![]() | Per guidare un'automobile, od usare uno strumento qualunque, è necessario imparare le azioni da compiere. Per trarre il massimo profitto dal nostro corpo e dalla nostra mente è altrettanto necessario conoscere il loro funzionamento, in modo da poterli utilizzare nel migliore dei modi. Malattie, stress ed altri malanni, spesso dipendono da una cattiva conoscenza degli strumenti che la natura ci ha messo ha disposizione; questa rubrica quindicinale si propone di fornire alcuni elementi utili per affrontare la propria salute in un modo più informato e responsabile. E soprattutto di fornire alcune chiavi di lettura non convenzionali sul nostro corpo, sulle malattie e sul modo di affrontarle. |
|
| Pubblicato: 06 Dicembre 2005 | Rubrica di Dr. Mario Rizzi |
| Avvertenza: Il lettore deve sempre consultare il proprio medico prima di iniziare qualsiasi programma terapeutico o dietetico. Enotme Magazine non si assume nessuna responsabilità circa il cattivo utilizzo delle informazioni riportate nella rubrica Pianeta Uomo. |
°°° L'INTESTINO°°°
Elementi di Anatomia, Fisiologia e Patologia
"Si mangia tre volte di più di quanto sia necessario, questa è la causa di tante malattie che accorciano la vita umana". (Tolstoi)
![]() | L'intestino è l'organo destinato ad assorbire i nutrimenti presenti nei cibi e nelle bevande che costituiscono la nostra alimentazione. Si divide in due parti: TENUE e CRASSO; l'intestino TENUE si divide a sua volta in duodeno e tenue mesenteriale, mentre il CRASSO in cieco, colon e retto. Uscendo dallo stomaco il cibo non è ancora completamente digerito, la digestione continua infatti nella prima parte dell'intestino, il duodeno, ad opera dei succhi che vi sono immessi da fegato, pancreas, cistifellea e ghiandole di Brunner. Dopo il duodeno, lungo circa 25 cm, si trova l'intestino tenue mesenteriale, lungo circa 7 metri, che termina con la valvola ileocecale; valvola che immette nell'intestino crasso che a sua volta sfocia nell'ano. Nell'intestino tenue mesenteriale vengono emesse alcune sostanze (succo enterico, invertasi, lattasi. ecc.) aventi lo scopo di facilitare l'assorbimento dei principi nutritivi attraverso i villi intestinali. Nella parte terminale dell'intestino vengono assorbiti i liquidi in modo che la massa fecale acquisti una certa consistenza e sia rimpiazzata nell'organismo l'acqua andata perduta nei vari processi metabolici. |
La dieta e la salute intestinale
Nel 1975 lo scienziato irlandese Denis P. Burkitt ha denunciato come la dieta usata nei paesi occidentali abbia aumentato in modo notevole il pericolo di contrarre alcune malattie tra cui: appendicite, diverticoli e polipi intestinali, cancro del colon, colite ulcerosa, vene varicose, emorroidi, diabete, calcoli biliari, obesità ed altre ancora. Oggi, a distanza di 30 anni, la situazione non è di certo migliorata, anzi….
Secondo le sue ricerche appariva evidente che nell'ultimo secolo il consumo dei grassi e quello dello zucchero erano praticamente raddoppiati, mentre quello delle fibre alimentari (la crusca del grano, ecc.), invece, si era ridotto del 90% nell'arco degli ultimi 100 anni. Questo fenomeno trova la sua origine nel fatto che il consumo del pane è dimezzato ed il contenuto di crusca nella farina del grano si è ridotto (con i processi di raffinazione) allo 0.10,01 per cento.
Lo scienziato ha potuto verificare di persona come nei paesi poveri queste malattie sono praticamente inesistenti e, quando presenti, affliggano gli strati sociali socialmente ed economicamente più evoluti.
La stitichezza
A volte il movimento della massa alimentare (chilo) nel suo viaggio nel tubo intestinale può essere ostacolato creando un disturbo assai comune definito stitichezza. Questo malanno, generalmente, viene tenuto in poca considerazione mentre é una delle principali cause di problemi collaterali tra cui alcuni tipi di mal di testa, febbri (specialmente nei bambini), foruncoli ed altri problemi della pelle.
Questi disturbi manifestano quanto sia poco salubre l'ambiente intestinale a causa delle fermentazioni e putrefazioni che si vengono a creare con il permanere delle sostanza alimentari per un tempo assai più lungo del necessario.
La stitichezza affligge buona parte della popolazione civile, e quando avvengono cambiamenti nelle abitudini di vita o alimentari (viaggi di lavoro, vacanze, ecc) riesce a disturbare anche chi normalmente ha un intestino regolare. Proprio per questo motivo alcuni albergatori hanno preso la consuetudine di offrire delle prugne cotte a colazione, o dopo cena, come dessert.
La stitichezza può essere del tipo atonico o spastico. La prima dipende dalla debolezza dell'intestino che non riesce a far fluire i prodotti della digestione nel modo dovuto, la seconda nasce dalla contrazione dei muscoli presenti sulle pareti intestinali che imprigionano la massa fecale in una specie di manicotto impedendole il movimento naturale.
Nella forma atonica è bene aumentare i cibi che lasciano un abbondante residuo stimolante, tra essi citiamo tutti i cereali integrali, della buona crusca e le verdure ricche di cellulosa. Per taluni è anche consigliabile il latte, per altri, invece, ha un effetto contrario e va pertanto evitato.
Nelle forme spastiche può giovare la somministrazione di olio di vaselina e l'assunzione di cibi poveri di scorie, ovvero le verdure cotte e passate, le uova e le carni magre in quantità limitata.
Intestino e psicologia
Una attenta osservazione dell'intestino e delle sue funzioni ci porta a concludere che la sua attività è assai simile a quella cerebrale; in effetti entrambi devono analizzare quanto viene loro proposto ed assorbire soltanto ciò che viene ritenuto utile e costruttivo.
Quanto detto vale in particolar modo per quanto concerne le funzioni dell'intestino tenue. Per questa ragione le persone che soffrono di disturbi in questa zona dovrebbero evitare un atteggiamento di continua analisi e sottile critica nei confronti di sé stessi e degli altri.
Anche la diarrea è un problema relativo all'intestino tenue; psicologicamente indica una non volontà (o capacità) di affrontare la situazione (o le persone) nel modo dovuto. Questa difficoltà, sottesa sempre da una sottile paura, rende difficoltosa un’analisi spassionata della realtà e le cose (o le persone) vengono perciò lasciate andar via, anzi aiutate ad andarsene al più presto, in modo che non abbiano il tempo di causare danni con la loro presenza.
La stitichezza è invece un problema che ricorre nella parte finale dell'intestino (crasso) dove non vi è più nulla da digerire (analizzare) ma compare imperiosa la richiesta di dare, di donare. Simbolicamente, secondo Freud, l'evacuazione è considerabile come un dono e siccome gli escrementi sono, sempre a livello simbolico, associati con il denaro (si veda al proposito il contenuto di alcune fiabe popolari) è facile comprendere come la stitichezza stessa possa anche dipendere dalla difficoltà di donare. Una difficoltà non tanto riferibile al solo gesto di dare del danaro ma all'atto del donare nel più ampio dei suoi significati.
SUGGERIMENTI PER COMBATTERE LA STITICHEZZA
Per colazione usare qualche fetta di pane integrale, utilizzare anche alcune prugne secche messe a mollo il giorno prima (usare anche l'acqua);
ridurre, o meglio eliminare, i dolciumi in genere;
ridurre al minimo il tè ed il vino rosso che contengono sostanze astringenti;
ridurre, o meglio eliminare, fritture, intingoli, salumi ed affettati;
utilizzare molta frutta e verdura fresca con alto contenuto di cellulosa (buccia della frutta, foglie verdi, ecc.);
aggiungere un cucchiaio di buona crusca nelle zuppe e minestre;
aiutarsi con una buona tisana di erbe che contenga una minima quantità di senna. In farmacia si trovano dei preparati a base naturale per agevolare le funzioni intestinali, l'Agiolax e le Fave di Fuca sono tra questi.
In vacanza al mare, con una maggiore temperatura ambiente, i pericoli dovuti alle fermentazioni intestinali sono notevolmente aumentati. Piuttosto di andare incontro a guai peggiori è preferibile tener pulito l'intestino utilizzando una supposta di glicerina o un clistere fatto con un litro abbondante di acqua tiepida in cui sia stato sciolto un cucchiaio di sale.
Esprimi la tua opinione su questa rubrica: clicca qui
>>> Prossimo argomento: LA MILZA |



