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Un vino da servire ghiacciato...

Mondo Bio18 Ott 2010

Morgon AOC 2008 - Marcel Lapierre

Una vetrina sui migliori vini italiani e stranieri che riescono a coniugare la naturalità con la qualità

Oggi è davvero difficile trovare un vino cattivo, ma parallelamente è diventato complicato scoprirne uno realmente "tipico".
Infatti gran parte della viticoltura odierna è basata su trattamenti anticrittogamici, diserbanti e concimazioni chimiche che, pur permesse dalla legge, modificano la "vita biologica" dei vigneti azzerando quegli ecosistemi unici ed inimitabili dai quali la vera tipicità si origina. Se a questo
si affianca un'enologia tecnologicamente avanzata ma che standardizza il vino il quadro è completo: parlare di tipicità e naturalità diventa sempre più un funambolico esercizio dialettico.
Eppure coltivare un’uva naturale, cioè con maggior rispetto per l'ambiente, è soltanto il primo passo, perché il vino è un prodotto di trasformazione che necessita di sensibilità ecologica anche in cantina.
Lieviti autoctoni, nessuna presenza di additivi in vinificazione e tecnologia non invadente sono il credo di una nutrita pattuglia di produttori “duri e puri” che in tutto il mondo stanno dimostrando con i fatti che il binomio naturalità e qualità è possibile.

In collaborazione con

Pubblicato: 19 Ottobre 2010

A cura di Fabrizio Penna


MARCEL LAPIERRE
Villiè-Morgon (Beaujolais) Francia

Marcel Lapierre è scomparso all'età di di 60 anni il 10 Ottobre scorso a Lione, vinto da un tumore più battagliero di lui. Senza dubbio questo produttore ha rappresentato un modello per tutti i produttori di vini naturali francesi e non solo, ed il suo esempio è servito a molti per cambiare strada e riconvertire la propria azienda. Rimarranno mitici i suoi "imbottigliamenti volati", effettuati travasando direttamente dai fusti il suo vino ed imbottigliandolo per caduta con una canna in strada davanti alle migliori enoteche francesi e di mezzo mondo. Ovviamente non tutto il suo vino era imbottigliato così, ma quelle uscite pittoresche volevano rappresentare un paradosso, un prendere le distanze dalla tecnicizzazione esasperata e dall'enologia delle apparenze. I suoi vini piacevano al molti, altri non li sopportavano, così chiusi, così torbidi, così veraci. Ma il fatto che alla sua morte gli abbiano dedicato spazio i più importanti quotidiani di mezzo mondo qualche cosa vorrà pur dire...

Tutto è iniziato all’inizio del secolo scorso quando Michel Lapierre, il nonno di Marcel, si è trasferito a Villié-Morgon in qualità di cantiniere di una famosa azienda locale. Prima della seconda guerra mondiale gli succedette il figlio Camille che cercò di sviluppare la vendita di vino direttamente in fusti nei bistrots di Lione e Mâcon. Alla fine degli anni '50 il vino iniziò ad essere imbottigliato e dal 1973, forte di una clientela selezionata dal padre, ha preso le redini dell’azienda il figlio Marcel Lapierre. Marcel fino al 1980 ha proseguito l’attività secondo la tradizione famigliare facendo vini convenzionali, ma poi nel 1981, sotto l’impulso del mitico ricercatore universitario Jules Chauvet, ha deciso di vinificare senza anidride solforosa, senza lieviti selezionati e di coltivare le sue vigne prima in biologico e successivamente in biodinamica senza concimi chimici e diserbanti.

Diceva: “Non bisogna chiudere le porte al progresso ma l’obiettivo è di stimolare le difese naturali della vite”. Oggi, su un vigneto di 11 ettari, Marcel è riuscito a trasmettere al suo Morgon tutta l’espressione del terroir (granito) restando fedele allo spirito del vitigno Gamay. I suoi vini, dagli aromi di ciliegia e liquirizia, sono apprezzati in tutto il mondo. Da 2005 il figlio Mathieu ha iniziato a coadiuvare il padre, quindi a lui tocca ora portare avanti la sua eredità.


MORGON AOC 2008

Deriva da uve Gamay coltivate negli 11 ettari di vigneto aziendale coltivato su terreni granitici in un vigneto di 45-50 anni con una densità di 10.000 ceppi per ettaro e una produzione di circa 65 quintali di uva ad ettaro. La vendemmia avviene in due passaggi, poi i grappoli vengono pigiati in parte in modo da consentire la vinificazione con una parziale macerazione carbonica ad acino intero. Per la fermentazione vengono utilizzati serbatoi di acciaio e lieviti autoctoni, con una macerazione che dura dai 10 ai 21 giorni secondo le partite. Poi il vino viene posto in fusti di rovere da 216 litri dove matura per circa 8 mesi. Segue l'imbottigliamento senza nessuna filtrazione ma con una piccola aggiunta di anidride solforosa, seguito da un breve affinamento prima della commercializazzione. Bottiglie prodotte: circa 80.000.

Commenti di degustazione: Quest'annata è stata particolarmente felice, più potente ed elegante rispetto alla precedente. Il suo colore è rubino carico con evidenti note violacee, inizialmente molto chiuso ma dopo una bella ossigenazione si apre mostrando una piacevole nota fruttata fine e penetrante, dominata dalla mora e dal ribes nero maturi, sulla quale si innestano sfumature mentolate e di timo fresco unite a note di rosa. In bocca è piacevolmenente avvolgente, quasi denso, con tannini morbidi e setosi nonostante l'acidità sostenuta che rende l'insieme decisamente vivace. E' il vino Gamay che non vi sareste mai aspettati, ed è la dimostrazione che quest'uva può anche dar vita a grandi vini e non solo ad anonimi Beaujolais noveau!

Abbinamenti consigliati: Primi piatti con sughi di carne, selvaggina da piuma con predilezione per l'anatra selvatica, coniglio con erbe aromatiche ed olive. Un abbinamento inusuale ma splendido è con i gamberi rossi crudi marinati in olio ed erbe aromatiche.

Prezzo medio al pubblico: circa 20,50 €

Temperatura di servizio: Servire a 16-18°C in ampi bicchieri dopo aver decantato in caraffa

Durata prevista : + 5 anni

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Elisabetta Fezzi

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