Grazie alla meteorologia possibile prevedere e guidare la qualità della vendemmia
Con un anticipo di almeno un mese sarà possibile sapere come sarà la futura annata ed intervenire in vigna per correggerla.
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Un tempo il contadino basava tutto il suo lavoro su osservazioni empiriche che coinvolgevano i sensi e che gli permettevano di scegliere i giusti momenti per effettuare le operazioni agronomiche indispensabili per ottenere un’uva idonea a soddisfare gli obiettivi enologici prefissati. Poi l’osservazione diretta è stata integrata con rilevazioni agrometereologiche effettuate attraverso capannine metereologiche sparse in vigna con rilevamenti costanti delle temperature, dell’umidità, della pressione atmosferica e della piovosità. Ciò ha permesso, a partire dalla fine degli anni ’70, di effettuare interventi sempre più mirati, soprattutto nel campo dei trattamenti antiparassitari, facendo nascere la “lotta guidata”. Naturale evoluzione è stato l’utilizzo di fitofarmaci sempre m eno invasivi dal punto di vista della sostenibilità ambientale, utilizzati in sinergia tra loro, ed è nata la “lotta integrata”. Oggi invece la tecnologia di rilevazione metereologica ha compiuto un ulteriore balzo in avanti ed è possibile non solo il controllo capillare del territorio mediante l’utilizzo dei dati satellitari multispettrali ad alta risoluzione, ma anche l’elaborazione di precise previsioni con almeno un mese di anticipo, che consentono di programmare meglio, e in piccola misura correggere, la qualità della futura vendemmia. |
Lo ha sostenuto il Dott. Giampiero Maracchi, professore ordinario di agrometereologia all’Università di Firenze ed ex direttore dell’Istituto di biometerologia (IBIMET) durante un convegno svolto a Montalcino il 19 Febbraio scorso nell’ambito dell’evento Benvenuto Brunello. “Il clima che avremo in Italia nel mese seguente è strettamente correlato alla rilevazione della temperatura di superficie di alcune specifiche aree dell’oceano Atlantico. Oggi queste rilevazioni sono possibili in tempo reale grazie ai satelliti, quindi basta elaborare i dati attraverso specifice funzioni matematiche per vedersi proiettati nel futuro, cioè verso la previsione di ciò che succederà nel vigneto nei mesi a venire”. Ma non finisce qui, perché il Prof Attilio Scienza, Professore ordinario di viticoltura all’Università di Milano, ha spiegato chiaramente che con le rilevazioni e previsioni agrometereologiche è possibile non solo programmare in anticipo la vendemmia, ottimizzando la composizione chimica delle uve e garantendo in tutte le annate una qualità relativamente costante, ma anche intervenire preventivamente in vigna con precise tecniche agronomiche, differenti e personalizzate a seconda del clima che verrà. Un esempio sono le operazioni di cimatura della vite e di defogliazione che vengono effettuate in estate. |
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Se il decorso del mese a venire sarà fresco e magari piovoso sarà sicuramente utile defogliare maggiormente e lasciare i grappoli liberi ed arieggiati per limitare malattie e permettere alla luce di colpire il grappolo consentendo una migliore maturazione e un maggior accumulo di polifenoli (sostanze coloranti + tannini), per contro se il decorso stagionale si prevede molto caldo e soleggiato meglio intervenire in modo da non lasciare i grappoli troppo esposti al sole onde evitare bruciature della buccia e degradazione dei polifenoli e degli aromi.
Tutto questo è ancora più importante in un contesto climatico che ha visto un aumento medio delle temperature di 1,6°C negli ultimi 10 anni rispetto al decennio precedente.
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Una ricerca scientifica condotta a Montalcino dal Prof. Scienza sulla vendemmia 2010 sostiene che si può programmare in anticipo la raccolta e ciò permetterebbe a ciascun produttore di ottimizzare la composizione chimica dell'uva garantendo quasi in tutte le annate un vino atto al lungo invecchiamento, evitando sovramaturazioni che tolgono finezza al vino e modificano la composizione polifenolica equilibrata che consente al Sangiovese di ottenere una elevata stabilità cromatica nel corso della successiva maturazione in legno e in bottiglie. L’analisi è partita da tre tipologie di dati dell’anno 2010 a Montalcino, comparati con quelli dell’ultimo decennio: quelli meteorologici (quantità, carattere delle piogge e temperature), quelli sulla maturazione enologica e polifenolica dell’uva, che vengono rilevati dal Consorzio in 6 zone di Montalcino nella fase prevendemmiale, e infine quelli derivati dalle analisi sui mosti e i sui vini effettuate dal Consorzio del Brunello nel corso del mese di gennaio. Di qui l’elaborazione del modello che rende possibile prevedere il momento migliore per la vendemmia e quindi anticipare eventuali alterazioni dovute alla troppa o troppo poca permanenza dell’uva in vigna. |
Montalcino intende creare nel prossimo futuro una complessa rete di rilevazione e di previsione metereologica in grado di fornire ai viticoltori tutti gli elementi necessari per svolgere il loro lavoro con il sostegno della scienza, che non vuole sostituirsi alla loro sensibilità contadina ma solo integrarla e valorizzarla ulteriormente.
Fabrizio Penna



