| Oggi è davvero difficile trovare un vino cattivo, ma parallelamente è diventato complicato scoprirne uno realmente "tipico". Infatti gran parte della viticoltura odierna è basata su trattamenti anticrittogamici, diserbanti e concimazioni chimiche che, pur permesse dalla legge, modificano la "vita biologica" dei vigneti azzerando quegli ecosistemi unici ed inimitabili dai quali la vera tipicità si origina. Se a questo si affianca un'enologia tecnologicamente avanzata ma che standardizza il vino il quadro è completo: parlare di tipicità e naturalità diventa sempre più un funambolico esercizio dialettico. Eppure coltivare un’uva naturale, cioè con maggior rispetto per l'ambiente, è soltanto il primo passo, perché il vino è un prodotto di trasformazione che necessita di sensibilità ecologica anche in cantina. Lieviti autoctoni, nessuna presenza di additivi in vinificazione e tecnologia non invadente sono il credo di una nutrita pattuglia di produttori “duri e puri” che in tutto il mondo stanno dimostrando con i fatti che il binomio naturalità e qualità è possibile. | |
| A cura di Fabrizio Penna |
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| Cerasuolo di Vittoria DOC Pithos 2008 Nasce da uve Frappato di Vittoria 40% e Nero d'Avola 60% coltivate in località Bastonaca a Vittoria nella Sicilia Sud-Orientale su vigneti posti a 230 metri s.l.m. di circa 25 anni di età. Il terreno è di media consistenza, proviene da sabbie sub-appenniniche, di origine pliocenica e di natura calcarea e silicea inframezzato da strati di argilla fresca e compatta e da tufi calcarei. Il sistema di allevamento è a controspalliera con capo a frutto a cm. 50 dal suolo e la resa per ettaro è di 60 quintali per il Frappato e di 70 quintali per il Nero d'Avola. Commenti di degustazione: E' granato carico al colore, con note olfattive che ricordano note passite dove si evidenziano la cilegia e la prugna sotto spirito, con una forte componente speziata che ricorda il chiodo di garofano e la cannella unite a sfumature che portano all'argilla e ai fiori essiccati. In bocca è straordinariamente morbido, quasi dolce, con una struttura ed un alcol importanti ma perfettamente equilibrate. Ritornano le sensazioni di frutta sotto spirito, poi il vino temina con una notevole lunghezza retrogustativa che sfocia in un fondo piacevolmente terroso. Un vino d'altri tempi, un salto verso il passato ma senza rinunciare alla finezza e all'eleganza. Abbinamenti consigliati : Può essere considerato un vino da meditazione oppure essere abbinato ad una cucina di pesce saporita, come la ricciola al cartoccio con pomodorini di Pachino o una teglia di sarde al forno con mollica di pane, oppure abbinato a un pezzo di formaggio tra i quali primeggia il Ragusano stagionato. Temperatura di servizio: Servire a 17-18°C Durata prevista : + 10 anni Prezzo medio al pubblico: circa 16,50 € |
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