![]() | Per guidare un'automobile, od usare uno strumento qualunque, è necessario imparare le azioni da compiere. Per trarre il massimo profitto dal nostro corpo e dalla nostra mente è altrettanto necessario conoscere il loro funzionamento, in modo da poterli utilizzare nel migliore dei modi. Malattie, stress ed altri malanni, spesso dipendono da una cattiva conoscenza degli strumenti che la natura ci ha messo ha disposizione; questa rubrica quindicinale si propone di fornire alcuni elementi utili per affrontare la propria salute in un modo più informato e responsabile. E soprattutto di fornire alcune chiavi di lettura non convenzionali sul nostro corpo, sulle malattie e sul modo di affrontarle. |
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| Pubblicato: 08 Novembre 2005 | Rubrica di Dr. Mario Rizzi |
| Avvertenza: Il lettore deve sempre consultare il proprio medico prima di iniziare qualsiasi programma terapeutico o dietetico. Enotme Magazine non si assume nessuna responsabilità circa il cattivo utilizzo delle informazioni riportate nella rubrica Pianeta Uomo. |
°°° L'APPARATO DIGERENTE LO STOMACO°°°
Elementi di Anatomia, Fisiologia e Patologia
Nel libro "Così parla lo stomaco" il prof. Arnold Ehret's fa pronunciare a tale organo queste eloquenti parole: "Geneticamente parlando io sono, all'inizio, null'altro che una primitiva cellula intestinale, un minuscolo sacco con una apertura a forma di bocca. In tutte le speci viventi, uomo incluso, sono localizzato al centro del corpo. Questo perché sono l'unico organo in grado di gestire il cibo ingerito e farne l'alimento per tutte le cellule che compongono l'organismo. Anche il cervello, dal quale ricevo gli ordini, dipende da me per il nutrimento che gli invio tramite il sangue".
In effetti lo stomaco, seppur indirettamente in quanto il suo lavoro dipende dal cibo ingerito, è il responsabile di tanti problemi perché proprio dalla qualità del sangue dipende il benessere di tutte le cellule e, in ultima analisi, dell'intero corpo umano.
Costituzionalmente lo stomaco ha la forma di una cornamusa, è lungo circa 25 cm e largo 12. L'apertura superiore, da cui entra il cibo, si chiama cardias. Quella inferiore, da cui esce il cibo dopo esser stato digerito (chimo) per entrare nell'intestino, viene chiamata piloro.
![]() | La digestione Lo studio più interessante fatto nei riguardi della digestione si deve alle osservazioni fatte dal medico militare statunitense William Beaumont verso la fine del 1800. Questo medico ebbe la curiosa opportunità di sfruttare una disgrazia per fare degli interessanti esperimenti a livello scientifico. Questo fatto iniziò quando un boscaiolo grande e grosso, andando a caccia di selvaggina, fece partire un colpo involontario che gli apri una larga ferita nell'addome perforandogli lo stomaco. Questa lacerazione si chiuse quasi completamente tranne per il punto in corrispondenza della ferita allo stomaco, lasciando così una piccola apertura dalla quale poteva uscire, goccia dopo goccia, il prodotto della digestione. Questo miscuglio era abbastanza disgustoso ma permetteva, per la prima volta nella storia, uno studio reale delle funzioni dello stomaco durante i processi digestivi. Per amor di cronaca va sottolineato che un tentativo in questo senso era già stato fatto dal naturalista italiano Lazzaro Spallanzani, il quale, in modo molto più complesso, studiava i processi digestivi avvalendosi di pezzettini di cibo legati ad un lungo filo. Egli ingeriva questi bocconi e, dopo un tempo più o meno lungo, li estraeva e li esaminava con cura per vedere come si erano modificati a causa dei succhi gastrici. |
I disturbi allo stomaco
A difendere le mucose dello stomaco provvede una sostanza collosa (muco) che durante la digestione le ricopre con molti strati. Quando questa protezione non è sufficiente gli acidi iniziano a digerire lo stomaco stesso con il conseguente insorgere di una piaga che viene definita ulcera gastrica. Può anche accadere che il chimo in uscita dallo stomaco sia troppo acido ed allora sono le pareti della prima parte dell'intestino (duodeno) a subirne gli effetti, in questo caso la piaga che si viene a formare prende il nome di ulcera duodenale.
La ragione scientifica per cui vengono a mancare le dovute protezioni non è ancora ben chiara, è comunque certo che l'ulcera dipende da molti fattori uniti insieme, tra cui possiamo citare la tendenza costituzionale, lo stress emotivo e gli squilibri interni a livello ormonale e ghiandolare.
La gastrite acuta è una forma leggera di infiammazione della mucosa gastrica che spesso dipende da cibi inadatti o da tensioni nervose. E' bene che vengano presi opportuni provvedimenti (relax, correzione della dieta, ecc.) affinché la situazioni non abbia a peggiorare. Una forma più grave di infiammazione è costituita dalla gastrite cronica che, per strano che possa sembrare, può dipendere da un eccesso di acidi (iperacidità) o da una insufficienza di essi (ipoacidità).
La terapia per lo stomaco
Oggi vi sono dei farmaci assai validi per i problemi allo stomaco: per i casi di ipoacidità si ricorre alla somministrazione di acido cloridrico officinale (a scopo farmaceutico), per quelli invece dove gli acidi abbondano si ricorre a medicinali in grado di smorzare l'attività dei ricettori istaminici. Questi organi regolano la produzione degli acidi ed una azione riducente nei loro confronti equivale a diminuire l'acidità nello stomaco.
I farmaci moderni, frutto di anni di studi e sperimentazioni, hanno eliminato la necessità degli interventi chirurgici che, spesso, non erano neppure in grado di garantire dalle ricadute postoperatorie. Anche l'antica tendenza alla dieta in bianco è oggi abbandonata, così come l'abitudine di fare pasti piccoli ma frequenti. In effetti i pasti frequenti non fanno che agire come stimolo continuo per quella produzione di acidi che sarebbe invece più opportuno diminuire. Oggi il malato di stomaco può mangiare quello che desidera cercando comunque di eliminare gli agrumi, i pomodori crudi e le fritture (sempre sconsigliabili a chiunque). Anche la ricerca di una vita tranquilla e l'eliminazione del caffè, degli alcoolici e del tabacco è pur sempre consigliabile, prima come prevenzione, e poi come cura.
Stomaco e simbologia
Già la scelta dei cibi fatti da una persona ci può fornire degli indizi interessanti sul suo carattere, ben lo indica il vecchio adagio "Dimmi come mangi e ti dirò chi sei". Un esempio ci viene fornito da chi non sentendo soddisfatta la sua fame di amore cercherà di sfamarsi abusando di dolciumi. Questo fenomeno si può osservare nei bimbi di alcuni genitori moderni che pensano di dare tutto ai loro figli ma non danno loro una vera mamma ed un vero papà.
Il processo di ingerire, digerire ed assimilare gli alimenti si collega invece, a livello simbolico, alle modalità con cui la mente riceve le impressioni dal mondo circostante, le priva di quanto non necessario, e le elabora a favore della nostra coscienza. Alcuni detti popolari riguardano proprio questa similitudine di funzionamento. Prendiamo, per esempio, "Quel tizio mi sta sullo stomaco", oppure "Questa è una cosa che non riesco a digerire", entrambi sono assai eloquenti nel presentare lo stomaco come strettamente abbinato alla funzione, propria della mente, con la quale qualcosa viene esaminato ed in seguito accettato o rifiutato.
L'ulceroso, in genere, cela qualche conflitto nel profondo della sua personalità; spesso ha un grande desiderio di cure e attenzioni amorevoli, come quelle che desiderava o riceveva nell'infanzia, ma se ne guarda bene di mostrarlo all'esterno. Visto da fuori presenta infatti una bella facciata di sicurezza e di indipendenza. Un suggerimento che gli giungerebbe opportuno potrebbe esser quello di perdere l'abitudine di trattenere dentro sé (nel suo stomaco) le emozioni e l'aggressività ed imparare a manifestare all'esterno i suoi sentimenti. Nella sua millenaria saggezza l'agopuntura insegna che, simbolicamente, lo stomaco è la terra ed il fegato è il legno che con le sue radici la racchiude e la limita. Se aggiungiamo che il fegato viene considerato l'organo dove si raccoglie l'ira inespressa, ben si comprenderà quali effetti possa avere l'aggressività sul buon funzionamento della digestione.
AUTOESAME PER CHI SOFFRE DI PROBLEMI ALLO STOMACO
Quali sono le persone che non riesco a digerire? Perché?
Quali sono le situazioni che non riesco a digerire? Perché?
Chi/che cosa mi pone in conflitto?
Chi/che cosa mi trattiene dal manifestare i miei sentimenti?
Che cosa succederebbe se manifestassi la mia aggressività?
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