![]() | >>> SPECIALE SALE IN ZUCCA <<< Per molte settimane la rubrica "Sale in Zucca" del Dr. Mario Rizzi ha aperto una finestra sui segreti della mente ed ha fatto scoprire a molti lettori aspetti sino ad allora sconosciuti. Mario Rizzi ha conseguito il dottorato in Psicologia Umanistica negli Stati Uniti e si è specializzato in R.H.M.T. ( Rigth Hemifere Mental Therapy ), una tecnica per la regressione della memoria senza ipnosi. Dopo oltre 30 anni di studi e ricerche ha creato una sterminata banca dati consultabile gratuitamente sui suoi 4 siti internet. | ![]() |
| Si ringrazia per la collaborazione il sito www.viveremeglio.org | Pubblicato: 22 Marzo 2005 |
| Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni che, con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora, per impossibilità, errore o distrazione, non abbiamo citato la fonte originale del materiale presentato. I brani nel cui titolo compare un numero tra parentesi, rappresentano un testo originale, tratto dal volume il cui titolo è riportato nei Riferimenti bibliografici inseriti al termine di ogni capitolo. |
| Per 56 settimane consecutive abbiamo affrontato i segreti della mente, sia quella conscia che quella inconscia. "Speciale Sale in Zucca" vuole rappresentare un'opportunità per chi vorrà o saprà coglierla. Infatti vi offrirò alcuni brani scelti sui quali riflettere e molti esercizi pratici per migliorare il proprio controllo mentale e per stimolare una visione più spirituale. Buona lettura e... buon lavoro! Dr. Mario Rizzi |
Il pensiero è la sola forza che dà vita o distrugge, a seconda che è diretta in bene o in male (Prentice Mulford).
La ragione principale per accostarci ad una tecnica di meditazione è quella per cui con la meditazione è possibile acquisire il controllo della mente e di conseguenza la pace mentale. Tutti noi siamo alla ricerca della gioia e nel contempo desideriamo evitare la sofferenza. Con l'acquisizione della pace mentale arriveremo ad un approccio della vita che soddisferà molto di più queste nostre esigenze.
Non soltanto gli esseri umani ma tutte le creature, insetti compresi, cercano in tutti i modi di evitare la sofferenza. L'uomo è l'unica creatura che, tramite la ragione, può acquisire delle tecniche ed affrontare, con piena consapevolezza, la ricerca di un controllo mentale. Per poter avere una vita senza sofferenze dobbiamo tagliare alle radici le cause che ci provocano le medesime, con l'uso intelligente del nostro intelletto noi siamo in grado di discriminare tra ciò che è bene e ciò che è male e evitare tutte le azioni, che essendo non virtuose, creano delle cause i cui effetti ci verranno poi incontro come sofferenze.
La felicità non viene da sola, possiamo aspettarla per anni ma essa non arriverà se non quando inizieremo seriamente a seguire un certo modo di agire. Il giusto modo di agire ci è stato presentato dai grandi Maestri ed è la base di tutte le religioni.
Gli insegnamenti dati dal Budda e dal Cristo, qualora messi in pratica nella vita quotidiana, sono in grado di tagliare le radici alla sofferenza, essi non sono sempre facili ed è necessario avere il controllo mentale per evitare che la nostra parte istintiva ci accechi con le sue istanze egoistiche.
Gli insegnamenti dei Maestri sono come un seme. Noi non possiamo assaporare un frutto se prima non procuriamo di seminare ed accudire alla pianticella in crescita, finché essa non ci ripagherà del nostro lavoro. Così gli insegnamenti, se vissuti giorno dopo giorno, non mancheranno, nel tempo dovuto, di produrre quelle trasformazioni mentali che ci porteranno ad un agire diverso e questo, di conseguenza, ad evitare le azioni non virtuose, i cui effetti sono la sofferenza. La trasformazione della nostra mente non dovrebbe essere fatta al solo scopo di migliorare questa vita ma anche in considerazione che il giovamento si farà sentire anche nelle prossime esistenze.
Tra chi segue gli insegnamenti e chi non li segue vi è una notevole differenza. La prima persona è calma e gentile e sa affrontare le contrarietà della vita con un approccio calmo e fiducioso mentre la seconda è irascibile e tempestiva, le sue soluzioni, qualora riescono a sistemare un problema, ne fanno sorgere, con tutta probabilità, uno di riflesso. Per meglio chiarire questo ultimo concetto possiamo pensare a chi dopo una vendetta è soddisfatto di aver fatto del male a colui che lui crede suo nemico ma non sa che il male che lui ha fatto è scritto sul suo conto di dare e avere e prima o dopo gli ritornerà addosso come sofferenza o malattia.
In una discussione, la persona che ha acquisito il controllo mentale, riesce ad essere obbiettiva ed a valutare anche i propri torti, che di solito non mancano mai. Questo atteggiamento porta questa persona ad osservare il suo avversario con comprensione e misericordia, egli ha pazienza e può cercare di capire le motivazioni dell'altra persona evitando così di agire in modo tale da creare delle cause i cui effetti si presenteranno più avanti come sofferenze.
Le religioni, pur essendo diverse nella presentazione della stessa essenza, sono tutte dirette a fornire dei consigli di vita per mettere in condizione di saper distinguere tra il vero bene ed il vero male. Senza tale guida il nostro discernimento ci porta a considerare come vero bene quello che ci porta beneficio ed un vero male quello che ci porta una sofferenza. Come si può vedere la mancanza di una guida, che ci illumini nella discriminazione, farà in modo che la nostra scelta sia dettata dagli istinti animali, sempre pronti a farsi avanti, o dall'egoismo, sempre presente in quanto risultato dall'istinto di autosopravvivenza.
L'insegnamento più importante della religione è quello di essere gentili, comprensivi e misericordiosi con tutte le creature, uomini o piante ed animali, insetti compresi. Questo modo di agire non è facile e bisogna acquisirlo con uno sforzo costante, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Vi sono persone che leggono molti libri e ascoltano molte conferenze allo scopo di trovare la pace mentale e di eliminare la sofferenza. Purtroppo per loro tutto quello che fanno non porterà a loro nessun giovamento a meno che non si sforzino di mettere in pratica ciò che hanno imparato a livello intellettuale. Se consideriamo la legge di causa ed effetto possiamo comprendere che tutte le sofferenze che ci vengono incontro altro non sono che "effetti di azioni non virtuose" da noi compiute, in un passato recente o remoto che sia. Se non cambiamo la nostra condotta saranno le nostre azioni di oggi a condannarci nel futuro.
Vi sono persone che imputano tutti i loro mali ad azioni cattive da loro compiute in qualche vita passata ed assumono un atteggiamento passivo pensando che comunque non è in loro potere il mutare delle circostanze ormai passate. Questo atteggiamento è assai pericoloso e denota una sfiducia nella misericordia divina. Non si deve mai dimenticare che noi possiamo essere infedeli verso Dio ma Egli non lo sarà mai nei nostri confronti. Nel cosmo esiste la legge dell'equilibrio ed il bene che noi compiamo può benissimo esaurire l'eventuale male compiuto in passato. Il bene ed il male non hanno etichette per cui il male di uno schiaffo dovrà necessariamente essere scontato con uno schiaffo. Tutto il male produce sofferenza e pertanto tutte le azioni che portano gioia sono un antidoto per quelle che hanno portato dolore.
La tecnica della meditazione è rivolta a portare la mente sotto il nostro controllo; da questo controllo nascerà poi la capacità di pensare solo quei pensieri che sono positivi e costruttivi. Quando nella nostra mente non vi sarà più spazio per i pensieri negativi e distruttivi avremo raggiunto la pace mentale.
LA MEDITAZIONE MESSA IN PRATICA
La tecnica di meditazione che verrà esposta comporta alcuni suggerimenti riguardo alla posizione da assumere durante la meditazione stessa. La meditazione va fatta, preferibilmente, stando seduti. Le posizioni Yoga del loto o del mezzo loto (gambe incrociate) sono suggerite però ciò che conta non è tanto la posizione fisica quanto la costanza dell'esecuzione ed il proponimento di imparare a meditare non soltanto per finalità egoistica, ma perché ciò che abbiamo acquisito possa esserci di aiuto per aiutare altri fratelli che ne avessero la necessità.
Una cosa importante è la posizione della spina dorsale che dovrebbe essere tenuta eretta il più possibile. Questa posizione, infatti, permette che l'aria ed il prana possano circolare liberamente nei vari centri energetici del corpo.
Le mani vanno poste sul grembo in modo che la sinistra abbracci la destra, le dita delle mani, pollici esclusi, dovrebbero sovrapporsi mentre i pollici vanno uniti con le punte formando un cerchio con le mani sovrapposte. Va qui notato come la mano sinistra è simbolo di saggezza mentre la destra lo è per il metodo e l'azione, ne consegue che il metodo e l'azione dovrebbero essere sempre circondati dalla saggezza.
La testa si deve tenere leggermente inclinata sul davanti per evitare che il sangue vi arrivi facilmente e possa creare dei problemi in quanto l'attività cerebrale è molto ridotta.
Le spalle vanno tenute aperte, questo è un simbolo di apertura per ciò che stiamo imparando e per tutti i suggerimenti che la nostra guida interiore ci vorrà proporre.
La bocca va tenuta chiusa con la lingua che appoggia sui denti superiori, questo è suggerito perchè in tale posizione si evita che la bocca possa diventare secca per mancanza di saliva.
Gli occhi meritano un'attenzione particolare. La loro posizione è altamente soggettiva in quanto vi sono persone che con gli occhi chiusi cedono alla sonnolenza mentre altre, con gli occhi aperti, sono distratte dalle immagini che l'ambiente esterno propone loro. Viene suggerito di tenere gli occhi semiaperti e di guardarsi la punta del naso. Questo dovrebbe evitare gli inconvenienti citati.
Dopo aver spiegato le modalità della posizione è bene sottolineare, ancora una volta, che la postura assume una grande importanza per coloro che meditano, continuamente, per giorni e giorni. Per noi la cosa più importante è di scegliere una posizione che non arrechi ulteriori disturbi alla mente che, all'inizio delle esperienze di meditazione, recalcitra come un'animale selvaggio. Ciò che ci proponiamo è di porre la mente sotto controllo, evitiamo perciò di crearci ulteriori ostacoli nell'assumere una posizione a noi non congeniale e che diventerà ulteriore fonte di disturbo mentale.
La meditazione vera e propria consiste nel portare (e mantenere) la nostra attenzione alla radice del naso e nel contare i cicli della respirazione. Ogni inspirazione/espirazione vale un ciclo, perciò conteremo uno dopo aver inspirato/espirato una volta e così di seguito. La respirazione deve essere normale, ciò che ci proponiamo è di seguirne consapevolmente lo svolgersi, ciclo dopo ciclo, dobbiamo osservarla non alterarla.
Può essere utile, specialmente i primi tempi, di contare fino a 6 e poi riprendere da uno. Questo porta una piccola variazione sul tema che rappresenta un diversivo per la mente che ne è sempre assai desiderosa. Più avanti si potrà aumentare il conteggio portandolo a 10 o 15 cicli. Il traguardo da raggiungere nel tempo potrebbe essere di 25 cicli.
Vi sono quattro errori da evitare:
1) inspirazione lunga seguita da espirazione corta
2) respirazione forzata con l'emissione di suoni udibili anche da altre persone
3) errori nel conteggio
4) disappunto per gli errori commessi, la mente va guidata con calma e dolcezza, se ci ritroviamo a fare un conteggio sbagliato dobbiamo ripartire da uno.
Va ricordato che nella meditazione non vi è soltanto la circolazione dell'aria ma entrano in gioco pure delle sottili energie (prana) che partono dall'ombelico e salgono attraverso la spina dorsale, fino alla testa. Queste energie passano da alcuni centri energetici (chakras) e li stimolano portando una rinnovata vitalità anche sul piano fisico.
Il tempo da dedicare alla meditazione deve essere scelto in modo da non intralciare il nostro normale modo di vita, così pure la durata è lasciata al discernimento di ognuno dei partecipanti. Viene comunque suggerito di praticarla ogni giorno e possibilmente alla stessa ora. Non si dimentichi che noi siamo creature dell'abitudine; l'abitudine di meditare è difficile da conseguire ma una volta acquisita sarà mantenuta facilmente perchè sarà entrata nel nostro normale ordine delle cose.
Ghesce Tenzin Gompo, Corso di meditazione. Corso tenuto presso il Centro DO-IN, in Merate (Lecco) il 12 e 13 marzo 1983.
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