I fumatori al ristorante solo per una sveltina?
Le riflessioni del giornalista Giuseppe Cremonesi
Cari lettori,
ricevo e pubblico con piacere una lettera aperta del giornalista Giuseppe Cremonesi indirizzata al nostro collaboratore Mario Crosta circa il suo articolo "Fumo anch'io: no tu no" recentemente pubblicato.
Il Direttore
Fabrizio Penna
| Caro collega, Concludo con una considerazione: i conti dei mancati incassi dei pubblici esercizi si faranno a medio termine. Negli Stati dove il proibizionismo, perché ripeto di questo si tratta anche se ipocritamente gli si vuol cambiare nome, i cali di frequentazione e quindi di consumi ci sono stati. (Leggere i dati delle varie Confcommercio d'Europa e Usa). Con buona pace, poi, del non trascurabile valore della Socializzazione, - il maiuscolo per me è d'obbligo - ruolo da sempre svolto dai pubblici esercizi (Ricordi le osterie, i trani, le piole, le trattorie, ma nache gli oratori, i dopolavoro, e via enumerando). Occorre mi spieghi meglio? Ancora una parolina riguardo l'ottimo Sirchia. Il plateale beau geste delle medicine introvabili fornite eccetera, eccetera, ripreso a 9 colonne e telecamere accesse, cozza vistosamente con il rincaro generalizzato dei medicinali (taccquini chiusi e telecamere spente) che il suo Ministero ha autorizzato così come la negazione alla gratuità di taluni medicinali salvavita. Cordialmente. |
