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Avevo già accennato alla viticoltura e all’enologia russa in un articolo di quasi una decina di anni fa. Poi, però, non avevo più avuto l’occasione di approfondire il tema, poiché dopo gli anni di Eltsin ed il crollo dell’URSS stavano subentrando dei cambiamenti di portata fenomenale sul mercato russo, con periodi di capovolgimento dei trend dei consumi, dello scambio con l’estero, della produzione, dei mutamenti della struttura economica che si faticava ad interpretare in quanto gli istituti ed i servizi di analisi ed osservazione rilasciavano dati evidentemente contrastanti fra loro. Sconquassi in pieno corso, dunque, ce ne sono stati. Non sapevano nemmeno da che parte sbattere la testa, basti pensare che il rublo, che prima valeva circa un dollaro, oggi vale 25 volte di meno.
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Putin però è riuscito a stabilizzare la situazione e oggi con Medvedev gli orientamenti sono ormai più chiari ma soprattutto ha cominciato a funzionare l’iniziativa privata e hanno ripreso il controllo di gestione gli istituti statali. È molto interessante perciò quanto sta avvenendo ultimamente in Russia. Secondo il Servizio Statistico Statale, nel 2010 la produzione di birra in Russia ha continuato a diminuire, di circa il 6% rispetto al 2009, mentre la produzione di vodka è cresciuta del 3,7% e quella del vino del 14,5%. Per quanto riguarda il vino, questo tasso corrisponde anche ai dati del suo fatturato commerciale che al dettaglio sono in lenta, ma in rapida crescita. Si produce cioè più vino sul posto, circa 1 miliardo di bottiglie l’anno, con un tasso di crescita medio annuo a partire dal 2000 che viaggia intorno al 14-15%, mentre negli ultimi tre anni si è visto un trend di graduale declino delle importazioni (intorno al 4%, anche se i vermouth e gli spumanti sono stati invece in controtendenza). |
![]() La mappa dei vigneti della Ciscaucasia |
Nel 2010, dunque, la Russia ha saputo condurre al successo la gestione della crisi della caduta del consumo di vino del 2008 e del 2009 per ripristinare il livello e l’andamento precedente. Secondo le analisi dello stesso istituto, è in atto una transizione dei consumatori verso una qualità superiore che influisce sui cambiamenti strutturali dell’intero mercato. La domanda di alta qualità e di prodotti di marca sta diventando sempre più alta e in questa situazione i produttori russi avrebbero potuto trovarsi in una posizione vulnerabile rispetto ai produttori stranieri se non avessero risposto con il miglioramento effettivo della qualità dei loro vini, sia di quelli di largo consumo, sia di quelli pregiati, che in rapporto alla limitata capacità di spesa del salario medio in pratica costano 5 o 6 volte di più che in qualsiasi Paese occidentale.
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Alcuni di questi vini russi cominciano finalmente a duellare nei concorsi e nelle degustazioni con i vini dei tre principali Paesi che dominano le importazioni, che sono (in ordine di volumi) la Bulgaria, l’Italia e la Francia. Prima, sotto il regime sovietico, la parte del leone la facevano invece Moldova, Georgia, Azerbaigian, Armenia ed Ucraina. La Russia oggi ha una superficie vitata di soltanto 200.000 ettari circa, mentre nel 1984 ne aveva 1 milione in più. C’è stata dunque una radicale selezione delle aree più vocate a discapito di altre effettivamente non adatte. A causa delle condizioni climatiche piuttosto estreme del resto del Paese, dove però si coltivano con successo soprattutto degli ibridi, incroci tra vitis amurensis e vitis silvestris con la vitis vinifera da cui si ricavano anche dei vini, i vigneti in Russia sono coltivati da almeno un millennio praticamente soltanto in quattro regioni meridionali alle pendici del Caucaso, bagnate dal Mar d’Azov e dal Mar Nero oppure dal Mar Caspio. Qualche vigneto lo si trova comunque anche nel bacino inferiore del Volga. |
![]() vigneti Stavropol |
Territorio di Krasnodar. È attualmente l’area vitivinicola più grande, dove è concentrato circa il 60% di tutti i vigneti russi. Dalle pianure della sua parte settentrionale (la terra dei cosacchi Kuban) e dalla penisola di Taman si arrampica a meridione sulle alture della Ciscaucasia. Terre in prevalenza nere. Clima caldo e mite con precipitazioni annuali imprevedibili, tra 400 e 1.500 mm. La vitivinicoltura è apparsa due millenni fa, sviluppandosi fino alla dominazione di Turchi, mussulmani e nomadi che la distrussero. Nel XVII secolo, con l’unificazione alla Russia, è rinata un’altra volta, ma una vera fioritura iniziò negli anni del regime sovietico. Le principali varietà di uva: Rhein Riesling, Cabernet Sauvignon, Clairette, Aligoté, Saperavi, Traminer, Pinot Nero, Chasselas. La resa media è di 20 quintali per ettaro
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Territorio di Stavropol. Qui si trova il 13% dei vigneti che fornisce circa il 15% dell’uva da vino in Russia. Lontano da tutti e due i mari, va dalle pianure della sua parte settentrionale fino alle colline delle pendici del Grande Caucaso. Terre in prevalenza nere. Clima caldo e mite con precipitazioni annuali sempre molto limitate, tra 300 e 500 mm. La vitivinicoltura è apparsa tra l’VIII e il X secolo, si è sviluppata con l’unificazione alla Russia nel XVII secolo, ma una vera fioritura iniziò negli anni del regime sovietico. Le principali varietà di uva: Rkatsiteli, Rhein Riesling, Aligoté, Sylvaner, Muscat, Saperavi, Chasselas, Pearl Saba Agadai, Galan. La resa media è di soli 5 quintali per ettaro. Territorio di Rostov. Con i bacini inferiori del Don e del Seversky Donets era questa invece l’area vitivinicola più grande sotto il regime sovietico, dove c'erano 36 grandi produttori con 20.000 ettari di vigneti. Venne quasi tutto devastato con la caduta del regime sovietico, ma col nuovo corso sta riprendendosi piano piano. |
![]() vigneti Abrau Durso |
Daghestan. Ai tempi dell’Unione Sovietica era una delle più grandi regioni di produzione di uva e di vino. Sono anni che la superficie vitata è in forte calo. Molti vigneti sono utilizzati per la produzione di uve da brandy.
I migliori produttori che possiamo trovare in queste quattro regioni vitivinicole si incontrano anche alle degustazioni della capitale ed ai concorsi e sono senz’altro i seguenti (in ordine alfabetico): Abrau-Durso, Avrora (Le Grand Vostock), Gai-Kodzor, Gelendzhik, Fanagoria, Kuban Vino, Myskhako, Russian Azov, Russian Vine, Slavprom (Damanskie vina), Tsimlyanskiye Vina, Villa Romanov, Villa Victoria, Vinodelnya Vedernikov, nonché due piccoli vignaioli con il loro "vin de garage": Gennady Oparin e Janis Karakezidi.
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Alcune delle loro bottiglie vengono spesso premiate in degustazioni fatte con tutti i criteri OIV e qualcuna è sul mercato a prezzi più alti di certe pregiate bottiglie francesi, italiane, spagnole. Sono vini molto diversi dai nostri. Maggiori informazioni sui vini principali
Taman |
![]() vigneti nel Daghestan |
Chyornye glaza
Il suo nome significa “occhi neri” nella lingua russa del Caucaso ed è un vino rosso dolce di colore rubino intenso da uve Cabernet Sauvignon coltivate nel Territorio di Krasnodar, prodotto dal 1949. Tenore alcoolico 16%, zuccheri naturali residui 160 g/l, acidità 5,0 g/l. Le uve vengono raccolte quando il contenuto zuccherino è almeno del 22%, il titolo di acidità è di 6-8 g/l e sono pressate con diraspatura. Il mosto macera per 2 o 3 ore, poi viene fortificato con alcool etilico e lasciato a macerare ancora per 6-7 giorni con follature per 3-4 volte al giorno. Matura 2 anni.
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Sauvignon Gelendzhik
Amber Stavropol |
![]() vigneti sul mar d’Azov |
Praskoveyskoe rosso
Vino rosso dolce di colore dal rubino al rosso rubino scuro fatto da uve Saperavi coltivate nel Territorio di Stavropol, prodotto dal 1949. Tenore alcoolico 16%, zuccheri naturali residui 190 g/l, acidità 4-5 g/l 16%. Le uve vengono raccolte quando il contenuto zuccherino è di almeno il 24-26% e sono pressate con diraspatura. Il vino viene preparato da una macerazione del mosto riscaldato (con periodiche follature), poi viene fortificato con alcool etilico e matura 2 anni.
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Saperavi levokumskoe
Saperavi Beshtau |
![]() alcuni vini rossi della Ciscaucasia |
Terek
Vino dolce di colore ambrato scuro da uve Pinot Grigio coltivate nella zona di Kizlyar in Daghestan, prodotto dal 1949. Tenore alcoolico 16%, zuccheri naturali residui 160 g/l, acidità 6-7 g/l. Le uve vengono raccolte quando il contenuto zuccherino è almeno del 20% e sono pressate con diraspatura. Il mosto macera per 12-18 ore, poi il vino viene fortificato con alcool etilico e matura 2 anni.
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Rubino del Don
Tihij Don |
![]() altri vini rossi della Ciscaucasia |
Slavprom Cabernet rosso secco “kasher”
Vino rosso rubino secco (ma ce n’è anche una versione abboccata) da uve Cabernet coltivate nel Territorio di Krasnodar. Pulito, delicato, gradevole, leggero, schietto. Stile occidentale. Il tenore alcoolico varia tra il 10 ed il 12% a seconda dell’andamento dell’annata. I vini kasher (“kasherne”) sono realizzati secondo le regole sacre del kasherut dell’Antico Testamento. Le vigne, per esempio, ogni 7 anni devono essere lasciate a riposo biologico, le viti devono avere un’età di oltre 4 anni, ad ogni vendemmia si getta in vigna almeno l’1% della produzione di vino per ricordare l’antica tassa per il Tempio. In cantina ogni fase della produzione, dalla pressatura delle uve all’imbottigliamento, va affidata esclusivamente a personale ebreo, il lavaggio di tutti gli impianti in metallo o vetroresina va fatto con acqua bollente e tubi e raccordi in gomma devono essere sempre nuovi. Il rabbino capo è presente durante le varie fasi e provvede a certificare la regolare idoneità della vinificazione nonché il prodotto imbottigliato, attestandone la validità con il sigillo del Rabbinato in etichetta.
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Tarki-Tau
Samur |
![]() ancora altri vini rossi della Ciscaucasia |
Sabnava
Vino rosso dolce di colore dal rubino al rosso rubino scuro, da uve Cabernet e altre varietà locali rosse coltivate nella zona di Derbent in Daghestan, prodotto dal 1960. Tenore alcoolico 16%, zuccheri naturali residui 160 g/l, acidità 5-6 g/l. Le uve vengono raccolte quando il contenuto zuccherino è almeno del 20% e sono pressate con diraspatura. Il mosto è preparato riscaldando la polpa a 50-55 °C e con follature periodiche. Matura 2 anni.
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Krasnodar spumante |
![]() alcuni vini bianchi della Ciscaucasia |
Tsimlyanskoe Igristoje
Vino rosso spumante da uve nere Tsimlyansky Plechistik, Bulanov, Tsimladar coltivate nelle fattorie della regione di Rostov, prodotto dal 1945. Vino di colore da rosso a rosso scuro con riflessi color rubino e granata. La rifermentazione è condotta in autoclave per 20 giorni senza ricorrere al saccarosio, ma aggiungendo vecchie annate di vini secchi e fortificati e lieviti aziendali. Tenore alcoolico 11,5-13,5%, zuccheri naturali residui 80-85 g/l, acidità 5-7 g/l. Perlage fine.
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Tsimlyanskoe Kozache Igristoje |
alcuni vini spumanti della Ciscaucasia |











Massimo
04 marzo 2012
ore 21.41
Interessante. In effetti ho di recente bevuto un cabernet sauvignon della penisola di Taman,e il miglioramento tecnico qualitativo si sente. Diverso dai nostri,ma molto onesto. Sono 19 anni che frequento la Russia,posso dire che tante cose sono cambiate,anche il vino!!