![]() | Durante gli ultimi anni molte specialità tipicamente artigianali hanno lasciato spazio a produzioni industriali. Queste ultime derivano sovente da processi tecnologici esasperati, che poco concedono ai sapori originali della materia prima. La produzione artigianale invece si muove su un altro piano: la difesa del gusto originale. Naturalmente i prodotti alimentari artigianali non sempre sono costanti (la qualità del latte per un formaggio cambia con il variare delle stagioni e il sapore delle carni per un salume dipende dall'alimentazione del capo di bestiame utilizzato), ma sicuramente sono sempre ricchi di caratteri distintivi. L'unico modo per non farli scomparire é chiederli, ma prima bisogna conoscerli e assaggiarli per memorizzarne i caratteri. In questa pagina toverai descritta ogni settimana una specialità gastronomica artigianale, un Sapore Perduto selezionato per non farlo dimenticare. | |
| Pubblicato il 18 Novembre 2008 | Rubrica di Carlo Macchi |
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| LA SALSICCIA ROSSA DI CASTELPOTO Ti consiglio quella di: Di Gioia Carmelina, Maio Pierpaolo, Mucci Antonio, Caporaso Maria Damiana, Maio Elia Si abbina con Greco di Tufo DOCG |
La bolgia stava raggiungendo livelli preoccupanti per l’incolumità personale. In quelle viuzze improvvisate, tra due ali di salami, dolci, cioccolate, formaggi etc. etc, un’umanità stanca e sudaticcia, ma nonostante tutto eccitata, si spintonava cercando di ampliare le proprie conoscenze gastronomiche e soprattutto di raggiungere gli assaggini che ogni produttore metteva in bella mostra di fronte a sè. Ciò accadeva durante l’ultimo Salone del Gusto di Torino ed in quell’umanità stanca e sudaticcia c’ero anch’io. Mi sentivo trasportato, senza un obiettivo preciso, da marosi di profumi e da ondate di persone, quando il mio occhio scorse quella che forse poteva essere l’isola della salvezza, l’approdo che anelavo.
Risalgo la corrente per un breve tratto e con la mano sinistra (quella del cuore) riesco ad artigliare un pezzettino di una salsiccia rossa che aveva l’aria di essere molto interessante. Un veloce esame olfattivo lo conferma e quello gustativo fa il miracolo. Attorno a me tutto si fa silente: ci sono solo io e questa buonissima salsiccia stagionata profumata e piccante al punto giusto. Nel frattempo la mano, di sua sponte (naturalmente..) si era rituffata nel piatto degli assaggi e stava portando verso la mia bocca la tipologia piccante che risultava essere ancora più buona della precedente.
Questo è stato il mio incontro con una delle più buone salsicce stagionate che abbia mai mangiato: la Salsiccia Rossa di Castelpoto. Castelpoto si trova su un colle del Sannio, a pochi chilometri da Benevento. La zona è particolarmente adatta per due cose: l’allevamento del maiale e la coltivazione del peperone. Le due tradizioni si sono incontrate in questa salsiccia rossa di cui ci si può anche innamorare. Ma vogliamo conoscere l’oggetto del nostro amore? Nasce solo da parti scelte del maiale: spalla, coscia, lonza, filetto e coppa, che vengono tritate e successivamente impastate con sale, finocchietto selvatico, aglio messo in infusione un giorno prima, pepe e peperoni.
ALT! Momento di raccoglimento attorno al peperone, che è il vero e proprio valore aggiunto del nostro amore. Non si prendono peperoni a caso, ma solo quelli piantati in zona e tirati su con l’acqua del fiume Calore, nome perfetto per un corso d’acqua che serve per far crescere dei peperoni abbastanza “calienti”. Il peperone è comunque piantato a maggio, raccolto verso agosto-settembre e messo ad essiccare al sole; a Novembre viene pulito dai semi, lavato e messo in un forno a legna dove si asciuga e si prepara per la fase più critica che è quella della tostatura che, se eccessiva, porterebbe alla bruciatura del prodotto. Per fare le cose per bene viene così usata legna di quercia, olivo e vite (mica forni elettrici) ed il processo viene seguito come in una sala parto. Una volta “nato”, il peperone tostato al punto giusto viene macinato due volte; prima grossolanamente e poi più finemente e così è finalmente (con tutti questi “mente” Cetto Laqualunque andrebbe a nozze…) pronto per il matrimonio d’amore con il resto dell’impasto, che poi viene insaccato in budello naturale. Ma la cosa non finisce qui; la nostra salsiccia, che a fine stagionatura sarà lunga circa 15 cm. deve asciugarsi e stagionare alcuni mesi e poi è pronta per deliziare il palato. |
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E come lo delizia: intanto è profumatissima, giustamente consistente, sapida, gustosa. Non troppo piccante, ma nemmeno poco (abbiamo anche la versione più delicata per linguine deboli); è perfetta dopo 40-50 giorni di stagionatura. Morale della favola: come uscii dalla “trance salsiccesca” me ne comprai un quantitativo industriale, rendendo così felici familiari ed amici (la rima non è voluta). Ovviamente la Salsiccia Rossa di Castelpoto è stata valorizzata da Slow Food, in particolare dalla condotta che porta il nome di un mio carissimo amico che purtroppo non è più tra noi: Libero Masi.
Ma torniamo ai vivi ed ai vini: in abbinamento non posso che consigliare un giovane e strutturato Greco di Tufo DOCG che accompagnerà con eleganza il tono piccante del nostro amore.
| L'INDIRIZZO | Come fare per averla? Semplice, potete fare un salto a Castelpoto oppure farvela inviare dai pochissimi che, in paese, la producono: Di Gioia Carmelina, Contrada Ciesco Romanello, Tel. 0824.59260; Maio Pierpaolo, Via Carrara, Tel. 0824.59317; Mucci Antonio, Via Gramsci 20, Tel. 0824.59232; Caporaso Maria Damiana, Via Gramsci 12, Tel. 0824.59071. E a Campoli del Monte Taburno anche Maio Elia, Contrada Carrara, Tel. 0824.873266. |
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Carlo Macchi



