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Un vino da servire ghiacciato...

Agricoltura23 Dic 2011

Ogm in agricoltura: regalo di Natale geneticamente modificato dalla Commissione Europea

Concesse quattro nuove autorizzazioni di coltivazione gm a tre varietà di mais più l’importazione a un cotone.

Non è solo la politica nazionale ad essere sempre più slegata dai cittadini, anche quella europea non scherza. Infatti il 22 Dicembre scorso la Commissione Europea, giusto per fare un piccolo regalo natalizio alle multinazionali sementiere ed alle lobby industriali biotech, e senza minimamente tener conto della contrarietà di buona parte degli europei,  ha autorizzato l'utilizzo di tre tipi di mais geneticamente modificati per alimentazione umana e animale e l’importazione e la trasformazione di un cotone anch’esso geneticamente modificato. Una decisione presa in autonomia dalla Commissione, nonostante gli Stati membri non avessero espresso una posizione a maggioranza qualificata sulle quattro autorizzazioni.
 
Ma utilizzare Organismi geneticamente modificati è davvero fondamentale per la sopravvivenza del pianeta?
L’industria biotech ci aveva raccontato che grazie agli ogm anche le nazioni povere avrebbero visto crescere la loro produzione alimentare grazie a colture più produttive ed in grado di autodifendersi dalle principali avversità. Ebbene, a distanza di qualche anno la situazione è ormai chiara: nonostante l’aumento dei terreni coltivati con organismi geneticamente modificati (ogm) abbiano fatto registrare un + 7% a livello mondiale e un + 13% nei paesi in via di sviluppo (sono 125 milioni gli ettari ogm coltivati nel 2009 in 25 Paesi), gli affamati nel mondo sono cresciuti del 9% arrivando alla vetta di 1,02 miliardi, il livello piu' alto dal 1970 secondo la Fao.
 
Analizzando questi dati diffusi dall’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA) risulta quindi palese che nei Paesi in via di sviluppo servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali, per sfuggire all'omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall'estero.
 
E nella ricca Europa come vanno gli Ogm? Premesso che l’Italia ha scelto di non aprire le porte alle coltivazioni transgeniche, negli altri Paesi la superficie OGM nel 2010 si è ridotta a 91.643 ettari (94.750 ettari nel 2009), dei quali 91.193 coltivati a mais bt, rappresentando lo 0,05% della superficie agricola totale.
Sono otto gli stati che hanno seminato il mais Mon810 della Monsanto approvato nella Ue dal 1998: Spagna, Portogallo, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Germania e Svezia. Questi ultimi due sono stati interessati anche da coltivazioni di patata “Amflora”.

I dati pubblicati a settembre 2011 da alcuni Ministeri dell'agricoltura, e rielaborati da Infogm, confermano che tale riduzione, rispetto al contesto globale, è ormai stabile, con due eccezioni, Spagna e Portogallo. Qui, sebbene ci sia stato un calo negli anni 2009-2010, la superficie coltivata a mais OGM è aumentata nel 2011. In Spagna nel 2011 ci sono stati 97. 326 ettari (con un incremento compreso tra il 27% e il 44% rispetto al 2010), principalmente nella provincia di Aragona, mentre in Portogallo il Ministero ha annunciato 7. 723,6 ettari di mais Bt per il 2011, contro i 4.868 ettari nel 2010.

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