
Il melone: i segreti del frutto estivo piu' amato dagli italiani
Anche per i meloni esistono molte varietà e dei veri e propri cru
Un melone al giorno leva il medico di torno. Senza dubbio il celebre proverbio, con la mela come protagonista, d'estate potrebbe lasciare spazio al melone, il frutto del solleone, consumato abbondantemente sia durante che alla fine del pasto.
In Italia prosciutto crudo e melone sono un'accoppiata immancabile in buona parte delle famiglie e dei ristoranti di ogni angolo della penisola, anche se la sua duttilità in cucina mon si esaurisce certamente lì, e basta avere un pizzico di fantasia e di capacità culinarie per abbinarlo a numerosissime ricette, dagli antipasti ai dolci.
Ma i meloni non sono tutti uguali, e anche tra di essi esistono dei veri e propri fuoriserie che per aroma, gusto, succosità e dolcezza eguagliano i più saporiti frutti tropicali. Tra di essi primeggia il melone di Sermide nel mantovano.
La pianta del Melone (Cucumis melo) è una erbacea a ciclo annuale della famiglia delle Cucurbitacee, con fusto prostrato o rampicante, presenta foglie ampie a lobi arrotondati e fiori ascellari gialli con corolla campanulata.
Il frutto (peponide), chiamato melone o popone è carnoso, ricco di succo acquoso, di peso notevole, di varia forma (sferica, cilindrica, ovoidale), con epicarpo a superficie liscia o rugosa, di color giallo o giallo paglierino tendende al verde o verde chiaro, unito o striato. All'interno contiene numerosi semi sistemati nella parte centrale del frutto. La polpa, che costituisce la parte edibile, è dolce, dal profumo e sapore assai spiccati.
![]() melone cantalupo | I meloni vengono distinti in due fondamentali gruppi:
Le varietà di meloni più comuni in Italia sono: Cantalupo, Charentais, Viadanese, Prescott, Retato di Calvenzano, Supermarket, Harper, Gold Star, Pancha. |
Breve storia del melone
Si pensa che sia originario dell'India o dei deserti dell'Iran; qualcuno vuole che la culla di origine sia l'Africa. Il melone, in tutti i casi, era già coltivato in Egitto cinque secoli a.C.
Con i primi scambi commerciali ha successivamente attraversato il Mediterraneo per arrivare in Grecia e quindi a Roma verso la fine del I secolo.
Nell'antichità il melone era piccolo e senza dubbio molto meno zuccherino; si mangiava con pepe ed aceto condito come un'insalata.
Grazie all'abile selezione degli orticoltori, che conservavano i semi dei frutti migliori per l'anno successivo, il frutto aumentò la dimensione, il profumo e il sapore diventando più zuccherino. Da quel momento cessò di essere considerato una verdura acquisendo il riconoscimento a pieno titolo di «frutto».
Durante il rinascimento, gli orticoltori laziali lo coltivavano per i Papi, nella loro residenza estiva di Cantalupo, vicino a Roma dal quale deriva il nome Cantalupo a questo melone che conosciamo così bene, rotondo a polpa aranciata e molto saporita.
| La storia del melone nel mantovano Da quanto è possibile conoscere, il territorio della provincia di Mantova iniziò ad essere interessato dalla coltivazione verso la fine del XV secolo. Gli agricoltori locali misero in pratica la loro sapiente conoscenza dell'arte di coltivare selezionando i frutti e ottenendo una selezione che è arrivata quasi immutata sino alla fine degli anni 60: il melone «viadanese». Lo sviluppo e l'apprezzamento che ebbe questa selezione è documentata dalla diffusione trovo sulle tavole delle corti signorili. Esistono tracce dell'importanza di questa coltivazione nell'Archivio di Stato di Mantova, nella parte dedicata ai Gonzaga. Il Podestà di Viadana, Felice Fiera, il 3 agosto 1548, inviava quattro stupendi frutti di melone viadanese al duca Francesco Gonzaga accompagnandoli con una lettera con la quale cercava le grazie del proprio signore. | ![]() |
Il Melone di Sermide e l'Azienda Agricola Lorenzini
Il melone tipico di Sermide è un vero e proprio cru, per utilizzare un termine di derivazione enologica, e nasce in circa 400 ettari che ricadono in buona parte nella frazione S. Croce del comune di Sermide, che si trova nel basso mantovano, a ridosso della provincia di Modena. La zona tipica di produzione si estende anche sui comuni mantovani di Felonica, Magnacavallo, Carbonara di Po, Poggio Rusco e continua fuori regione in quelli di Mirandola (MO) e Bondeno (FE).I terreni su cui vengono effettuate le coltivazioni sono accentuatamente argillosi con elevato contenuto di sali dovuto alla derivazione alluvionale e alla presenza di una sacca di acque salmastre nel sottosuolo. E' per questo che i meloni della zona posseggono una sapidità particolare, e sono piacevolmente salati. La zona è rinomata per la tipologia di meloni Harper (circa il 50% della produzione) dal profumo intenso e dal retrogusto piccante, a frutto tondo con leggera retatura uniformemente distribuita sulla buccia. Importante (circa il 30% della produzione) è anche la tipologia dei «lisci», meloni a buccia liscia, generalmente da ascrivere alle varietà Tamaris, Pamir e Honey Moon. La produzionesi aggira tra le 20.000 e le 21.000 tonnellate annue. I produttori sono una trentina, la maggior parte specializzati nella coltura melonifera, con una superficie media di oltre 16 ha. E' in corso di costituzione un consorzio per l'ottenimento del marchio IGP.
![]() | In zona esiste il primo produttore agricolo a certificarsi ISO 9001 in Italia, e proprio sul melone: è l'Az. Agr. Lorenzini Naturamica (Via M. Buonarroti 15 - Sermide (MN) tel. e fax 0386 915279 - e-mail: lorenzna@tin.it). Dal 1996 Lorenzini, unico in Europa, utilizza una macchina di costruzione giapponese a tecnologia laser, che contiene uno speciale analizzatore di elevata precisione non distruttivo dei frutti , in grado di rilevare in tempo reale il grado zuccherino e la consistenza dei meloni senza prelievi di polpa e quindi senza bucare e manomettere i frutti. Questo gli permette di commercializzare meloni con tenore zuccherino garantito, selezionati uno ad uno. |
Lo zucchero del melone
Un melone è tanto più apprezzato quanto la sua maturazione è al punto giusto, cioè quando il suo contenuto di zuccheri è di circa il 13%. Quando questo contenuto è inferiore a 11% è considerato di qualità gustative scarse.
Il tenore in zuccheri nel melone dipende dalla varietà coltivata, dal terreno, dal clima e dal momento della raccolta. Non è rarissimo trovare frutti che arrivano sino al 18%, anche se troppi zuccheri mascherano quella complessità di sapori molto apprezzata dai buongustai.
Un frutto raccolto troppo precocemente non si arricchirà più di zucchero e non arriverà mai alla «bontà ideale».
Il sapore e gli aromi
Il sapore del melone è un insieme complesso di sensazioni. Non tutti hanno lo stesso «gusto»: c'è chi ne preferisce la piccantezza, chi invece gode maggiormente la dolcezza. Certamente, come dicono gli stessi produttori, se un melone è buono lo si apprezza anche se consumato da solo. Tendenzialmente un melone «piccante» si sposa bene con il prosciutto e negli accostamenti con la carne. I meloni dolci sono maggiormente apprezzati da soli o in macedonia. Anche il profumo del melone è un arcobaleno di sfumature aromatiche che variano a seconda della varietà, ma vengono esaltate dalla fertilità dei terreni e dall'abilità degli orticoltori.
| Come scegliere il melone Come trovare il buon melone? Questo è un problema essenziale. Alcuni tastano, soppesano, altri annusano, giudicano il colore della buccia. Altri si dichiarano maestri nell'arte di distinguere il melone «femmina» da quello «maschio». Come gli angeli, però, anche il melone non ha sesso! Un melone promettente è denso in mano ed esala il suo tipico profumo, che però non deve essere troppo pronunciato. In linea generale, la presenza di una «aureola», qualche leggera fessura nel punto di stacco sono particolari indici di maturità del frutto. Da qualche anno sono comparse varietà i cui frutti si conservano per più di qualche giorno, ma che al momento della maturazione non tendono alla colorazione giallina. Questi frutti che in genere tendono ad avere il tipico profumo molto attenuato, hanno la polpa soda e risultano molto dolci, mettono in difficoltà il consumatore al momento della scelta. La regola migliore è acquistare i frutti da un negozio di fiducia, oppure di cercare meloni di cui si possa identificare la zona di provenienza e, soprattutto, che riportino le indicazioni del produttore, con un bollino adesivo sulla buccia. Questo vi aiuterà nel cercare i frutti che meglio sposano il vostro gusto. | ![]() |
Come conservare il melone
E consigliabile evitate di mettere il melone nel frigorifero perché ha la tendenza di trasmettere il suo odore penetrante agli altri alimenti. Se non potete evitare di conservarlo nel frigorifero, avvolgete il melone dentro un sacchetto di carta per alimenti e poi chiudetelo in un sacchetto di plastica. Per gustare al meglio i suoi sapori e aromi, abbiate però laccortezza però ti toglierlo dal frigorifero almeno un'ora prima della consumazione.
Valori nutrizionali
Rinfrescante e formidabile apportatore di sali, il melone si caratterizza per una grande ricchezza di provitamina A dovuta al colore arancione della polpa che è legato alla presenza di pigmenti carotenoi di molto importanti per la salute degli occhi: tra questi dal punto di vista nutrizionale il piu' importante è il beta-carotene. Il melone offre anche un apporto apprezzabile di vitamina C e un valore energetico moderato (circa 48 kcalorie, ossia 200 kJ per 100 g). Le fibre gli conferiscono una proprietà leggermente lassativa, il che lo rende adattissimo a controbattere la vita sedentaria e ad aiutare la pigrizia degli intestini.
Alcune persone affermano che lo trovano difficile da digerire: spesso la colpa di questa cattiva digestione è da individuare nel consumo di frutti ghiacciati o di assunzione di molti liquidi quando consumato con cibi salati. Per una migliore digestione è bene evitare di bere molti liquidi con il frutto, che contiene già circa il 90% di acqua, per evitare un'eccesiva diluizione dei succhi gastrici.
| Contenuto nutrizionale per 100 gr. di melone | Vitamine per 100 gr. di melone | Sali Minerali per 100 gr. di melone |
| sali minerali 0,40-0,5% grassi 0,1-0,2% cellulosa 0,5-0,6% pectine 0,1-0,3% acqua 85-92% proteine 0,6-1,2% amido 0,1-0,3% glucosio+fruttosio 3-7% saccarosio 3-9,5% | vitamina A 500-400 (UI) vitamina B1 0,02-0,1 mg vitamina B2 0,01-0,06 mg vitamina B5 0,04-0,3 mg vitamina B6 0,03-0,2 mg acido folico 0,03-0,09 mg vitamina C 6-60 mg vitamina PP 0,2-1 mg inositolo 65 mg | P 7-57 mg K 130-330 mg Ca 5-18 mg Fe 0,2-0,6 mg Mg 8-17 mg Mn 0,04-0,15 mg Na 12-20 mg B 0,11 mg |




