Il Manifesto dei vini "Tripla A"
Questo
movimento è nato recentemente dalla volontà di Luca Gargano,
uno tra i più capaci e geniali selezionatori di vini stranieri
in Italia e pioniere dell'importazione di vini dai cinque continenti.
Oggi è Presidente della VELIER di Genova.
![]() Luca Gargano durante una degustazione di vini Triple A |
Le
premesse: “A”
come Agricoli - soltanto chi coltiva direttamente il vigneto
può instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, ed ottenere
un’uva sana e matura esclusivamente con interventi agronomici
naturali. |
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I vini Tripla A possono nascere solo: 1°) da produttori agricoltori che coltivano i vigneti senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi rispettando la vite e i suoi cicli naturali. (In pratica occorre seguire le direttive europee previste per l'agricoltura biologica e/o per l'agricoltura biodinamica). 2°) da uve raccolte a maturazione piena. (Cioè perfettamente equilibrate in quei parametri biochimici indispensabili per ottenere un vino naturalmente armonico e pieno). 3°) da uve perfettamente sane. (Bisogna avere il coraggio di scartare le uve attacate da qualsiasi malattia, perchè da esse non si possono mai ottenere vini sani e qualità). 4°) da uve dove il tempo tra la vendemmia e la pressatura è minimo. (E' una regola di base che a volte viene disattesa. Alcuni difetti dei vini nascono da fermentazioni anomale già nei contenitori di raccolta). 5°) da mosti ai quali non venga aggiunta ne’ anidride solforosa ne’ altri additivi. (Possibile solo con uve sane e perfettamente mature). 6°) utilizzando lieviti autoctoni ed escludendo i lieviti selezionati. (I lieviti autoctoni trasmettono al vino un'impronta irripetibile, e si trovano su tutte le uve. Ma se i grappoli non sono perfettamente sani e maturi i lieviti autocnoni non si possono usare. Per facilitare la fermentazione con lieviti autoctoni basta premoltiplicarli creando un "pied de cuve"). 7°) senza interventi chimici o fisici, prima e durante la fermentazione alcolica, diversi dal semplice controllo delle temperature. (Permesse piccole dosi di anidride solforosa dopo la vinificazione per i vini dolci, e prima dell'imbottigliamento per gli altri vini. Sono tassativamente esclusi gli interventi di concentrazione attuati con qualsiasi metodo). 8°) maturando sulle proprie “fecce fini” fino all’imbottigliamento. (Le fecce fini svolgono una funzione di autoprotezione per il vino, ed assicurano maggior stabilità, personalità e longevità) 9°) non modificando nessun parametro chimico. (Se uve e vino sono equilibrati non c'è bisogno di alcuna correzione) 10°) non filtrando o chiarificando prima dell’imbottigliamento o facendolo in modo molto blando. (La filtrazione e la chiarifica impoveriscono il vino, e ne modificano la personalità tanto faticosamente ottenuta in precedenza). |