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Un vino da servire ghiacciato...

Olio29 Set 2010

Olio di Lazio, Liguria, Lombardia e Puglia

INDICE DELLA PAGINA

 

L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Abruzzo

Aprutino Pescarese. Solidamente presente da tempi antichissimi nella provincia di Pescara, e ciò è provato da testimonianze storiche risalenti all'età romana, l'olivicoltura abruzzese è oggi una realtà economica di tutto rispetto. Dritta, Leccino e Toccolana sono i nomi delle varietà principali contenute (min. 80%) in quest'olio, alimento basilare nelle tradizioni gastronomiche locali. Colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato medioalto; sapore: fruttato. torna all'indice

Colline Teatine. Resti d'un frantoio del II secolo d.C., ritrovati dagli archeologi nella provincia di Chieti, testimoniano la duratura tradizione dell'olivicoltura in queste terre, la cui Dop può essere accompagnata da due menzioni geografiche aggiuntive: "Frentano" (varietà: Gentile di Chieti, min. 60%; Leccino, max 30%; colore: verde con riflessi dorati; profumo: fruttato con sentore erbaceo; sapore: fruttato con sensazione leggera di amaro e piccante) e "Vastese" (varietà: Gentile di Chieti, max 40%; Leccino, min. 30%; Moraiolo e Nebbio, da sole o insieme, min. 10%; colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato con leggero sentore di foglia; sapore: fruttato con sensazione leggera di amaro). torna all'indice

L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Calabria

Bruzio. Tremila anni fa gli antichi e lungimiranti Greci introdussero la coltivazione dell'olivo nell'area cosentina, esaltando terre poco adatte ad altre colture. La Dop è accompagnata dalle seguenti menzioni geografiche: "Fascia Prepollinica" (varietà: Tondina, min. 50%; Carolea, max. 30%; Grossa di Cassano, max. 20%; colore: verde dai riflessi gialli; profumo: fruttato medio; sapore: fruttato); "Valle di Crati" (varietà: Carolea, min. 50%; Tondina, max. 30%; Rossanese o Dolce di Rossano, max. 20%; colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato medio; sapore: fruttato); "Colline Joniche Presilane" (varietà: Rossanese o Dolce di Rossano, min. 70%; colore: giallo oro dai riflessi verdi; profumo: fruttato delicato; sapore: fruttato con gusto di mandorle dolci); "Sibaritide" (varietà: Grossa di Cassano, min. 70%; Tondina,max. 30%; colore: giallo con qualche riflesso verde; profumo: fruttato leggero; sapore: fruttato leggero, con un leggero senso d'amaro). torna all'indice

Lametia. Il termine Lametia è l'attuale denominazione della zona geografica anticamente chiamata "Laconia", oggi provincia di Catanzaro, facente parte della Magna Grecia. La coltivazione dell'olivo in questa zona ha subìto a partire dagli anni '60 uno sviluppo considerevole grazie all'introduzione di tecniche moderne di coltivazione e oggi rappresenta uno dei settori trainanti dell'economia della zona. La raccolta delle olive può essere effettuata con mezzi meccanici o per brucatura. Per l'estrazione dell'olio sono ammessi soltanto i mezzi meccanici e fisici atti a garantire un prodotto senza alcuna alterazione delle caratteristiche qualitative contenute nel frutto. Il "Lametia" è ricavato dalla varietà Carolea (min. 90%); ha colore che va dal verde al giallo paglierino, profumo fruttato e sapore delicato di fruttato. torna all'indice

L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Campania

Cilento. Sono ben 62 i paesi dell'ampio Parco nazionale del Cilento che producono e lavorano antiche varietà (varietà: Pisciottana, Rotondella, Ogliarola o Uogliarola, Frantoio, Salella, Leccino, min. 85%), proseguendo così una tradizione risalente ai profughi focesi e a molte colonie della Magna Grecia. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato medio leggero; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e di piccante. torna all'indice

Colline Salernitane. Clima mediterraneo, temperatura mite e piogge concentrate nei mesi freddi sono il prezioso regalo di Madre Natura alle antiche varietà indigene (Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale, min. 65%; Ogliarola e Leccino, max. 35%). Fattori positivi, sapientemente sfruttati dai produttori della provincia salernitana, che va dalla costiera amalfitana ai confini del Cilento. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato medioalto; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante. torna all'indice

Penisola Sorrentina. La "terra delle sirene", isola di Capri compresa, offre ai suoi alberi (varietà: Ogliarola o Minucciola, min. 65%; Rotondella, Frantoio, Leccino, da sole o congiunte, max 35%) particolari condizioni naturali: dal clima mite alla fertilità dei terreni d'origine vulcanica. La venerazione locale della dea Minerva, poi onorata come creatrice dell'olio ha fatto sì che nella provincia napoletana l'olivicultura fosse sviluppata sin dall'antichità. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante. torna all'indice

L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Emilia Romagna

Brisighella. Conosciuto già al tempo della dominazione romana, quest'olio è ottenuto dalla varietà Nostrana di Brisighella (min. 90%), che è presente nelle colture locali, tra Ravennate e Forlivese. Apprezzato da sempre, ebbe nel corso dei secoli estimatori illustri, da letterati e personaggi storici. Colore: verde smeraldo con riflessi dorati; profumo: fruttato medio o forte, con senso netto d'erbe e/o ortaggi; sapore: fruttato, con leggero senso d'amaro e leggera o media sensazione di piccante. torna all'indice

L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Puglia

Collina di Brindisi. Nella parte settentrionale della provincia brindisina si realizza quest'olio di eccellente qualità, che raccoglie l'eredità dell'esperienza olivicola millenaria, sviluppatasi qui dal tempo di Greci e Romani. Lo compongono diverse varietà: Ogliarola (l'antichissima Olea Iapygia) min. 70%, Cellina di Nardò, Coratina, Frantoio, Leccino, Picholine e altre, da sole o congiunte, fino al 30%. Colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato medio; sapore: fruttato, con leggera percezione di piccante e di amaro. torna all'indice

Dauno. La provincia di Foggia era detta Daunia dagli antichi Romani (dal nome d'una popolazione illirica qui stanziatasi), i quali furono i primi ad impiantare l'olivicoltura in queste terre. La Dop è accompagnata obbligatoriamente da una delle seguenti menzioni geografiche: "Alto Tavoliere" (varietà: Peranzana o Provenzale, min. 80%; colore: dal verde al giallo; profumo: di fruttato medio con sensazione di frutta fresca e mandorlato dolce; sapore: fruttato); "Basso Tavoliere" (varietà: Coratina, min. 70%; colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato; sapore: fruttato con sensazione leggera di piccante e amaro); "Gargano" (varietà: Ogliarola Garganica, min. 70%; colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato medio con sensazione erbacea; sapore: fruttato con retrogusto sensazione mandorlato); "SubAppennino" (varietà: Ogliarola, Coratina e Rotondella, da sole o congiunte, min. 70%; colore: dal verde al giallo; profumo: di fruttato medio con sentori di frutta fresca; sapore: fruttato). torna all'indice

Terra di Bari. è la pianta tipica dell'intera area, ma per riassumere l'importanza dell'olivo nella provincia barese, basta dire che la sua coltura risale al neolitico (5000 a.C.). Nel Medioevo quest'olio era molto richiesto dai mercanti veneziani, che l'esportavano in tutto il continente, e ancora oggi rappresenta un patrimonio per la storia, la tradizione culturale e commerciale della zona. La Dop è accompagnata dalle seguenti menzioni geografiche aggiuntive: "Castel del Monte" (varietà: Coratina, min. 80%; colore: verde con riflessi gialli; profumo: fruttato intenso; sapore: fruttato con sensazione media di amaro e piccante); "Bitonto" (da sole o congiunte, Cima di Bitonto o Ogliarola Barese e Coratina, min. 80%; colore: verdegiallo; profumo: fruttato medio; sapore: fruttato con sensazione di erbe fresche e sentore leggero di amaro e piccante); "Murgia dei Trulli e delle Grotte" (varietà: Cima di Mola, min. 50%; colore: giallo oro con riflessi verdi; profumo: fruttato leggero; sapore: fruttato con sensazione di mandorle fresche e leggero sentore di amaro e piccante). torna all'indice

Terra d'Otranto. Così fu chiamato il Salento nel Medioevo, e l'olio qui prodotto, che prende quel nome, ha una lunghissima tradizione alle spalle: infatti, già 8000 anni fa i primi abitanti di queste terre coltivavano l'olivo, per non parlare delle copiose produzioni di Messapi e Fenici, Greci e Romani. L'area interessata comprende l'intera provincia di Lecce, e parte di quelle di Taranto e Brindisi; le varietà presenti, da sole o congiunte, sono Cellina di Nardò e Ogliarola (localmente denominata Ogliarola Leccese o Salentina), per un min. del 60%; colore: verde o giallo con riflessi verdi; profumo: fruttato medio con leggera sensazione di foglia; sapore: fruttato con leggera sensazione di piccante e di amaro. torna all'indice

 

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