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Salam d'la Juve

I fumatori al ristorante solo per una sveltina?

Le riflessioni del giornalista Giuseppe Cremonesi

I fumatori al ristorante solo per una sveltina?
Le riflession
i del giornalista Giuseppe Cremonesi

Cari lettori,

ricevo e pubblico con piacere una lettera aperta del giornalista Giuseppe Cremonesi indirizzata al nostro collaboratore Mario Crosta circa il suo articolo "Fumo anch'io: no tu no" recentemente pubblicato.

Il Direttore
Fabrizio Penna

Caro collega,
concordo solo in parte sull'argomento fumo. Le cose discutibili sono anzitutto il sostantivo "canea" riservato ai già penalizzati negletti fumatori nei pubblici esercizi. Come se 14 milioni circa di "untori" che latrano ed abbaiano e non avessero pari diritti costituzionali rispetto ai probi non fumatori. Andare al bar o al ristorante ai giorni nostri, scongiurata la "grande fame" nella maggior parte dei casi, non è un obbligo ma un'autogratificazione. Ora il citato ottimo Sirchia, con quella sua aria da buon nonno, dice che la legge che porta il suo nome non è affatto un divieto. Ipocrisia da consumato politico pur non essendolo (si vede che ha imparato presto). Dunque l'autogratificazione cessa e come dici tu, caro collega, questi 14 milioni continueranno a fumare nei cessi perché di fatto di divieto si tratta. Sono d'accordo che il ritardo ad aggiornare le strutture è sia dei titolari dei locali sia della farraginosità della burocrazia che inceppa i più disponibili e volonterosi ad adeguarsi.

Concludo con una considerazione: i conti dei mancati incassi dei pubblici esercizi si faranno a medio termine. Negli Stati dove il proibizionismo, perché ripeto di questo si tratta anche se ipocritamente gli si vuol cambiare nome, i cali di frequentazione e quindi di consumi ci sono stati. (Leggere i dati delle varie Confcommercio d'Europa e Usa). Con buona pace, poi, del non trascurabile valore della Socializzazione, - il maiuscolo per me è d'obbligo - ruolo da sempre svolto dai pubblici esercizi (Ricordi le osterie, i trani, le piole, le trattorie, ma nache gli oratori, i dopolavoro, e via enumerando).

Occorre mi spieghi meglio?
Prevedo mangiata e fuga, caffé e fuga... oppure rapida sosta nei summenzionati cessi o out door dai locali. Insomma, come si diceva noi (credo quasi coetanei) una sveltina! Che lascia spazio e goduria ai salutisti a senso unico ai quali un osservatore attento come te dovrebbe consigliare di stare in questi ambienti ormai ripuliti da scorie nocive per molto, molto tempo. Perché se escono per strada c'è il rischio che transiti qualche centinaia di veicoli...ma questa è un'altra storia.

Ancora una parolina riguardo l'ottimo Sirchia. Il plateale beau geste delle medicine introvabili fornite eccetera, eccetera, ripreso a 9 colonne e telecamere accesse, cozza vistosamente con il rincaro generalizzato dei medicinali (taccquini chiusi e telecamere spente) che il suo Ministero ha autorizzato così come la negazione alla gratuità di taluni medicinali salvavita.

Cordialmente.
Giuseppe Cremonesi - giornalista

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