DOC è una magica sigletta entrata ormai a far parte del lessico comune degli italiani non solo per parlar di vino. | ![]() |
| Pubblicato: 3 Febbraio 2009 | In collaborazione con Naturalmente Italiano |
Montepulciano d'Abruzzo Doc | |
Presentazione | La viticoltura in Abruzzo, come del resto in tutta Italia, ha origini antiche. L'introduzione di tecniche di coltivazione dei vitigni nella regione risale all'età etrusca. Il Montepulciano d'Abruzzo è oggi uno dei vini più conosciuti e apprezzati in Italia e all'estero. Il suo nome deriva dall'omonimo vitigno da cui è ottenuto, che venne introdotto nella regione agli inizi del XIX secolo. Oggi la Doc Montepulciano d'Abruzzo viene prodotta dalle uve coltivate sui terreni collinari, situati a un'altitudine non superiore ai 500 metri sul livello del mare, delle quattro province abruzzesi. La Doc Montepulciano d'Abruzzo è prodotta nelle tipologie Rosso (anche Riserva) e Cerasuolo. |
Tipologia | La Doc Montepulciano d'Abruzzo è prodotta nelle seguenti tipologie: Rosso (anche Riserva); Cerasuolo. |
Zona di produzione | La zona di produzione comprende la circoscrizione territoriale della regione abruzzese e specificatamente i territori collinari o di altopiano, la cui altitudine non sia superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno, nonché quelli degradanti verso il mare, con esclusione dei fondovalle umidi. |
Descrizione | Il Rosso e il Cerasuolo sono prodotti con le uve Montepulciano (minimo 85%) con l'eventuale aggiunta di quelle di altri vitigni a bacca rossa, per un massimo del 15%. |
Come si produce | Il metodo di produzione dei rossi di questa Doc prevede che la fermentazione del mosto avvenga a contatto con la vinaccia che durante questa fase rilascia parte delle sostanze in essa contenute, quali antociani e tannini. In sostanza, l'uva viene pigiata e, nella maggioranza dei casi, diraspata, quindi solfitata con aggiunta di anidride solforosa. A questo punto, negli speciali recipienti vinari chiamati fermentini, inizia la fase di fermentazione e macerazione, che ha una durata generalmente superiore ai 15 giorni. Seguono la fase della svinatura, che permette la separazione delle bucce e dei vinaccioli dal mosto-vino, i travasi, l'affinamento e l'invecchiamento. |
Caratteristiche | Il Montepulciano d'Abruzzo Rosso presenta colore rosso rubino intenso con sfumature violacee con tendenza all'arancione se invecchiato; odore vinoso, tenue e gradevole; sapore asciutto, morbido, sapido, leggermente tannico; la gradazione minima è di 11,5 gradi; il Cerasuolo ha colore rosso ciliegia più o meno carico; odore gradevole, delicatamente vinoso, fruttato, fine e intenso; sapore secco morbido, armonico, delicato con retrogusto gradevolmente mandorlato; la gradazione minima è di 11,5 gradi. |
Riferimenti normativi | La Doc Montepulciano d'Abruzzo è stata riconosciuta con D.M del 23.10.1992 pubblicato sulla GU del 28.10.1992; nel 1995 è stata riconosciuta la sottodenominazione Colline Teramane (D.M. del 01.04.1995 pubblicato sulla GU del 22.04.1995) che nel 2003 è diventata Docg. |
Come si consuma | Il Montepulciano d'Abruzzo Doc Rosso va servito in calici bordolesi a 16-18 °C di temperatura. Si abbina bene a preparazioni abbastanza strutturate come primi piatti con ragù di carne, carni rosse grigliate e al forno, agnello alla griglia, pecora al caldaro, maiale in porchetta, spezzatino di maiale, formaggi vari, minestre e cacciagione. Anche il Cerasuolo va servito a circa 16-18 gradi in calici bordolesi, e si abbina a brodetto pescarese, primi piatti della cucina locale, scamorza appassita, pecorino fresco, minestre e mortadelline di Campotosto. |
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