| Oggi è davvero difficile trovare un vino cattivo, ma parallelamente è diventato complicato scoprirne uno realmente "tipico". Infatti gran parte della viticoltura odierna è basata su trattamenti anticrittogamici, diserbanti e concimazioni chimiche che, pur permesse dalla legge, modificano la "vita biologica" dei vigneti azzerando quegli ecosistemi unici ed inimitabili dai quali la vera tipicità si origina. Se a questo si affianca un'enologia tecnologicamente avanzata ma che standardizza il vino il quadro è completo: parlare di tipicità e naturalità diventa sempre più un funambolico esercizio dialettico. Eppure coltivare un’uva naturale, cioè con maggior rispetto per l'ambiente, è soltanto il primo passo, perché il vino è un prodotto di trasformazione che necessita di sensibilità ecologica anche in cantina. Lieviti autoctoni, nessuna presenza di additivi in vinificazione e tecnologia non invadente sono il credo di una nutrita pattuglia di produttori “duri e puri” che in tutto il mondo stanno dimostrando con i fatti che il binomio naturalità e qualità è possibile. | |
| Pubblicato: 19 Ottobre 2010 | A cura di Fabrizio Penna |
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MORGON AOC 2008 Deriva da uve Gamay coltivate negli 11 ettari di vigneto aziendale coltivato su terreni granitici in un vigneto di 45-50 anni con una densità di 10.000 ceppi per ettaro e una produzione di circa 65 quintali di uva ad ettaro. La vendemmia avviene in due passaggi, poi i grappoli vengono pigiati in parte in modo da consentire la vinificazione con una parziale macerazione carbonica ad acino intero. Per la fermentazione vengono utilizzati serbatoi di acciaio e lieviti autoctoni, con una macerazione che dura dai 10 ai 21 giorni secondo le partite. Poi il vino viene posto in fusti di rovere da 216 litri dove matura per circa 8 mesi. Segue l'imbottigliamento senza nessuna filtrazione ma con una piccola aggiunta di anidride solforosa, seguito da un breve affinamento prima della commercializazzione. Bottiglie prodotte: circa 80.000. Commenti di degustazione: Quest'annata è stata particolarmente felice, più potente ed elegante rispetto alla precedente. Il suo colore è rubino carico con evidenti note violacee, inizialmente molto chiuso ma dopo una bella ossigenazione si apre mostrando una piacevole nota fruttata fine e penetrante, dominata dalla mora e dal ribes nero maturi, sulla quale si innestano sfumature mentolate e di timo fresco unite a note di rosa. In bocca è piacevolmenente avvolgente, quasi denso, con tannini morbidi e setosi nonostante l'acidità sostenuta che rende l'insieme decisamente vivace. E' il vino Gamay che non vi sareste mai aspettati, ed è la dimostrazione che quest'uva può anche dar vita a grandi vini e non solo ad anonimi Beaujolais noveau! Abbinamenti consigliati: Primi piatti con sughi di carne, selvaggina da piuma con predilezione per l'anatra selvatica, coniglio con erbe aromatiche ed olive. Un abbinamento inusuale ma splendido è con i gamberi rossi crudi marinati in olio ed erbe aromatiche. Prezzo medio al pubblico: circa 20,50 € Temperatura di servizio: Servire a 16-18°C in ampi bicchieri dopo aver decantato in caraffa Durata prevista : + 5 anni |
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Elisabetta Fezzi


