Abbiamo in programmazione corsi nelle seguenti città: Padova , Milano , Trieste

Se desideri ricevere in anteprima per E-mail o per Posta informazioni sui corsi che si svolgeranno nella Tua città, compila l'apposito MODULO DI RICHIESTA

Salam d'la Juve

Vino10 Set 2010

Anche il bianco protegge il cuore

Vino & Salute: anche il bianco protegge il cuore

Per la prima volta una ricerca internazionale condotta su animali dimostra
un'efficacia paragonabile a quella dei vini rossi

Ancora di recente, durante un convegno su vino e salute tenutosi durante il Vinitaly, a chi chiedeva se anche un consumo moderato di vino bianco avesse effetti benefici sulla salute, il relatore piuttosto sconsolatamente doveva riconoscere che i dati epidemiologici in suo possesso non indicavano uno specifico effetto del vino bianco, in quanto, negli studi citati, non era stato convenientemente differenziato il consumo di vino bianco da quello di vino rosso. Il relatore aveva ragione: negli studi epidemiologici (quelli cioè che valutano gli effetti di una sostanza su intere popolazioni per diverso tempo) è già così raro trovare alla voce “consumo di alcol” una distinzione tra superalcolici, birra e vino che ogni ulteriore suddivisione (vino bianco o rosso) spesso appare addirittura superflua. Se è vero, tuttavia, che i dati sull’uomo sono scarsi, è però altrettanto vero che negli ultimi anni prove dell’attività biologica di componenti del vino bianco non sono mancate. In particolare, gli studi del Dipartimento di anatomia umana di Milano in collaborazione con il Dipartimento di neuroscienze-farmacologia dell’Università di Pisa hanno dimostrato come due molecole presenti nel vino bianco, il tirosolo e l’acido caffeico, riescano anche a bassissime dosi a diminuire il rilascio di sostanze infiammatorie da parte dei monociti, un tipo di cellula immunocompetente del sangue. Le stesse due molecole dimostravano inoltre la loro attività antiossidante anche a bassissime dosi, agendo sulle cellule endoteliali, quelle cioè che ricoprono internamente vene e arterie. Questi dati, tuttavia, pur aprendo un nuovo filone di ricerca e indicando alcuni effetti positivi del vino bianco, non erano sufficienti a dimostrarne l’attività specifica. Infatti, sia il tirosolo che l’acido caffeico sono presenti nell’olio extra vergine di oliva, le cui proprietà salutari sono ben note. Si rendeva quindi necessario l’utilizzo del vino bianco “intero” per una conferma, sia pure a livello sperimentale, dei suoi effetti sulla salute. Tale conferma è finalmente arrivata con la pubblicazione di una ricerca congiunta del Dipartimento di anatomia umana dell’Università di Milano con il Cardiovascular research center dell’Università del Connecticut, negli Usa, nella quale si dimostra come, nell’animale, il consumo di vino bianco protegga il cuore dal danno da ischemia-riperfusione, cioè dall’infarto. In effetti i tre vini bianchi in esame (due Tocai e un Verduzzo della zona di Cormons, Friuli) erano in grado di diminuire il danno alle funzioni ventricolari e di ridurre significativamente l’area dell’organo colpita dall’infarto sperimentalmente indotto. Va sottolineato che l’azione protettiva di uno dei tre vini era addirittura paragonabile a quella del vino rosso, e che tale effetto non era dovuto all’alcol, in quanto i tre vini erano stati in precedenza privati della componente alcolica. Per la prima volta quindi una ricerca internazionale dimostra che anche l’assunzione di vino bianco può avere effetti benefici per il sistema cardiovascolare, probabilmente attraverso l’attività antiossidante di alcuni suoi componenti; del resto ad una specifica domanda alcuni mesi or sono, il professor Serge Renaud, scopritore del “French paradox”, rispondeva che, sulla base dei dati in suo possesso, non era possibile discriminare tra vino bianco e rosso e che addirittura, in alcune delle popolazioni studiate, il consumo di vino bianco sembrava essere prevalente. Se è auspicabile che in futuro ulteriori studi nell’uomo possano confermare l’attività benefica di un moderato consumo di vino bianco, sin d’ora possiamo dire che, sulla base dei primi dati “in vitro” e “in vivo”, non esiste differenza tra vini rossi e alcuni vini bianchi . I motivi della diversità di comportamento di vini bianchi provenienti dalla stessa zona, che nello studio medico-biologico non sono stati approfonditi, potrebbero inoltre costituire un interessante spunto per ricerche di tipo enologico.

Alberto Bertelli
Dipartimento di anatomia umana, Università di Milano
Presidente, Sottocommissione vin, nutrition & santé Oiv- Office international de la vigne e du vin

Questo articolo é stato pubblicato su

Commenta

I campi contrassegnati da * sono obbligatori.