![]() | Sale in zucca Questa rubrica settimanale curata dal Dr. Mario Rizzi ha lo scopo di aprire una finestra sui segreti della mente. Si propone inoltre di offrire diverse chiavi di lettura sui nostri comportamenti, di farci riflettere e, possibilmente, migliorare. Mario Rizzi ha conseguito il dottorato in Psicologia Umanistica negli Stati Uniti e si è specializzato in R.H.M.T. ( Rigth Hemifere Mental Therapy ), una tecnica per la regressione della memoria senza ipnosi. Dopo oltre 30 anni di studi e ricerche ha creato una sterminata banca dati consultabile gratuitamente sui suoi 4 siti internet. | ![]() |
| Si ringrazia per la collaborazione il sito www.viveremeglio.org | Pubblicato: 15 Febbraio 2005 |
| Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni che, con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora, per impossibilità, errore o distrazione, non abbiamo citato la fonte originale del materiale presentato. I brani nel cui titolo compare un numero tra parentesi, rappresentano un testo originale, tratto dal volume il cui titolo è riportato nei Riferimenti bibliografici inseriti al termine di ogni capitolo. |
LA NECESSITA' DI MUTARE ATTEGGIAMENTO (3)
Così la nostra coscienza di essere due parti separate, una spirituale ed una materiale, è basata solo sull'ignoranza.
Noi non siamo due, ma uno: siamo la parte spirituale e null'altro. Il suo mondo è il nostro mondo, la sua vita è la nostra vita. La sorgente dell'inganno nasce dal fatto che, quando noi caliamo la nostra coscienza divina nel corpo fisico, astrale e mentale (attraverso cui dobbiamo acquistare una determinata esperienza), ci identifichiamo con questi corpi e dimentichiamo quello che siamo veramente. Allora la coscienza imprigionata, fatta schiava dei tre corpi, segue i loro desideri; ed ecco quello che noi chiamiamo "personalità". Quindi, fra la parte divina e la personalità, inizia una lotta dolorosa: la nostra vera crocifissione.
Eppure gran parte di questa sofferenza è dovuta alla nostra ignoranza e cessa quando noi ci rendiamo conto della nostra vera natura: ciò però significa un cambiamento completo di atteggiamento. Per cominciare, dovremmo comprendere quanto sia falso il nostro concetto della dualità della nostra natura.
Noi parliamo sempre dell'anima, dello spirito, dell'Io superiore, dell'Ego (o qualunque altro nome diamo alla nostra natura superiore) come di qualche cosa o di qualcuno che sta sopra di noi mentre noi, che ci identifichiamo con la natura inferiore, abitiamo più in basso. Ed allora facciamo sforzi incredibili per raggiungere quello che sta "in alto" nel tentativo di conquistare qualche cosa di essenzialmente estraneo a noi stessi, e perciò arduo ad ottenersi.
Così parliamo spesso del "tremendo sforzo" richiesto per raggiungere la parte divina in noi; altre volte parliamo dell'ispirazione o della conoscenza, della forza spirituale o dell'amore, come se fossero "doni" che scendano a noi da questa "parte divina". In tutti questi casi commettiamo l'errore fondamentale di identificarci con ciò che non siamo, e affrontiamo il problema con un atteggiamento sbagliato in partenza.
La prima condizione di successo spirituale è l'assoluta certezza che noi siamo uno spirito che vive in un corpo; la seconda condizione, non meno importante ed essenziale della prima, è la fiducia nei nostri poteri come esseri spirituali ed il coraggio di usarne liberamente. Invece di considerare naturale e normale il nostro stato abituale di coscienza, e guardare l'Ego dal basso come un essere eccelso che si debba raggiungere con uno sforzo continuo e tremendo, dobbiamo cominciare dal considerare il nostro abituale stato di coscienza come anormale e innaturale, e la vita dello spirito come la nostra vera vita dalla quale solo noi, con uno sforzo continuo, ci teniamo divisi e lontani.
Tutti i nostri problemi nascono dal fatto che... (2)
Tutti i nostri problemi nascono proprio dal fatto che abbiamo dimenticato la nostra divina eredità e siamo convinti di essere un corpo più o meno bello secondo i canoni attualmente vigenti.
Pensate ad un burattinaio che sta muovendo un burattino restando sul suo balconcino; di certo non si vergogna se il suo burattino è nudo o prova paura se la sua esistenza viene messa in pericolo. Ricordate Adamo ed Eva nel giardino terrestre? Erano nudi, non avevano vergogna e tantomeno paura.
Cosa accadrebbe se il burattinaio entrasse nel burattino per muoverlo più facilmente? Si vergognerebbe immediatamente della nudità ed inizierebbe a provare paura per tutti i pericoli che l'ambiente esterno gli potrebbe presentare: questo è quanto è accaduto ad Adamo ed Eva, ovvero l'umanità di tante migliaia di anni fa. Anziché continuare ad usare il loro corpo fisico come uno strumento di lavoro, ci sono entrati dentro ed hanno cominciato a dire "Io sono Mario", "io sono Luigi", e così via.
Non vi ho convinto? Bene provata a pensare al modo in cui usate il verso essere ed avere. Vi rendete conto che per ogni parte del vostro corpo userete, più che correttamente, il verbo avere: direte io ho un braccio, io ho una testa, ecc. Ora mettete insieme le parti del vostro corpo e cambierete completamente impostazione usando il verbo essere: infatti direte “io sono Mario, Luigi, ecc.”.
Dire "Io sono Mario, Luigi, ecc." è un grande errore, sia grammaticale che esistenziale. Se volete veramente risolvere i vostri problemi incominciate a considerare il vostro corpo come un meraviglioso strumento da utilizzare giusto per l'arco di una vita. Quando non sarà più efficiente (perché vecchio o malato) lo lascerete e sarete più vivi di prima. Infatti i defunti vivono in un corpo sottile che i viventi non riescono a vedere, ad un differente livello energetico che noi identifichiamo con l’anima…
Sapete perché le macchine parcheggiate non si muovono? Perché coloro che le facevano muovere ne sono usciti e sono andati a fare i loro affari. Sapete perché i corpi in un cimitero non si muovono più? Perché le anime (dal verbo animare = dar vita) di coloro che vi erano dentro ne sono uscite e stanno facendo altre cose. E non dimenticate che le anime sono immortali!!
Lo spirito ha bisogno di un buon strumento (4)
Non sono la nostra anima ed il nostro spirito ad aver bisogno di evolvere, ma gli strumenti fisici attraverso i quali si manifestano, e uno di questi strumenti privilegiati è evidentemente il cervello.
Quando si incontra un minorato mentale bisogna sapere che non è il suo spirito ad essere debole il suo spirito è forse quello di un grande saggio bensì il corpo materiale ed il cervello grazie al quale egli deve manifestarsi: è il suo cervello che è rovinato. Date un violino con le corde allentate a un violinista: anche se fosse il più grande violinista del mondo, non potrebbe suonare. Anche lo spirito è un grande virtuoso, ma per suonare ha bisogno di un buon strumento.
Riferimenti bibliografici
2) Mario Rizzi, scritti vari non pubblicati.
3) Tratto da Dei in esilio, di J.J. Van Der Leeuw, pag. 20, Edizioni Alaya, 1951.
4) Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno, Edizioni Prosveta.
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