
Negli ultimi tempi continuano in modo allarmante a moltiplicarsi le notizie sui residui di antibiotici evidenziati nelle carni europee allevate in modo intensivo, ma dopo un breve momento di clamore mediatico nessuno se ne ricorda più, perché in fondo siamo convinti che sia il prezzo che occorre pagare pur di continuare a mangiare carne a buon mercato. Ma questa visone non può portare a nulla di buono.
L’ultimo allarme in ordine di data arriva dalla Germania dove l’Associazione per l’Ambiente e per la protezione della Natura (Bund) ha reso noto uno studio condotto nel Nordreno-Westfalia, da cui emerge che il 96% della carne dei polli di allevamento contiene antibiotici, si scende all’82% in Bassa Sassonia, mentre gli antibiotici sono presenti nel 77% per maiali e nel 100% delle aziende di allevamento di vitelli. Naturalmente anche l’81% della carne di tacchino esaminata ne conteneva.
Il problema è che non sono quasi mai presenti dosi elevate di un singolo antibiotico, ma molti micro residui che potenzialmente sono ancora più dannosi, perché sono responsabili della nascita di batteri resistenti agli antibiotici che potrebbero creare gravi danni alla salute umana. D’altronde il problema è ben conosciuto anche a livello europeo se il 18 novembre 2011 è stata istituita la Giornata Europea degli Antibiotici per promuovere un uso consapevole di questi farmaci, che però spesso assumiamo con il cibo senza neanche rendercene conto.
La resistenza dei microrganismi agli antibiotici sta diventando in Europa un problema prioritario di sanità pubblica e i medici sono assai preoccupati poiché negli ultimi anni l'antibiotico-resistenza è aumentata in maniera preoccupante soprattutto nei batteri Gram-negativi (quali Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae), nelle infezioni come la Methicillin-resistant Staphylococcus aureus (MRSA), un ceppo di Stafilococco aureo resistente alla meticillina o verso antibiotici quali cefalosporine di terza generazione e carbapenemi.

In Inghilterra è nata nel 2011
The Alliance to Save our Antibiotics, letteralmente l'alleanza per salvare i nostri antibiotici che vuole impedire l'uso eccessivo degli
antibiotici nell'agricoltura europea e ridurne, dunque, il potenziale impatto sulla salute umana. L’alleanza è composta da tre soggetti, la
Soil Association, la
Compassion in World Farming e la
Sustain.
La Soil Association è stata fondata nel 1946 da un gruppo di agricoltori, scienziati e nutrizionisti i quali videro una forte connessione tra le pratiche agricole, gli allevamenti, la salute umana e ambientale. Oggi la Soil Association è la principale organizzazione organica del Regno Unito e lavora come ente di beneficenza.
Invece nel 1967 un contadino per opporsi al crescente sviluppo dei metodi di agricoltura e allevamenti intensivi, fondò la Compassion World Farming. Oggi l'associazione porta avanti numerose campagne a favore degli animali da allevamento, sottolineando che gli allevamenti intensivi sono i principali responsabili delle crudeltà inflitte agli animali.
La Sustain, infine, è un ente di beneficenza che lavora affinché le imprese producano cibi buoni, facendo scelte concrete verso un ambiente più sostenibile, puntando sulla salute delle persone e degli animali, migliorando la qualità di vita e gli ambienti lavorativi, promuovendo la cultura e l'equità.
Queste tre realtà si sono unite lanciando il 17 novembre 2011 il rapporto
Case Study of a Health Crisis chechiede di dimezzare l'uso di antibiotici negli allevamenti dell'UE entro il 2015.
Ma è proprio impossibile allevare senza usare gli antibiotici? È possibilissimo, ma solo in un allevamento a misura di animale, mentre è quasi impossibile in un allevamento intensivo dove gli animali stipati in uno spazio troppo ristretto ed insalubre per sopravvivere devono essere ospedalizzati dalla nascita al macello. Il problema è che gli allevamenti oggi sono quasi tutti intensivi… Quindi la soluzione è cambiare modo di allevamento e per farlo occorre iniziare a mangiare meno carne ed essere disposti a pagarla di più rispetto ad oggi. In caso contrario chi è causa del suo mal pianga se stesso!