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| L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Abruzzo |
Aprutino Pescarese. Solidamente presente da tempi antichissimi nella provincia di Pescara, e ciò è provato da testimonianze storiche risalenti all'età romana, l'olivicoltura abruzzese è oggi una realtà economica di tutto rispetto. Dritta, Leccino e Toccolana sono i nomi delle varietà principali contenute (min. 80%) in quest'olio, alimento basilare nelle tradizioni gastronomiche locali. Colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato medioalto; sapore: fruttato. torna all'indice
Colline Teatine. Resti d'un frantoio del II secolo d.C., ritrovati dagli archeologi nella provincia di Chieti, testimoniano la duratura tradizione dell'olivicoltura in queste terre, la cui Dop può essere accompagnata da due menzioni geografiche aggiuntive: "Frentano" (varietà: Gentile di Chieti, min. 60%; Leccino, max 30%; colore: verde con riflessi dorati; profumo: fruttato con sentore erbaceo; sapore: fruttato con sensazione leggera di amaro e piccante) e "Vastese" (varietà: Gentile di Chieti, max 40%; Leccino, min. 30%; Moraiolo e Nebbio, da sole o insieme, min. 10%; colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato con leggero sentore di foglia; sapore: fruttato con sensazione leggera di amaro). torna all'indice
| L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Calabria |
Bruzio. Tremila anni fa gli antichi e lungimiranti Greci introdussero la coltivazione dell'olivo nell'area cosentina, esaltando terre poco adatte ad altre colture. La Dop è accompagnata dalle seguenti menzioni geografiche: "Fascia Prepollinica" (varietà: Tondina, min. 50%; Carolea, max. 30%; Grossa di Cassano, max. 20%; colore: verde dai riflessi gialli; profumo: fruttato medio; sapore: fruttato); "Valle di Crati" (varietà: Carolea, min. 50%; Tondina, max. 30%; Rossanese o Dolce di Rossano, max. 20%; colore: dal verde al giallo; profumo: fruttato medio; sapore: fruttato); "Colline Joniche Presilane" (varietà: Rossanese o Dolce di Rossano, min. 70%; colore: giallo oro dai riflessi verdi; profumo: fruttato delicato; sapore: fruttato con gusto di mandorle dolci); "Sibaritide" (varietà: Grossa di Cassano, min. 70%; Tondina,max. 30%; colore: giallo con qualche riflesso verde; profumo: fruttato leggero; sapore: fruttato leggero, con un leggero senso d'amaro). torna all'indice
Lametia. Il termine Lametia è l'attuale denominazione della zona geografica anticamente chiamata "Laconia", oggi provincia di Catanzaro, facente parte della Magna Grecia. La coltivazione dell'olivo in questa zona ha subìto a partire dagli anni '60 uno sviluppo considerevole grazie all'introduzione di tecniche moderne di coltivazione e oggi rappresenta uno dei settori trainanti dell'economia della zona. La raccolta delle olive può essere effettuata con mezzi meccanici o per brucatura. Per l'estrazione dell'olio sono ammessi soltanto i mezzi meccanici e fisici atti a garantire un prodotto senza alcuna alterazione delle caratteristiche qualitative contenute nel frutto. Il "Lametia" è ricavato dalla varietà Carolea (min. 90%); ha colore che va dal verde al giallo paglierino, profumo fruttato e sapore delicato di fruttato. torna all'indice
| L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Campania |
![]() | Cilento. Sono ben 62 i paesi dell'ampio Parco nazionale del Cilento che producono e lavorano antiche varietà (varietà: Pisciottana, Rotondella, Ogliarola o Uogliarola, Frantoio, Salella, Leccino, min. 85%), proseguendo così una tradizione risalente ai profughi focesi e a molte colonie della Magna Grecia. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato medio leggero; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e di piccante. torna all'indice Colline Salernitane. Clima mediterraneo, temperatura mite e piogge concentrate nei mesi freddi sono il prezioso regalo di Madre Natura alle antiche varietà indigene (Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale, min. 65%; Ogliarola e Leccino, max. 35%). Fattori positivi, sapientemente sfruttati dai produttori della provincia salernitana, che va dalla costiera amalfitana ai confini del Cilento. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato medioalto; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante. torna all'indice Penisola Sorrentina. La "terra delle sirene", isola di Capri compresa, offre ai suoi alberi (varietà: Ogliarola o Minucciola, min. 65%; Rotondella, Frantoio, Leccino, da sole o congiunte, max 35%) particolari condizioni naturali: dal clima mite alla fertilità dei terreni d'origine vulcanica. La venerazione locale della dea Minerva, poi onorata come creatrice dell'olio ha fatto sì che nella provincia napoletana l'olivicultura fosse sviluppata sin dall'antichità. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante. torna all'indice |
| L'olio extravergine di oliva italiano DOP e IGP: Emilia Romagna |
Brisighella. Conosciuto già al tempo della dominazione romana, quest'olio è ottenuto dalla varietà Nostrana di Brisighella (min. 90%), che è presente nelle colture locali, tra Ravennate e Forlivese. Apprezzato da sempre, ebbe nel corso dei secoli estimatori illustri, da letterati e personaggi storici. Colore: verde smeraldo con riflessi dorati; profumo: fruttato medio o forte, con senso netto d'erbe e/o ortaggi; sapore: fruttato, con leggero senso d'amaro e leggera o media sensazione di piccante. torna all'indice


