremento previsto è la somma di tante realtà diverse tra loro. Naturalmente questa era un’annata che mediamente avrebbe dovuto essere di carica, ma la siccità estiva ha ridimensionato le aspettative. Scendendo nel dettaglio si evidenzia una produzione in crescita in provincia di Cosenza. Piuttosto significativo anche l’incremento in provincia di Catanzaro dove, peraltro, le prime moliture registrano rese piuttosto elevate. Si attende una produzione molto importante nella piana di Lametia, mentre nella fascia ionica l’aumento sembra più contenuto. In provincia di Reggio Calabria si prevede un discreto incremento su base annua. Sembra piuttosto significativo, invece, il calo atteso in provincia di Crotone dove gli eventi climatici tutt’altro che favorevoli hanno provocato diffusi fenomeni di cascola.

Annata di scarica anche in
Campania (-25%). La produzione del Cilento, e quindi quella campana, del 2011 è fortemente condizionata dall’alternanza, particolarmente spinta negli oliveti tradizionali meno produttivi e negli impianti più giovani ma non irrigui.
In decisa controtendenza rispetto alla media nazionale la Sicilia (+10%). Questa crescita, anche se con situazioni non sempre omogenee tra i diversi areali, è attribuibile a tutte le province ad eccezione di Trapani. Nel Catanese già da tempo si parla di un’ottima produzione e a frantoi già aperti si evidenzia anche una resa olive/olio superiore a quella dello scorso anno. Anche nel Messinese si stima un’ottima annata sia sul fronte qualitativo che quantitativo. In discreta crescita anche la provincia di Agrigento, sebbene con una situazione molto a macchia di leopardo. Si stima una buona crescita produttiva anche nelle province di Siracusa e Ragusa.
Un leggero incremento produttivo si stima anche in Molise (+3%), mentre in Basilicata (=) le attese sono in linea con i volumi dello scorso anno.
In Toscana (-35%), ad esempio si, prospetta una flessione dovuta già ad una fioritura discreta, ma non omogenea. La fruttificazione è però stata parzialmente compromessa dalle non brillanti fasi precedenti e dallo stress idrico del mese di agosto e settembre.
Situazione analoga in Umbria (-30%) dove era comunque quasi scontato aspettarsi un’annata non abbondante dopo il buon risultato dello scorso anno.
Annata scarsa anche per le Marche (-37%) e nel Lazio (-34%). Si stima un ribasso piuttosto significativo anche in Abruzzo (-15%).
In questa campagna olivicola il comportamento della Sardegna (-40%) si può accomunare in tutto a quello delle regioni centrali.
Salendo verso Nord, invece, si distingue la buona performance della Liguria (+12%), sebbene al di sotto delle previsioni formulate agli inizi dell’estate.
In Lombardia (-13%) ed in Trentino (-13%), ed in particolare nella zona del Garda, la fioritura è stata buona sebbene condizionata da temperature a volte troppo alte. Evento questo che, accompagnato da una prolungata assenza di precipitazioni, ha influenzato negativamente prima l’allegagione e poi la fruttificazione. Le piogge successive hanno favorito gli attacchi di mosca, peraltro tempestivamente arginati dai trattamenti. In Veneto (+5%), a compensare la perdita subita sulle rive del Garda ci sono gli incrementi attesi nelle zone interne del Veronese. Sempre restando a Nord si registra la stabilità delle produzioni di Piemonte (=) e Friuli (=). Perdite invece si stimano in Emilia Romagna (-13%).