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Un vino da servire ghiacciato...

Agricoltura16 Nov 2011

Mario Catania neoministro delle Politiche Agricole: un tecnico che vorrà volare alto ma che dovrà camminare con i piedi ben nella terra

La nomina del dirigente Mipaaf è una garanzia di competenza e capacità operativa, soprattutto in sede europea, ma le sfide per lui sono molte

Quello di Mario Monti doveva essere un governo di "salvezza nazionale" formato da tecnici e così è stato. Anche l'importante Ministero delle Politiche Agricole ha visto nominata una persona che l'ambiente lo conosce assai bene. Si tratta del 59enne Mario Catania, entrato nel lontano 1978 nell'allora Ministero dell'Agricoltura a soli tre anni dalla laurea in Giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma con votazione 110/110.
La sua carriera si è svolta quindi tutta all'interno del dicastero di Via XX Settembre, con incarichi sempre più importanti culminati nel 2009 nella direzione del Dipartimento delle politiche europee ed internazionali, cioè l'ufficio responsabile della delicatissima trattativa relativa alla PAC (Politica Agricola Comune) che vede in questo momento l'Italia in netta contrapposizione con molti Paesi membri, specialmente quelli nordeuropei. Al suo ufficio spettava anche seguire i lavori dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE) in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri.


Quindi Mario Catania è senz'altro una persona di provate capacità e conoscenze, anche se sarà per lui difficile destreggiarsi tra le mille rivendicazioni del settore, alcune sacrosante altre decisamente meno.
Il fatto che il suo incarico sarà "a tempo" e che durerà un anno e mezzo se tutto andrà bene, obbligherà da una parte il Ministro Catania a lavorare in fretta e bene per l'interesse comune del settore, ma dall'altra difficilmente gli consentirà di prendere contatto con le istanze quotidiane del mondo agricolo.
Insomma, Mario Catania sarà un ministro che cercherà di volare alto, ma che verrà obbligato dal mondo agricolo a tenere i piedi ben ancorati alla terra, dalla quale tutto nasce e prende vita. Siamo certi che ce la metterà tutta per riuscirci.


Quindi il neoministro tenga sempre presente che lo slogan più importante per accompagnare il suo lavoro dovrà essere, come amava ripetere Gino Veronelli, "La terra, la terra, la terra, la terra, la terra...all'infinito la terra, il mio lavoro consiste nel camminare la terre, perchè la terra è l'anima..."

I più sinceri auguri da parte di QualiTavola Magazine
 

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