Azione protettiva dell'alcol per il diabete
I sorprendenti risultati di un grande studio americano:
il rischio malattia è significativamente più basso nei consumatori moderati e abituali
Gli effetti salutistici del vino sono acquisizioni consolidate da una vasta letteratura scientifica e un consumo moderato di vino è oggi raccomandato alla popolazione dal Sistema sanitario di diversi Paesi. Nuove evidenze continuano ad affiorare nella letteratura internazionale e il produttore vitivinicolo ha necessità di conoscere tempestivamente e senza intermediari o distorsioni ogni novità concernente sia i vantaggi e le opportunità del "bere giusto" sia i problemi del "bere sbagliato".
Il diabete tipo due è quello che insorge nella seconda metà della vita. La frequenza della malattia è in forte aumento, con tre milioni e mezzo di malati in Italia, 22 milioni in Europa, 15 milioni negli Stati Uniti. Essa è salita al settimo posto tra le cause di morte sopra 45 anni e il suo costo negli Usa supera i 90 miliardi di dollari l'anno. Ogni acquisizione su questo problema ha quindi grande rilevanza sociale ed economica.
I medici del Nord America hanno sviluppato un grande studio nazionale basato sui loro dati personali, il "Physicians' Health Study" e proprio in questo giorni si stanno pubblicando i primi risultati sullo stile di vita e l'insorgenza di malattie. In una popolazione di 21.000 medici stabilmente astemi o bevitori moderati si sono sviluppati, nel corso di 12 anni, 766 casi di diabete tipo due. Il rischio della malattia è stato simile per gli astemi e i bevitori "occasionali" (fino a tre bevande alcoliche il mese). Esso era però significativamente più basso a partire da due bevande la settimana, e si è quasi dimezzato nei medici che avevano assunto abitualmente tre bevande il giorno.
Molte indagini epidemiologiche hanno già indicato un maggior rischio di morte da malattia delle coronarie nell'astemio rispetto al bevitore moderato, ma negli studi retrospettivi sulla popolazione generale c'è sempre il pericolo che l'astinenza nasconda altre diversità tra gruppi di persone. Lo studio sul diabete non era invece aperto a tale rischio.
I ricercatori dell'Università di Harvard hanno voluto escludere anche altri fattori di confusione. Il legame protettivo dell'alcol per il diabete è risultato indipendente dall'età, il fumo, il sovrappeso, l'attività fisica, e la storia familiare di diabete. Esso potrebbe essere dovuto all'effetto dell'alcol sulla secrezione di insulina e sulla sensibilità all'ormone.
Anche un secondo studio medico ha indicato nei mesi scorsi il beneficio dall'uso moderato di bevande alcoliche. L'indagine ha osservato la frequenza di morte per coronaropatia nel diabetico. Essa è stata significativamente più bassa nel bevitore moderato rispetto ai diabetici astemi o forti bevitori. L'effetto protettivo dell'alcol è risultato anche qui indipendente dall'età, dal fumo, dal sovrappeso, dal titolo di studio o dal benessere economico del malato. Il segnale che giunge da questi due grossi studi prospettici è forte. Essi supportano la raccomandazione dell'uso moderato di bevande alcoliche nelle linee-guida ufficiali per il diabetico. Ambedue le indagini non hanno fornito per ora dati specifici per il vino, che ha certamente diversi punti di vantaggio potenziale sulle altre bevande alcoliche.
Francesco Orlandi
Francesco Orlandi è professore di Gastroenterologia all'Università di Ancona. Ha pubblicato libri e articoli di ricerca clinica e sperimentale in America ed Europa, in particolare sugli effetti clinici di xenobiotici e nutrienti su fegato e tubo digerente. L'ultimo libro è "Vino, degustare con moderazione", edito dal Gruppo Italiano Vini, Verona 1998. Ha fondato il Dottorato di ricerca "Alimenti e salute" dell'Università degli studi di Ancona. Coordina il gruppo di lavoro "Vino e salute" della Accademia italiana della vite e del vino.
