
Una canzonetta di qualche anno fa cantata da Gianni Morandi aveva un inciso che diceva pressappoco così: “Anche gli angeli a volte sai si sporcano”. Canzonetta che mi ha fatto pensare alla recente performance del divino Gualtiero Marchesi (l’Angelo) che si è, a mio avviso, “sporcato” firmando panini e dessert per il colosso Mc’Donald’s. Un po’ come se Bulgari, preso dal sacro fuoco d’insegnare il buon gusto, firmasse la bigiotteria per una catena di paccottiglie o come se Prada firmasse borse per i cinesi. Quale lezione da questa seppur provvisoria partnership? Che il marketing (e il brand M gialla lo sa usare magnificamente) è un moloch inarrestabile che usa strumenti perfidamente efficaci.
Tempo fa ha usato il Ministero dell’Agricoltura capitanato allora da Luca Zaia che ci ha messo nome e faccia e tricolore (in spregio alla dieta mediterranea, alla nostra cucina e alle valorialità della italica gastronomico) con la deprecata operazione McItaly che invero, alla fin fine, si è rivelata un flop. Ma non per McDonald’s che in ogni caso ha lustrato un po’ la sua immagine di fornitore di trigliceridi e grassi condannando il fast food da nutrizionisti e alimentaristi di mezzo mondo come una cucina pericolosamente deleteria per la salute.
Se l’idea - si dice elaborata in mesi e mesi di brain storming - del padre nobile della cucina italiana è quella di educare i più numerosi frequentatori dei ristoranti della catena, ossia i giovani, al miglioramento e alla percezione più consona dei prodotti agroalimentari italiani e della loro manipolazione in cucina, è da verificare se anche un panino McDonald’s (target previsto 3 milioni di panini 6 settimane) possa diventare un veicolo utile per tale scopo. Di certo grazie all’allure e alla sicura maestria riconosciuta urbi et orbi del Maestro, la nobilitazione il suddetto panino l’avrà. Ma come spiegavo, chi ci guadagna è ancora una volta la sapienza del marketing e l’immagine del colosso statunitense e non certo quello della ristorazione italiana che Gualtiero Marchesi di fatto e da tempo rappresenta.
La durata dell’”evento” (esperimento?) è di soli tre settimane, infatti come un yogurt ha la data di scadenza; saranno gli sperimentatori, pardon, i consumatori a decretare se l’operazione possa avere un seguito oppure no.
Tanto per farci immediatamente il palato, ecco il musicale menù ‘marchesiano’ (è noto che il Maestro sia un cultore oltre che della pittura della musica) da non confondere con quello che si mangia al Marchesino che, vivaddio è ben altra cosa (e ovviamente, ben altro costo).

Per il
VIVACE, disponibile dal 5 al 25 ottobre 2011:
pane speciale al bacon ricoperto di semi di girasole, bacon a fette, spinaci saltati, cipolla marinata, hamburger di carne 100% bovina, maionese con grani di senape.
Prezzo: € 4,70
L’
ADAGIO, in vendita dal 26 ottobre al 15 novembre 2011 è composto da:
pane speciale ricoperto di mandorle sminuzzate, mousse di melanzane, pomodori a fette, melanzane a cubetti in agrodolce, hamburger di carne 100% bovina, ricotta salata.
Prezzo € 4,70
L’aggraziato dolce
MINUETTO, disponibile dal 5 ottobre al 15 novembre 2011 contempla: uno speciale Tiramisù alla milanese coniugando due specialità della cucina italiana: fetta di panettone con salsa al caffè e crema di mascarpone con canditi e mandorle.
Costo € 2,50 (€ 2,00 in aggiunta al menu)
Giuseppe Cremonesi