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BUONI & CATTIVI - LA SFIDA / VINI SPUMANTI

Brut Ris. 1996 Garofoli sfida Gran Cuvée Brut 1999 Bellavista

 


 

"Il degustatore mascherato ", o meglio " I degustatori mascherati" saranno i nuovi conduttori dell'ormai affermata rubrica "I Buoni & i Cattivi". Alcuni si chiederanno perchè i giornalisti coinvolti si nascondano dietro una maschera. Semplicemente perchè molte buone firme ormai collaborano con le stesse guide che in questa rubrica dovrebbero idealmente mettere alla gogna, quindi ne deriva un palese conflitto di interessi. Enotime Magazine ha quindi deciso di affidare la rubrica a degustatori seri ed equilibrati che, per ragioni di opportunità, abbiamo deciso di non citare.
L'intento de' "I Buoni & i Cattivi" continua ad essere quello di fornire una vera e propria "sguida", segnalando quei vini che non sono riusciti a conquistare le luci della ribalta ma che a nostro giudizio sono altrettanto meritevoli. Ogni mese avverrà una sfida tra un "BUONO", cioé un prodotto valutato ai massimi livelli da almeno una delle principali guide italiane, e un "CATTIVO", un vino emergente che invece non é riuscito a toccare i vertici ma che secondo noi avrebbe meritato più attenzione.
Le nostre recensioni non avranno nessun punteggio, ma si capiranno chiaramente i valori in campo. Le schede saranno sempre corredate da un commento finale e dai prezzi medi di vendita al pubblico: in questo modo ognuno potrà verificare i rapporti qualità/prezzo. Buon divertimento!

Pubblicato: Dicembre 2003

Il Brut Riserva 1996 Garofoli
sfida
il Franciacorta DOCG Brut Gran Cuvèe 1999 Bellavista

PER ENTRARE IN ARGOMENTO....

Alcuni anni fa ebbi un colloquio con il direttore marketing della Dom Perignon. Tra i tanti grafici e dati che mi sottopose ce ne era anche uno che riguardava le bottiglie di champagne prodotte in Francia a partire dal 1756!!!!. Stupefatto da una tale abbondanza storica mi venne in mente la classica domanda da Italiota. “E lo spumante italiano come si posiziona sul mercato mondiale?”
La risposta non lasciò adito a dubbi: “E’ inesistente!”
Oggi rischio di parlare quindi di un soggetto inesistente, anche se le bottiglie che ho davanti hanno un aria molto concreta. In effetti una cosa è il mercato italiano ed una quello internazionale. Qui la Francia svolge un ruolo di battistrada, accanto a nazioni non certo enologicamente all’avanguardia come la Russia che però riescono a produrre decine di milioni di bottiglie di pessimo spumante a prezzi praticamente irrisori. Allargando il quadro vediamo che e uno stato come la Germania (nessuno in Italia se lo immagina!) è ai primi posta per bottiglie vendute. Se poi ci mettiamo che anche il nuovo mondo enologico, grazie soprattutto all’Australia ed agli Stati Uniti, sta prendendo fortemente campo nel settore bollicine ci possiamo rendere conto di come sia agguerrita la concorrenza. In Italia si producono varie tipologie di vini spumanti, secchi e non. Si va dall’Asti Spumante al Prosecco, vini adatti ad un consumo praticamente immediato, sino ai grandi millesimati prodotti con il metodo trazionale, o classico o Champenois (ormai non sappiamo più come chiamarlo!) Se nella fascia medio bassa tutti vini sono prodotti con il metodo Charmat (cioè in autoclave) più o meno lungo in quello di fascia alta la rifermentazione in bottiglia è la prassi. Indubbiamente le migliori zone di produzione di vini spumanti di qualità si trovano nel Nord Italia, specialmente in Trentino, Alto Adige e Lombardia. Si scrive Lombardia ma si legge Franciacorta, sicuramente la zona a più alta concentrazione di ottime bollicine del nostro stivale. Qui si allevano i vitigni principe per queste tipologie di vini: Chardonnay e Pinot Nero, ma anche il Pinot Bianco ha il suo bel ruolo. Vi sono comunque anche altre piccole realtà che si stanno affacciando al mondo degli spumanti di qualità. Una in particolare mi ha particolarmente interessato ed è quella dove le uve Verdicchio la fanno da padrone. La sfida di oggi vedrà quindi un pluriblasonato franciacortino sfidato da un volenteroso spumante metodo classico nato in una zona non certo famosa per le bollicine: le Marche.

LE SCHEDE DEGLI SFIDANTI

Il buono di oggi è veramente la quintessenza della bontà (enologicamente parlando naturalmente). Si tratta di Bellavista, creata dal poliedrico industriale Vittorio Moretti nel 1976. Da allora questa azienda franciacortina ha velocemente raggiunto altissime vette qualitative, mantenendole anche aumentando il numero di bottiglie prodotte. Molto merito di questo va dato a Mattia Vezzola, l’enologo entrato in azienda nel 1981, che ha dato una impronta inconfondibile ai vini che nascono dai quasi 160 ettari (parte di proprietà e parte in affitto) aziendali. Come è oramai tradizione in Franciacorta il vitigno maggiormente piantato in azienda e lo chardonnay, seguito dal Pinot nero e dal Pinot Bianco. Ma parlando di Bellavista non si può non accennare al “Gruppo Moretti” che recentemente si è ampliato anche sul territorio toscano creando Petra, cantina ed azienda di sogno per vini che hanno come scopo quello, appunto, di far sognare. Mi piace qui ricordare anche la Contadi Castaldi, anch’essa franciacortina e specializzata in vini spumanti e la bellissima Albereta. albergo di altissimo livello e soprattutto “buen retiro” per il grande Gualtiero Marchesi. Come vedete, dal poco lontano 1976 Vittorio Moretti ha costruito un vero è proprio impero del piacere enogastronomico, dove Bellavista gioca il ruolo di figlio primogenito. Dalle sue cantine escono circa un milione di bottiglie all’anno: qui la parte del leone (quantitativamente parlando) la svolge la Cuvee Brut ma la gamma aziendale spazia dal Saten, al Pas Operè ed alla Cuvee Rosè. Tutti questi vini vengono prodotti col metodo classico, pardon Franciacorta, ma la cantina propone anche interessanti vini fermi, sia bianchi che rossi.
Il cattivo di questa tornata si trova molto più a sud della Franciacorta. Siamo a Loreto, nelle Marche, dove Garofoli da oltre un secolo produce soprattutto Verdicchio dei Castelli di Jesi. L’azienda non è certamente piccola ed infatti sforna ogni anno oltre due milioni di bottiglie. Dato che possiede solo 50 ettari di vigna, buona parte delle uve vengono da conferitori. Qui siamo di fronte ad una delle peculiarità aziendale: la perfetta conoscenza del territorio che porta Carlo Garofoli (enologo di famiglia) a selezionare, anno dopo anno, ottime partite di uve: ne abbiamo avuta la riprova nell’ “Annus Horribilis” 2002 che ha visto l’azienda presentare il solito ottimo Macrina, un Verdicchio dei Castelli di Jesi “base” di grande qualità, proposto sempre ad un prezzo altamente competitivo. La voglia di spumantizzare è sempre aleggiata in famiglia, ma solo da pochi anni ci si è impegnati seriamente per ottenere prodotti di altissimo livello. Il nostro Brut è ovviamente un metodo classico ma accanto a lui vengono prodotti vini spumanti col metodo charmat che hanno sempre un ottimo rapporto qualità/prezzo. Accanto alla passione per gli spumanti Carlo Garofoli ha anche il pallino dei rossi, soprattutto da uve Montepulciano. Come si può capire siamo di fronte ad una cantina che, come molte altre in zona, è partita dal Verdicchio ed ha poi ampliato nel tempo i propri orizzonti. Veniamo adesso ai punteggi ottenuti dai nostri due sfidanti sulle varie guide. Il Franciacorta Gran Cuvée Brut 1999 impressiona per i riconoscimenti ottenuti: Tre Bicchieri sulla Guida di Slow Food/Gambero Rosso, Cinque grappoli sulla Guida AIS, Tre Stelle azzurre su Veronelli, 17/20 sull’Espresso. Siamo praticamente al plebiscito. Di contro il Brut Riserva 1996 strappa Quattro Grappoli sulla guida AIS, Quattro Stelle su Vini buoni d’Italia, 12/20 sull’Espresso. Il vino non è stato recensito da Gambero Rosso e Veronelli. Sulla carta sembra quindi che il cattivo non abbia speranze!

IL BUONO
IL CATTIVO

Franciacorta DOCG Gran Cuvée Brut 1999
Azienda Agricola Bellavista
Via Bellavista 5
25030 Erbusco (BS)
Tel 030/7762000 - Fax: 030/7760386
E-mail: bellavista@terramoretti.it
Prezzo medio in enoteca: circa 26 Euro

Lo Chardonnay, specie nelle zone calde, porta sempre a vini fermi di ottima struttura e corpo, spesso, molto grassi e opulenti. Quando, da vino fermo, lo chardonnay si trasforma in spumante, queste caratteristiche sembrano quasi ribaltarsi, facendo così nascere vini dalle componenti fruttate molto nette e dalla proverbiale finezza al palato. Inversamente il Pinot Nero, da finissimo rosso si trasforma in potente bianco. La Gran Cuvée 1999, prevalentemente composta da uve chardonnay è quindi figlia di questa “inversione di tendenza caratteriale”. Ma andiamo con ordine. La Franciacorta attuale è il risultato di un’abbastanza recente boom enologico, a cui non sempre è seguito un logico adeguamento del parco vitato. Per questo accanto al Guyot si trovano ancora vecchi sistemi di allevamento, dove il controllo della resa non è certamente facile. In casa Bellavista i vigneti sono praticamente tutti di moderna concezione, le rese vengono tenute basse, ma soprattutto la pianta viene tenuta in equilibrio, il che permette di vendemmiare uve di buona acidità ma anche con importanti componenti fenoliche. La vinificazione avviene in legno, come la gran parte dei vini di casa Moretti e dopo la presa di spuma il vino rimane in bottiglia sui lieviti per circa 36 mesi. Dopo la sboccatura il vino resta ad affinarsi ulteriormente in bottiglia per altri mesi e poi entra in commercio. Il risultato è un vino dal color paglierino brillante con riflessi verdi, che testimoniano l’attuale giovinezza del prodotto. Il perlage è finissimo e la spuma è densa, armonica. Al naso si percepiscono immediatamente le note fruttate dello chardonnay che ben si armonizzano a note floreali. Anche gli aromi derivanti dalla fermentazione fanno il loro gioco, dando al vino note di crosta di pane e di lievito fresco. In bocca il vino dimostra grande finezza con una bella armonia tra acidità e corpo. A dare una bella marcia in più al tutto è il ruolo giocato dalle cremosa spuma e dalle finissime ed intriganti bollicine, che danno al vino una interessante lunghezza.

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L

A

 

S

F

I

D

A

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Brut Riserva 1996
Azienda Garofoli
Via Arno 9
60025 Loreto (AN)
tel. 071/7820162 - fax.071/7821437
E-mail. mail@garofolivini.it
Prezzo medio in enoteca: circa 15 Euro

Conosco poche persone del mondo enologico più gentili e disponibili di Carlo Garofoli. Ma questa gentilezza non deve trarre in inganno. E’ una persona decisa e cocciuta, che quando ha deciso un traguardo deve raggiungerlo a tutti i costi. Ne è una prova questo Brut 1996, che nasce dopo vari tentativi non tutti coronati dallo stesso successo. Ma fare degli spumanti col Verdicchio non è proprio la cosa più semplice di questo mondo. Le uve vanno raccolte con una buona acidità ed un basso PH, ma così si rischia di perdere le caratteristiche principe del vitigno, cioè corpo e pienezza. Se poi ti capitano annate particolari allora tutto si complica. Partiamo infatti dall’annata, che fu indubbiamente strana, tanto che, pur parlando di uve Verdicchio vendemmiate precocemente, queste avevano al loro interno delle tracce di muffa nobile. La vinificazione è stata tradizionalissima: la gran parte si è svolta in vasche di acciaio ma una piccola percentuale ha fermentato in barrique usate. Dopo la fermentazione alcolica il vino ha fatto anche la malolattica è poi è stato assemblato e messo in vasche termocondizionate, al freddo per diversi mesi. La messa in bottiglia è avvenuta praticamente all’inizio dell’inverno seguente e qui il vino è rimasto per oltre cinque anni. Dopo la sboccatura è rimasto in ulteriore affinamento e solo adesso è iniziata la distribuzione. Vediamolo nel bicchiere. Colore paglierino carico con bei riflessi dorati: la spuma è fine e di ottima consistenza e morbidezza. Il naso è forse il punto saliente del vino: accanto a potenti note fruttate mature, dove prevalgono pompelmo e arance si percepisce una nota che spazia dal minerale al botritizzato. Tutte queste sensazione assieme, nette ma ben amalgamate permettono al vino di avere un suo carattere ben preciso e facilmente riconoscibile. In bocca la morbidezza è ottima, ma anche la freschezza e la sapidità non scherzano. Comunque la bella e calda potenza delle uve verdicchio viene fuori benissimo e porta ad un equilibrato finale.

COMMENTO FINALE: Ringrazio Babbo Natale che mi ha permesso di gustare questi due grandi vini. Da anni in Italia (da secoli in Francia!) si ripete che le bollicine non devono essere relegate al ruolo di aperitivo. I nostri due contendenti di oggi ne sono il più classico esempio. La gran Cuvee 1999 è vino di grande finezza che predilige però anche piatti importanti. Sto pensando alla fonduta ma mi accontenterei anche di un bel fagiano arrosto o di una sontuosa caponata. Il Brut 1996 inizia la sua gamma di utilizzo con delle alici marinate per concludersi davanti a dei formaggi di buona stagionatura a pasta piuttosto morbida. Un buon Montasio o un saporito Bra andrebbero a pennello. Generalmente il Franciacorta darà il meglio di se su piatti con importante componente grassa, mentre il Brut 1996, leggermente meno marcato in freschezza, prediligerà piatti che abbiano dalla loro una parte acida.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: Se un giorno, per disgrazia, dovesse scegliere tra l’annusare o bere il vino, sicuramente andrei dalla parte delle sensazioni olfattive. E’ per questo motivo che il Brut 1996 di Garofoli vince la sfida. Il suo naso è quanto di più “cangiantemente intrigante” si possa immaginare. La bocca lo segue bene ma sicuramente al palato La Gran Cuvee 1999 ha maggiori numeri, tra cui una sublime finezza. Il confronto si è deciso veramente sul filo del rasoio ed a far pendere la bilancia dalla parte del vino della famiglia Garofoli è stato anche il prezzo, molto più conveniente del rivale. Comunque, per non sbagliare, chiedeteli tutti e due a Babbo Natale!

Vuoi segnalarmi un vino poco conosciuto ma di grande qualità per le prossime sfide? Scrivimi!

ARCHIVIO ARTICOLI SEZIONE: BUONI & CATTIVI - LA SFIDA
VINI SPUMANTI
  Trento DOC: il Brut 1995 Zeni sfida il Perle' 2002 Ferrari
Metodo classico: Castel Faglia sfida Cavit
Spumante: Gavi La Scolca sfida Franciacorta Bellavista
Alto Adige Arunda Vivaldi sfida Franciacorta Bellavista
Brut Ris. 1996 Garofoli sfida Gran Cuvée Brut 1999 Bellavista
Franciacorta: Monte Rossa sfidato da Barboglio De Gaioncelli
Monsupello Brut Nature sfidato da Velenosi Brut
Ris. Fondatore Ferrari sfidato da Cuvée Pojer & Ssandri
Franciacorta DOCG: Uberti sfidato da Cavalleri
VINI ROSSI
  Barolo 2003: Bel Colle sfida Chiara Boschis
Dogliani DOCG: San Fereolo sfida Abbona Marziano
Aglianico del Vulture: Paternoster sfida Cantine del Notaio
Sangiovesi di Maremma: Colle Massari sfida Le Pupille
Rosso Piceno Sup. 2003: De Angelis sfida Velenosi
Nobile 2003: Le Casalte sfida Asinone di Poliziano
Bolgheri 2003: Argentiera sfida il Sassicaia
Salento: il Terra 2003 sfida il Graticciaia 2001
Montepulciano: il Cerano 2003 sfida il Kurni 2004
Alto Adige: Schiava sfida Pinot Nero
Valpolicella Superiore: Antolini sfida Tenuta S. Antonio
Brunello di Montalcino 2000: Soldera sfida Fanti
Produttori del Barbaresco sfida Angelo Gaja
Chianti Classico: Le Cinciole sfida Il Molino di Grace
Dolcetto 2004: Fratelli Savigliano sfida Pecchenino
Nero d'Avola 2002: Feudo Montoni sfida Firriato
Rosso Conero: Marchetti sfida Fattoria Le Terrazze
Aglianico del Vulture: Cantina di Venosa sfida Basilisco
Nebbioli: Roero 2002 Deltetto sfida Barolo 1999 Clerico
Cannonau: il Carnevale Sedilesu sfida il Turriga Argiolas
Supertuscan 2000: Le Pergole Torte sfida Carbonaione
Valpolicella Superiore: Meroni sfida Romano Dal Forno
Teroldego Rotaliano 2001: Donati sfida Foradori
Vino Nobile di Montepulciano: Salcheto sfida Fattoria del Cerro
Barbaresco DOCG 2000: Marchesi di Gresy sfida Gaja
Sagrantino di Monfefalco: Bea sfida Arnaldo Caprai
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfida Siro Pacenti
Sangiovese di Romagna: Drei Donà sfida San Patrignano
Lagrein Dunkel: C.P. Andriano sfidata da C.P. Termeno
Rosso Piceno: Saladini Pilastri sfidato da Azienda Ciù Ciù
Salento IGT: Masseria Monaci sfidato da Santi Dimitri
Montepulciano d'Abruzzo: Illuminati sfida Masciarelli
Chianti classico: La Massa sfidato da Castellare di Castellina
Barolo DOCG Bussia '98: Prunotto sfidato da F.lli Oddero
Merlot in famiglia: Ronchi di Manzano sfidato da Livon
Dolcetto di Dogliani: Pecchenino sfidato da Quinto Chionetti
Tagli bordolesi: Colterenzio sfidato da Loredan Gasparin
Barbaresco 1998: Fontanabianca sfidato da Cascina Luisin
Montepulciano d'Abruzzo: Masciarelli sfidato da Agriverde
A. A. Cabernet Sauvignon: Tedeschi sfidato da Tiefenbrunner
A. A. Pinot nero: Hofstätter sfidato da Stroblhof
Gravello Librandi sfidato da Simposia Masseria Monaci
Veneroso Tenuta Ghizzano sfidato da S. Leopoldo Il Poggione
Vino Nobile di Montepulciano: Poliziano sfidato da Valdipiatta
Merlot: Fattoria di Petrolo sfidata da Rosa Bosco
Morellino di Scansano: Le pupille sfidato da Moris Farm
Flaccianello della Pieve Fontodi sfidato da A Sirio San Gervaso
S. Leonardo S. Leonardo sfidato da M. Zanella Ca' del Bosco
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfidato da Lisini
A. A. Lagrein: Colterenzio sfidato da H. Plattner Waldgries
Sagrantino: Colpetrone sfidata da Antonelli San Marco
Merlot Planeta sfidato da Nambrost Tenuta di Ghizzano
Fontalloro Felsina sfidato da Sangioveto Badìa a Coltibuono
Taurasi: Feudi San gregorio sfidato da Mastroberardino
Chianti classico: Castello di Brolio sfidato da Castello di Ama
Valtellina Sforzato: Rainoldi sfidato da Triacca
Amarone: Brunelli sfidato da Tedeschi
Salento rosso: Cosimo Taurino sfidato da Vallone
Barolo: Cordero di Montezemolo sfidato da Cascina Ballarin
VINI ROSATI
  Montepulciano Cerasuolo: Zaccagnini sfidato da Pietrantonj
VINI DOLCI
  Marsala Florio sfida Pantelleria Moscato Passito Murana
Passiti: l'Aleatico dell'Elba sfida il Moscato di Pantelleria
Vinsanto toscano: Selvapiana 1997 sfida Avignonesi 1992
Recioto della Valpolicella: Venturini sfidato da Tedeschi
Recioto di Soave: La Cappuccina sfidata da Pieropan
Aureus Niedermayr sfidato da Essenzia Pojer & Sandri
VINI BIANCHI
  Bianchi del Sud: Benito Ferrara sfida Planeta
Il Carso Vitovska Zidarich sfida il Breg Anfora Gravner
Gavi di Gavi 2004: Nicola Bergaglio sfida Villa Sparina
Verdicchio: Accadia sfida Bucci
Fiano 2004: Luigi Maffini sfida Feudi di San Gregorio
Vernaccia di S. Gimignano: Vagnoni sfida Panizzi
Alto Adige Sauvignon: Terlano sfida S. Michele Appiano
Trebbiano d'Abruzzo: Nicodemi sfida Valentini
Vernaccia di S. Gimignano: Montenidoli sfida La Mormoraia
Sauvignon del Friuli: Pierpaolo Pecorari sfida Villa Russiz
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Grancasale sfida Massaccio
Soave DOC: Vicentini Agostino sfida Inama
Chardonnay: Cervaro della Sala sfidato da Lama di Corvo Rivera
Alto Adige Gewürztraminer:Colterenzio sfida Cantina di Termeno
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Bonci sfidato da Moncaro
Super Pinot bianco: Mauro Drius sfidato dalla Cantina di Terlano
Uvaggi friulani: Lis Neris sfidato da Russiz Superiore
Chardonnay 2000: Planeta sfidato da San Lorenzo
A. A. Sauvignon: Peter Dipoli sfidato da C.P. Cornaiano
Trentino Pinot bianco: Longariva sfidata da Ist. Ag. S. Michele
Frascati Superiore: Castel de Paolis sfidato da Fontana Candida
Chardonnay Les Crêtes sfidato da Terre di Franciacorta Gatti
Soave classico superiore : Gini sfidato da Coffele
Tocai friulano: Vigne di Zamò sfidato da Ronchi di Manzano
Collio sauvignon: Venica sfidata da Russiz Superiore
Verdicchio Castelli Jesi: Umani Ronchi sfidato da Cimarelli
Chardonnay friulani: Dorigo sfidato da Pierpaolo Pecorari
A. A. Gewürztraminer: C.P. Termeno sfidata da C.P. Cornaiano
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