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| I Bovini |
| Carne tirante fa buon fante. (Boccaccio) |
Attualmente i consumatori preferiscono carni tenere e giovani. Certo non tutte le carni sono uguali, ma dal punto di vista alimentare, i bovini ne offrono comunque tipi per tutti i palati, ognuno con caratteristiche proprie, a seconda della razza ed età degli animali e, naturalmente, di come sono stati allevati. I dati dei nutrizionisti sono confortanti: se gli animali più maturi offrono una maggiore percentuale di grasso, di contro, negli animali giovani e magri (vitello e il vitellone) il contenuto in grasso è ridotto e paragonabile a quello di altre carni magre. Vediamo una classificazione ufficiale delle sei tipologie di animali del settore bovino:
- Vitello (carne bianca): maschio o femmina macellato a 5-6 mesi, quando non è ancora svezzato. Ha carne biancorosea, tendenzialmente magra, poiché la sua alimentazione si basa esclusivamente sul latte o suoi sostituti, e il grasso è bianco. torna all'indice
- Vitellone (carne rossa): maschio (castrato o no) macellato a 16-20 mesi. Ha carne rossorosea, leggermente più grassa (il grasso è bianco e forma venature), ed è il più consumato sulle nostre tavole. Ha carne succulenta, fortificante e nutriente. I suoi pezzi migliori sono di colore rosso vivo, grana serrata e consistente, soda ed elastica, piccoli filetti di grasso (bianchi o leggermente biancastri) che solcano la massa muscolare e spessore esteriore del grasso, di colore bianco o giallo chiaro, che ricopre la superficie della schiena e dei lombi. Le qualità del vitellone gli derivano sia dalla razza dell'animale macellato, sia dall'alimentazione fornitagli durante il periodo dell'ingrassamento. La femmina (detta anche scottona), mai accoppiatasi, è preferita da molti per il suo buono sviluppo muscolare e per la sua elevata tenerezza. torna all'indice
- Manzo (carne rossa): maschio o femmina (non ancora accoppiatasi o gravida entro il 6° mese), macellati tra il 20° mese e fino ai 4 anni d'età. Fino a qualche decennio fa i maschi venivano castrati per aumentarne la crescita muscolare, aumentando però anche la presenza del grasso che la moderna cucina dietetica tende a respingere. Ha carne rossa, soda, buon profumo, consistenza grossolana e grasso tendente al giallo.torna all'indice
- Toro (carne rossa): maschio integro, riconosciuto adatto per la riproduzione e oggi difficilmente macellato. La sua carne giovane somiglia a quella della vacca; quella più vecchia, di colore bruno, è di qualità inferiore. Il grasso tende al giallo.
- Vacca (carne rossa): femmina che ha già partorito o che è in procinto di partorire per la prima volta (giovenca). Ha carne simile a quella degli altri bovini adulti, grana più fine di quella di vitellone e colore meno vivo. Comunque è destinata soprattutto alla trasformazione di prodotti freschi (carne macinata) e di stagionati. torna all'indice
- Bufalo: maschio o femmina, con caratteri similari ai bovini adulti. Queste carni si differenziano dalle altre bovine sia per colore (rosso cupo intenso) sia per superficie (grana più grossolana). Il giovane bufalo, maschio o femmina, si chiama annutolo ed ha carni con caratteri similari al vitello, apprezzate perché magre. torna all'indice
| Le razze |
| Di manzo ben nutrito,/ per farne un buon bollito. (Frugoni) |
Le numerose razze bovine allevate in Italia sono generalmente suddivise per attitudine singola (lattifera o da carne) o duplice (carne e da latte).
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| Le principali razze da carne italiane possono essere ricondotte a sei specie fondamentali, da cui, nonostante la produzione limitata, si ottengono carni di alta qualità
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Podolica Razza tenace e resistente, ha attraversato almeno sei millenni di storia, discendendo dai primi bovini addomesticati dall'uomo nel Medio Oriente. In Italia è allevata soprattutto nei pascoli del Centro Sud (Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria); dà poco latte, destinato alla produzione dei famosi caciocavalli, ma carne rosso chiara e saporita nei vitelli destinati alla macellazione. Per saperne di più clicca qui = torna all'indice
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Maremmana Razza adatta al lavoro nei campi, dal tronco ampio e muscoloso, è una presenza millenaria della Maremma toscana e laziale, fin dal tempo degli allevamenti etruschi, sparsa tra Grosseto, Viterbo, Terni, Roma, Latina, Arezzo, Livorno, Pisa. Allevata allo stato brado, e considerata dagli esperti una delle razze peninsulari più prestigiose, è assai prolifica e resistente. Ha carne gustosa, dal colore rosso carico anche negli esemplari più giovani. Per saperne di più clicca qui = torna all'indice
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Piemontese Trentamila anni fa, in pieno periodo Pleistocenico, una popolazione di derivazione giurassica ed iberica (detta dagli esperti "tauroindica antica") si spostò fino al Piemonte e vi si ambientò. Diecimila anni dopo si incrociò con un gruppo di bovini zebù d'origine pakistana, che attraverso mezza Europa, per la via balcanica, scelse il Piemonte per concludere la sua lenta migrazione. Da siffatto incontro di razze diverse nacque questa forte e antichissima razza dal mantello bianco, che ben s'adatta sia in pianura sia nei pascoli d'alta quota; longeva come poche altre, è presente soprattutto nelle province di Torino, Cuneo, Asti (ma anche in quelle di Alessandria, Vercelli e Novara). è grande fornitrice di carne, che è magra, povera di tendini e di grasso, sapida ed eccellente. C'è poi il "sanato", ovvero il vitello castrato, che è alimentato solo con latte, per ottenere una carne proteica e povera di grasso, tenerissima e apprezzata dai consumatori. torna all'indice
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Pezzata rossa italiana Derivata dalla razza Bernese, la Pezzata rossa (è il colore del suo manto) s'è stanziata inizialmente in Friuli, poi in Alto Adige e nel Cremonese, dove è allevata dall'industria casearia per il suo latte. Nel resto d'Italia, vitelli e vitelloni, che hanno caratteristiche analoghe o superiori a quelle della razza d'origine, forniscono carne rossa, buona e profumata. torna all'indice
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Valdostana pezzata rossa Portata dai Burgundi, nel V secolo, dal nord Europa fino alla Valle d'Aosta questa razza s'è diffusa alla fine dell'Ottocento sulle aree collinari e montagnose di Piemonte e Liguria. è una delle poche razze autoctone a grande attitudine lattifera (il suo latte raggiunge ragguardevole grado di grasso e proteine), che rende bene al macello e offre al consumatore una carne apprezzata ed organoletticamente eccellente. torna all'indice
Razze bovine straniere da carne
- Oltre a Charolaise e Limousine (entrambe francesi e numerose in Italia), troviamo: Hereford (inglese), Aberdeen Angus (scozzese), Shorthorn (inglese), Garonnaise (francese), Blonde D'Aquitaine (francese), Maine d'Anjou (francese). torna all'indice
| Carni bovine IGP |
| Gira su' ceppi accesi/ lo spiedo scoppiettando. (Carducci) |
Vitellone bianco dell'Appennino centrale (leggi il disciplinare di produzione)Le razze chianina, marchigiana e romagnola oltre ad avere significative caratteristiche merceologiche, hanno un'origine ed una storia comune avendo conosciuto l'apice del loro sviluppo durante l'epoca della mezzadria. Si sono cioè formate nella tipica azienda mezzadrile collinare dell'Italia centrale dove sono state prima utilizzate per il lavoro dei campi e poi, a partire dalla metà del 1800, avviate alla selezione come razze specializzate da carne. La carne di Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale è ottenuta da bovini maschi e femmine, di razza pura chianina, marchigiana e romagnola di età compresa tra i 12 e i 24 mesi. L'accrescimento, la conformazione e la composizione delle carcasse di questi bovini derivano dal loro patrimonio genetico, dalle tecniche di allevamento e di alimentazione e sono tali da fornire alle carni caratteristiche qualitative specifiche ed identificabili. I prati ed i pascoli della dorsale appenninica del Centro Italia rappresentano un ecosistema caratterizzato da peculiari condizioni climatiche ed ambientali che determinano lo sviluppo di una produzione floristica tra le più variegate. Tutto ciò contribuisce all'ottenimento di una carne pregiata dal punto di vista nutrizionale ed organolettico. L'area geografica di produzione della carne di vitellone bianco dell' Appennino centrale è rappresentata dal territorio delle province collocate lungo la dorsale appenninica del centro Italia. Più precisamente la zona di produzione è costituita dai territori delle seguenti province: Bologna, Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti, L'Aquila, Campobasso, Isernia, Benevento, Avellino, Frosinone, Rieti, Viterbo, Terni, Perugia, Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Prato, Livorno e Pisa. torna all'indice




