| Oggi è davvero difficile trovare un vino cattivo, ma parallelamente è diventato complicato scoprirne uno realmente "tipico". Infatti gran parte della viticoltura odierna è basata su trattamenti anticrittogamici, diserbanti e concimazioni chimiche che, pur permesse dalla legge, modificano la "vita biologica" dei vigneti azzerando quegli ecosistemi unici ed inimitabili dai quali la vera tipicità si origina. Se a questo si affianca un'enologia tecnologicamente avanzata ma che standardizza il vino il quadro è completo: parlare di tipicità e naturalità diventa sempre più un funambolico esercizio dialettico. Eppure coltivare un’uva naturale, cioè con maggior rispetto per l'ambiente, è soltanto il primo passo, perché il vino è un prodotto di trasformazione che necessita di sensibilità ecologica anche in cantina. Lieviti autoctoni, nessuna presenza di additivi in vinificazione e tecnologia non invadente sono il credo di una nutrita pattuglia di produttori “duri e puri” che in tutto il mondo stanno dimostrando con i fatti che il binomio naturalità e qualità è possibile. Questa rubrica quindicinale si prefigge di presentare i vini di alcuni di loro, che aderiscono ad un capitolato produttivo di autoregolamentazione chiamato "Triple A" (leggi il manifesto delle triple A) | |
| Pubblicato: 15 Giugno 2010 | A cura di Fabrizio Penna |
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Ferdinando Principiano La famiglia Principiano é, sin dagli inizi del ‘900, dedita alla viticoltura ed è da generazioni impegnata sei sette ettari di vigna di sua proprietà. La cantina vera e propria è sorta negli anni ’50 per mano di Americo Principiano mentre dal 1993 è il figlio Ferdinando a occuparsi, con la sempre preziosa esperienza del padre nel lavoro in vigna, della vinificazione di cui ha ridefinito nel 2004 la filosofia e la concezione. Una vinificazione pensata per rispecchiare più da vicino la natura e le caratteristiche del territorio e in onore della quale ha abbandonato i concimi chimici, i diserbanti, i dissecanti e gli antimuffe, ha preferito l’uso di lieviti indigeni, ha proceduto a diradamenti per ottenere rese d’uva da 750 gr. a un massimo di 1,50 Kg. per pianta, ha scelto fermentazioni libere dal controllo della temperatura e dall’utilizzo della solforosa per assecondare uno stile de lavoro più sostenibile e in armonia con l’ambiente e ha optato per rimontaggi manuali. Questi son gli ingredienti della new wave di Ferdinando Principiano: interventi pensati ed essenziali per vini ancora più legati al patrimonio delle Langhe. |
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| Barbera d'Alba 2008 Doc Laura Nasce da uve Barbera 100% proveniente dai vigneti aziendali con coltivazione biologica e biodinamica. La vinificazione prevede una lunga macerazione delle bucce in vasche di acciaio con lieviti spontanei. Segue la maturazione di 10 mesi in acciaio e l’affinamento di 3 mesi in bottiglia. Bottiglie prodotte: circa 10.000 Commenti di degustazione: Il colore è rosso rubino carico con profumo fragrante e fruttato, con ricordi di mora e viola che si fondono con piacevoli sentori di ciliegia marasca. In bocca è piacevolmente "Barbera", cioè sostenuta da una bell'acidità perfettamente integrata ad una buona struttura e ad un alcol ben integrato. Anche dopo la deglutizione rimane una bella lunghezza retrogustativa e un gradevolissimo fondo ammandorlato. Abbinamenti consigliati: Bevuto leggermente rinfrescato è un vino ideae per antipasti a base di salumi e di verdure grigliate, splenddo con primi piatti con sughi a base di carni bianche e con formaggi di media stagionatura, come la robiola di pecora delle Langhe o quella di capra del Monferrato. Prezzo medio al pubblico: circa 13,00 € Temperatura di servizio: Servire a 16-19°C Durata prevista: 5-7 anni |
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