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AUTOCTONO / ACCESSO ALLA SEZIONE

I vitigni italiani autoctoni

 


 

Il termine autoctono riservato ad un'uva significa che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi al territorio che lo ha ospitato fin quasi a fondersi con esso. Così come accade per i nobili casati, che vantano alberi genealogici che affondano sicuri nei meandri del tempo, anche l'uva autoctona per essere tale deve risiedere nel luogo di origine da parecchi anni.

In Italia possiamo vantare un patrimonio costituito da oltre un centinaio di uve autoctone di consolidata tradizione, alcune molto conosciute, altre in via di estinzione. Per fortuna i vini prodotti con uve autoctone oggi sono di gran moda, perchè sono ricchi di personalità e rappresentano una buona risposta all'omologazione mondiale del gusto.

Dalla collaborazione tra Enotime Magazine e la guida "Vini Buoni d'Italia - Guida ai vitigni autoctoni italiani" (Ed. Gribaudo - Il Gusto) nasce questa rubrica, che ogni settimana Ti guiderà attraverso la conoscenza dei vitigni tradizionali del Paese, e contemporaneamente Ti consiglierà alcuni ottimi produttori "autoctoni DOC" unitamente alle loro migliori bottiglie.

A cura di
Mario Busso
INTRODUZIONE

Il tempo non si ferma e il vino è vivo come la vita. Si evolve seguendo i ritmi naturali del cambiamento. Il vino vive della sensibilità dei produttori e del gusto ed entrambe queste sensazioni si evolvono come la moda, l'arte e qualunque atto creativo.
La natura non fa il vino, è l'uomo che lo crea; la natura fa sì che l'uva marcisca e diventi seme, l'uomo interviene e fa il vino, ma deve essere sempre presente, dalla ricerca clonale alla vinificazione, dall'utilizzazione del vitigno che più si confà alla sua concezione culturale e alle imposizioni ovvie delle leggi del mercato.
Fino a poco tempo fa, per assecondare quello che veniva definito gusto internazionale, i produttori italiani per competere sullo scenario internazionale hanno impiantato i vitigni internazionali più prestigiosi, ottenendo risultati lusinghieri che hanno retto il confronto qualitativo con le produzioni di molti altri paesi.
Oggi è in atto una riflessione importante e molte aziende stanno facendo vini egregi partendo dai vitigni di casa propria, quelli che a buon diritto la storia ampelografica ha fatto entrare nella tradizione. Tutto questo non risponde esclusivamente alla necessità di riposizionare l'immagine del vino italiano, ma soprattutto all'obiettivo di affermare la vera identità della realtà vitivinicola della penisola.
È importante che i produttori nel loro impegno sappiano progettare la loro diversità e, se possibile, la propria unicità, cercando di andare ad occupare nell'immaginario dell'attento consumismo moderno spazi particolari ed esclusivi. L'idea del semplice, del sano, dell'autentico si accompagna a quella di una raffinata sapienza e si oppone alla omogeneizzazione degli odori, dei sapori e dei saperi multicolorati e ambigui dei persuasori occulti o dichiarati.
Il lusso enologico, come quello gastronomico, si sottrae quasi sempre alla "informazione fotocopiata". Il lusso e la rarità di una scelta sono spesso riservati al taccuino della ricerca che affranca la voglia di conoscere partendo sì dai consigli delle guide, ma sapendo soprattutto abdicare ad esse per annotare in autonomia le proprie emozioni e il forte soggettivo edonismo. È questo il modo di soddisfare con più gusto il desiderio di conoscere e degustare un buon vino.

Seleziona dall'indice sottostante i vitigni a cui sei più interessato, troverai molte informazioni curiose e l'indicazione di alcuni tra i produttori più rappresentativi. Buona lettura!

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