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RiflettoMetro30 Lug 2012

Chi bara nel nostro agroalimentare? Gente di casa nostra, anzi spesso di “cosa”nostra

Vantiamo protezioni con centinaia di Dop, Igp, Stg, Doc, Docg, ecc, senza grandi successi anche perché, dati alla mano, i peggiori malfattori vivono accanto a noi

Dal primo rapporto realizzato da Coldiretti e Eurispes sui crimini agroalimentari in Italia, è emerso che il giro d’affari delle agromafie, ossia delle attività della criminalità nel settore ammonta, al luglio 2012, a 12,5 miliardi di euro. Un paio di conferme dell’ultimissima ora, nonché paradigma del fenomeno, si evince sia dall’arresto nei giorni scorsi di Giuseppe Mandara, titolare di un noto gruppo caseario (patrimonio oltre 100 milioni di euro) che commercializza ogni giorno in Italia e all'estero circa 200 quintali di mozzarella di bufala e altri pregiati formaggi Dop e (molti) pseudo Dop esportandoli fino agli Stati Uniti, al Giappone, alla Russia e alla Nuova Zelanda cui aggiungere l’intervento dei Nas concernente il sequestro di 2.300 prosciutti Dop in una quarantina di stabilimenti di stagionatura emiliani e friulani perché provenienti da maiali nutriti con scarti dell'industria alimentare che dovevano essere smaltiti negli impianti di biogas.
 
Se taroccano una borsa, un vestito, un orologio o un gioiello griffato, l’ingannato (che, diciamocelo, spesso ne è consapevole) può al massimo tentare una sterile denuncia che nel 90% dei casi non avrà alcun esito. Questo sporco business in Italia vale 7 miliardi di euro ed è effettuato perlopiù da gente con gli occhi a mandorla.
Se però ‘sofisticano’ un prosciutto Dop, un formaggio altrettanto Dop, (vedi sopra) olio extravergine o una costosa bottiglia di rosso Docg, coloro che lo effettuano  hanno occhi con un taglio decisamente mediterraneo. Personcine che se ne fregano di mettere a repentaglio la salute.
Sciaguratamente sono veri entrambi i contesti peraltro ampiamente sottostimati.
 
Ammonta a 121 milioni di euro il valore di cibi e bevande sequestrati, lo dice il rapporto presentato pochi giorni fa delle operazioni a tutela della salute dei cittadini effettuate Nas. Nei primi 8 mesi di quest’anno, grazie a 16.804 ispezioni effettuate sono state sequestrate derrate alimentari e bevande per 17,2 milioni di confezioni e per 30.000 tonnellate di prodotti sfusi, con l’arresto di 48 persone e sequestri di cibo e bevande, come detto, per un valore di oltre 121 milioni. Il maggior numero di manette sono scattate nel settore degli oli e grassi con 41 persone interessate, 5 nella ristorazione e 2 nel settore delle carni e degli allevamenti; mentre tra i comparti maggiormente interessati dai sequestri ci sono quelli delle conserve alimentari con il 39,4% del valore, quello delle carni e degli allevamenti con il 25,1%, dei vini e degli alcolici con il 18,8%, del latte e derivati con il 10,9% e quello della ristorazione con l’1,4% del valore sequestrato.

Oasi, Nozze di Cana, Fedro, San Leo, Superciuk, Latte spot, Sint2006, Labirinto, Falsi sapori e Spremuta d’oro sono gli originali nomi di alcune delle operazioni condotte con successo dai Carabinieri dal 2005 ad oggi. Tra le frodi smascherate quella del vino comune illecitamente commercializzato come vino ad Indicazione Geografica, riciclaggio a fini alimentari di sottoprodotti destinati allo smaltimento, commercializzazione di capi bovini fraudolentemente dichiarati appartenenti a razze pregiate come la chianina.
 
C’è anche l’abigeato definizione oggi da Settimana Enigmistica
E’ relativamente recente la notizia di abigeato, reato di cui se ne parlava ai tempi del brigante Gasparone e che nell’epoca di Internet, IPad e del ciclotrone che simula il Big Bang fa sorridere se non fosse tragicamente attuale.
I maledetti falsificatori si impegnano anche a clonare i marchi per timbrare falsi prosciutti di Parma o San Daniele, contraffare olio d’oliva mediante l’utilizzo di oli di semi di soia e/o girasole insaporiti e colorati con betacarotene e clorofilla industriale. Con i rincari nei prezzi degli alimenti aumentano i rischi di frodi e sofisticazioni con l’utilizzazione di ingredienti a basso costo e infima qualità spesso pericolosi per la salute. Lo si evince, ad esempio, dal fatto che sul mercato mondiale si registra un forte aumento delle vendite di surrogati destinati a sostituire il latte nei gelati, formaggi, yogurt e bevande o di sottoprodotti dei cereali una volta utilizzati solo per l'alimentazione animale ma anche di aromi artificiali utilizzati per mascherare la bassa qualità degli alimenti. Tali preoccupazioni, dicono allarmati alla Coldiretti, riguardano anche l'Italia. Il rischio concreto è che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente dall’estero e carni di seconda scelta.
In base all’accordo di collaborazione siglato con i Nas, Coldiretti rimette alle valutazioni del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute le casistiche per le quali ritiene possibile avviare azioni investigative di controllo di prodotti d’importazione per verificarne la non nocività per la salute.
Detto ciò, qualora chi mi legge non fosse né allarmato né preoccupato, potrà inalberarsi (incazzarsi nel linguaggio corrente) leggendo qui di seguito.

Le operazioni effettuate dai Nas
Settore, Ispezioni, Valore sequestri in euro
 
Acque e bibite: 328, 211.862
Alimenti: 26, 50
Alimenti dietetici: 273, 366.500
Carni e allevamenti: 4.655, 30.459.219
Conserve alimentari: 365, 47.761.304
Farine, pane e pasta: 2.532, 1.908.131
Latte e derivati: 1.001, 13.270.120
Mangimi e prodotti zootecnici: 504, 313.705
Oli e grassi: 573, 880.397
Prodotti ittici: 1.171, 941.705
Ristorazione: 4.133, 1.673.028
Salumi e insaccati: 232 197.810
Vini e alcolici: 711, 22.846.168
Zuccheri e sofisticanti: 300, 489.085
Totale: 16.804, 121.319.083
Fonte:elaborazione Coldiretti su dati del Comando dei Carabinieri per la tutela della salute
 
Se Parmisan, Chianti della Napa Valley, extravergine Pompeian sono sofisticazioni estere, ecco allora un po’ di “manipolazioni” nostrane
I dati che riporto sono oggettivamente un po’ vecchiotti ma vale la pena di rammentare “l’abilità” di alcuni operatori nazionali prontissimi a chiedere aiuti e fondi regionali o comunitari. Nel marzo 2005 l’Operazione ‘Oasi’ porta i Nas di Salerno a scoprire 11.000 bottiglie e 1.000 lattine di olio extravergine sofisticato, con relativo sequestro di merci, immobili e mezzi di trasporto per un valore di 4 milioni di euro. Un mese dopo con l’Operazione chiamata evangelicamente ‘Nozze di Cana’ a finire nel mirino dei Nas di Padova è una banda che commercializzava vino da tavola per vino Igt del Veneto, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Prosecco e Chardonnay che ha portato all’arresto quattro persone e al sequestro di 33.000 litri di vino. A dicembre sono i Nas di Bologna a smantellare un’associazione per delinquere che riciclava uova scadute e altri sottoprodotti animali destinati allo smaltimento; il tutto grazie alla compiacenza delle aziende incaricate della loro distruzione. L’Operazione ‘Fedro’ – così battezzata -  si concluse con l’emissione di 19 ordinanze di custodia cautelari e il sequestro di 32 milioni di uova a 9 aziende.
Un anno dopo l’Operazione ‘San Leo’ porta i Nas di Padova a scoprire una società fittizia che acquistava vino da tavola da aziende del Sud senza pagarlo, e lo rivendeva come vino Doc o Igt del Veneto. Bacco al centro anche nell’Operazione ‘Superciuk’ (il dialetto aiuta a chiarire), condotta dai Nas di Alessandria smascherando un’associazione per delinquere specializzata nella contraffazione di vini pregiati come Barolo, Brunello di Montalcino, Barbera d’Asti e Amarone.
L’Operazione ‘Latte Spot’ scopre invece uno smercio illecito di latte senza controllo sanitario a cui venivano aggiunte sostanze vietate. Il tutto per un valore complessivo di 8 milioni di euro, tra formaggio e latte.
Nello stesso anno i Nas di Milano portano a termine l’Operazione ‘Sint’, che alza il velo su una banda specializzata nella commercializzazione di olio extravergine contraffatto nelle attività di ristorazione tra Lombardia, Puglia e Campania.
Quindici persone finiscono invece in manette nell’ottobre nelle Operazioni “False razze bovine” e “Labirinto”. I Nas di Perugia scoprono una gang criminale che vendeva capi bovini spacciandoli per razze pregiate, dalla Chianina alla Marchigiana, utilizzando falsi documenti: 117 i bovini sequestrati.
Di prosciutti non originali si è occupata l’Operazione ‘Falsi Sapori’, eseguita dai Nas di Padova. Le indagini hanno portato al ritrovamento di 1.796 cosce di “Parma” e “San Daniele” contraffatte grazie all’utilizzo di timbri falsificati. Cinque le persone indagate.
Trentanove, invece, le ordinanza di custodia cautelare emesse in seguito all’operazione ‘Spremuta d’oro’, condotta dai Nas di Bari. Nel mirino una combriccola dedita alla sofisticazione e contraffazione dell’olio extra-vergine che veniva miscelato con oli di semi e girasole insaporito e colorato con betacarotene e clorofilla industriale. Le bottiglie venivano poi smerciate usando etichette di fantasia. Sequestrati prodotti, oleifici, aziende e depositi per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.
Tra il 2007 e il 2008 il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha, infine, condotto un monitoraggio mirato al problema della brucellosi negli allevamenti bufalini della provincia di Caserta. Controllate 456 aziende zootecniche bufaline e 164 caseifici/centri di raccolta del latte della provincia di Caserta. Al termine, eseguite 18 ordinanze di custodia cautelare con il sequestro di 1.858 bufale, 300 tonnellate di latte e derivati, nonché 19 caseifici, per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro.
I vigliacchi truffatori nostrani avranno finalmente capito? Macché, recentemente ho fatto ricerche presso alcuni Comandi dell’Arma per aggiornare questi dati e capire se questi obbrobri avranno mai fine. Off the record mi è stato detto con estrema franchezza che, anche complice la crisi economica che ci pervade e la conseguente necessità di risparmiare il più possibile, al contrario, potrebbe esserci una corposa recrudescenza.

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