| Oggi è davvero difficile trovare un vino cattivo, ma parallelamente è diventato complicato scoprirne uno realmente "tipico". Infatti gran parte della viticoltura odierna è basata su trattamenti anticrittogamici, diserbanti e concimazioni chimiche che, pur permesse dalla legge, modificano la "vita biologica" dei vigneti azzerando quegli ecosistemi unici ed inimitabili dai quali la vera tipicità si origina. Se a questo si affianca un'enologia tecnologicamente avanzata ma che standardizza il vino il quadro è completo: parlare di tipicità e naturalità diventa sempre più un funambolico esercizio dialettico. Eppure coltivare un’uva naturale, cioè con maggior rispetto per l'ambiente, è soltanto il primo passo, perché il vino è un prodotto di trasformazione che necessita di sensibilità ecologica anche in cantina. Lieviti autoctoni, nessuna presenza di additivi in vinificazione e tecnologia non invadente sono il credo di una nutrita pattuglia di produttori “duri e puri” che in tutto il mondo stanno dimostrando con i fatti che il binomio naturalità e qualità è possibile. Questa rubrica quindicinale si prefigge di presentare i vini di alcuni di loro, che aderiscono ad un capitolato produttivo di autoregolamentazione chiamato "Triple A" (leggi il manifesto delle triple A) | |
| Pubblicato: 01 Giugno 2010 | A cura di Fabrizio Penna |
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| Gioia del Colle Doc Antello delle Murge 2007 Nasce da uve Primitivo 100% con coltivazione naturale tradizionale, da un vigneto di oltre 30 anni di età coltivato ad alberello ad un'altitudine di circa 400 metri sul livello del mare su un terreno argillo-calcareo. Dopo la vendemmia avvenuta a fine Settembre, con una resa di uva per ettaro di circa 40 quintali, i grappoli maturi sono stati diraspapigiati e vinificati in acciaio con lieviti spontanei e lunga macerazione delle bucce superiore ai 20 giorni. E' seguita la maturazione di 22 mesi in legno di piccola e media dimensione, l'imbottigliamento senza alcuna chiarifica e filtrazione e l’affinamento di 6 mesi in bottiglia. Bottiglie prodotte: circa 3.000 Commenti di degustazione: Il colore è rosso rubino molto carico con lievissime note granate, al profumo è aperto e ancora molto fruttato, con ricordi di mora del gelso, di lampone e di prugna, a cui si unisce il tono floreale dell'ibisco e del ciclamino selvatico unito a una nota speziata che spazia dalla liquirizia al chiodo di garofano. Abbinamenti consigliati: Caciocavallo alla brace, primi piatti robusti e saporiti, sia a base di verdura che di carne, arrosti e spiedi, oppure formaggi stagionati. Prezzo medio al pubblico: circa 13,00 € Temperatura di servizio: Servire a 17-19°C Durata prevista: 7-8 anni |
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