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Salam d'la Juve

Vino01 Nov 2010

Il paradosso emiliano


Dopo quello francese il "paradosso emiliano"

Nonostante la dieta ipercalorica, in Emilia Romagna l'incidenza di mortalità per patologie cerebrocardiovascolari è decisamente bassa: merito delle "cumarine" del Lambrusco Modena.

Più si sviluppano le ricerche sulle attività biologiche del vino e più se ne scoprono di nuove e benefiche. Il fatto è che dopo gli studi approfonditi sulle virtù antiossidanti dell'ormai famosissimo resveratrolo, le cui capacità antitrombotiche e vasculoprotettive sono state analizzate nei laboratori di mezzo mondo, si comincia a capire che il vino è un universo ancora per la gran parte sconosciuto dal punto di vista degli effetti biomedici, e che la sua azione positiva sulla salute è dovuta a più di una sostanza.

Importante ricerca
L'ultima rivelazione, in fatto di vino e salute, viene dal convegno tecnico-scientifico "Lambrusco e salute", svoltosi a Modena nei giorni scorsi. Partendo dalla considerazione che nell'area padana si beve Lambrusco all'incirca da 2.500 anni, il che autorizza un'indagine epidemiologica (quella che hanno fornito, a suo tempo, i primi indizi del paradosso francese), Carlo Fernandez, direttore del College di cardiologia pratica presso l'Università di Firenze, ha potuto mettere in rilievo che in Emilia Romagna, dove si consuma abitualmente una dieta ipercalorica e ricca di grassi, l'incidenza di mortalità e morbilità per patologie cerebrocardiovascolari è nettamemente inferiore rispetto a quella di regioni vicine. Secondo Fernandez questa evenienza potrebbe essere messa in relazione con il consumo abituale di vino, anzi del vino onnipresente sulle tavole di questa regione: il Lambrusco.

Fattori di protezione
Perchè questo vino venga considerato portatore di fattori di protezione vascolare "potenzialmente importanti", lo ha spiegato Maria Benedetta Donati, del Dipartimento di medicina e farmacologia dell'Istituto Mario Negri Sud, un centro di ricerca farmacologica e biomedica fra i più accreditati in campo internazionale. Pur con tutte le cautele del caso, la Donati ha messo in evidenza come le ricerche mostrino che i Lambruschi analizzati rientrino pienamente nella media dei vini rossi italiani per quanto riguarda il contenuto di polifenoli totali, ma all'analisi dei singoli elementi rivelano un livello preponderante di "cumarine" rispetto alle altre classi di polifenoli. Pare "in quantità farmacologicamente attiva", per dirla con le parole di Fernandez.

Effetti anticoagulanti
L'interesse evidente per queste sostanze cumariniche da parte dei ricercatori di ambito cardiologico e farmacologico è dovuto al fatto che esse sono da tempo note per i loro effetti anticoagulanti e sono impiegate abitualmente come farmaco obbligatorio in presenza di infarto miocardico, nella terapia post-infarto e in quella degli interventi di angioplastica. Così, nuove ricerche accendono un riflettore importante su un vino a grande diffusione.

Teresa Enrica Baccini

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