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Salam d'la Juve

Mondo Bio18 Gen 2011

Cerasuolo di Vittoria DOC Pithos 2008 - COS

Una vetrina sui migliori vini italiani e stranieri che riescono a coniugare la naturalità con la qualità

Oggi è davvero difficile trovare un vino cattivo, ma parallelamente è diventato complicato scoprirne uno realmente "tipico".
Infatti gran parte della viticoltura odierna è basata su trattamenti anticrittogamici, diserbanti e concimazioni chimiche che, pur permesse dalla legge, modificano la "vita biologica" dei vigneti azzerando quegli ecosistemi unici ed inimitabili dai quali la vera tipicità si origina. Se a questo
si affianca un'enologia tecnologicamente avanzata ma che standardizza il vino il quadro è completo: parlare di tipicità e naturalità diventa sempre più un funambolico esercizio dialettico.
Eppure coltivare un’uva naturale, cioè con maggior rispetto per l'ambiente, è soltanto il primo passo, perché il vino è un prodotto di trasformazione che necessita di sensibilità ecologica anche in cantina.
Lieviti autoctoni, nessuna presenza di additivi in vinificazione e tecnologia non invadente sono il credo di una nutrita pattuglia di produttori “duri e puri” che in tutto il mondo stanno dimostrando con i fatti che il binomio naturalità e qualità è possibile.

In collaborazione con
 
A cura di Fabrizio Penna

 

AZ. AGR. COS
S.P. 3 Acate-Chiaramonte, Km. 14,500 - ACATE (RG) tel.0932/876145

Siamo quasi sull'estrema punta sud orientale della Sicilia e il sapore d'Africa salta addosso non solamente con le  reminescenze delle varie architetture, ma anche con la vegetazione: uliveti, carrubeti, mandorleti,  le vigne,  e  poi il clima da sogno, con tinte cariche di rosso, di ocra, di giallo. E' terra antica: basta scavare con la forchetta, scalfire il suolo per pochi centimetri e può saltare fuori di tutto: dalla moneta greca al coccio protoitalico. “Quello che ci interessava, prima di tutto, era conoscere la mineralità del terreno per capire come influenzava il vitigno. Puntare sul nome del vitigno a volte è rischioso perché il vitigno è itinerante, il suolo no!” afferma con orgoglio Giusto Occhipinti, che assime Giambattista Cilia detto Titta oggi conduce l'azienda Cos. In verità nel 1980 faceva parte della compagnia anche una giovane donna, Pinuccia Strano, che con gli altri due architetti Cilia ed Occhipinti aveva condiviso i banchi di scuola: dalle iniziali dei loro cognomi è nato il nome dell'azienda, che a distanza di trent'anni è diventata una delle realtà più rappresentative ed innovative del panorama enologico siciliano e non solo.
Affascinati dall’impresa hanno investito molto nella cantina, dotandola di modernissime tecnologie: alcuni tra i loro vini oggi fermentano a temperatura controllata e maturano nelle piccole botticelle di rovere, ma altri sono ritornati all'antico sperimentandotra i primi in Italia fermentazione e maturazione nelle anfore di terracotta senza controllare le temperature. Hanno anche capito che bisogna rispettare la natura partendo dal vigneto fino a giungere alla cantina, per cui viticoltura biologica e fermentazioni con lieviti autoctoni sono due dei caratteri distintivi dei vini COS.

Cerasuolo di Vittoria DOC Pithos 2008

Nasce da uve Frappato di Vittoria 40% e Nero d'Avola 60% coltivate in località Bastonaca a Vittoria nella Sicilia Sud-Orientale su vigneti posti a 230 metri s.l.m. di circa 25 anni di età. Il terreno è di media consistenza, proviene da sabbie sub-appenniniche, di origine pliocenica e di natura calcarea e silicea inframezzato da strati di argilla fresca e compatta e da tufi calcarei. Il sistema di allevamento è a controspalliera con capo a frutto a cm. 50 dal suolo e la resa per ettaro è di 60 quintali per il Frappato e di 70 quintali per il Nero d'Avola.
Le uve sono state diraspapigiate e il mosto è fermentato in anfore di terracotta da 400 litri utilizzando i lieviti autoctoni senza controllo della temperatura di fermentazione (che non ha comunque mai superato i 30°). Durante la fermentazione sono state eseguite solo follature per affondare il cappello di vinaccia e le bucce sono state lasciate in macerazione per 5 mesi. Dopo l'eliminazione delle bucce è seguita la maturazione in anfora per un mesee in vasche di cemento per 6 mesi, poi l'imbottigliamento e un ulteriore affinamento di circa 2-4 mesi prima della commercializzazione. Bottiglie prodotte: circa 25.000

Commenti di degustazione: E' granato carico al colore, con note olfattive che ricordano note passite dove si evidenziano la cilegia e la prugna sotto spirito, con una forte componente speziata che ricorda il chiodo di garofano e la cannella unite a sfumature che portano all'argilla e ai fiori essiccati. In bocca è straordinariamente morbido, quasi dolce, con una struttura ed un alcol importanti ma perfettamente equilibrate. Ritornano le sensazioni di frutta sotto spirito, poi il vino temina con una notevole lunghezza retrogustativa che sfocia in un fondo piacevolmente terroso. Un vino d'altri tempi, un salto verso il passato ma senza rinunciare alla finezza e all'eleganza.

Abbinamenti consigliati : Può essere considerato un vino da meditazione oppure essere abbinato ad una cucina di pesce saporita, come la ricciola al cartoccio con pomodorini di Pachino o una teglia di sarde al forno con mollica di pane, oppure abbinato a un pezzo di formaggio tra i quali primeggia il Ragusano stagionato.

Temperatura di servizio: Servire a 17-18°C

Durata prevista : + 10 anni

Prezzo medio al pubblico: circa 16,50 €

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