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BUONI & CATTIVI - LA SFIDA / VINI ROSSI

Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfida Siro Pacenti

 


 

"Il degustatore mascherato ", o meglio " I degustatori mascherati" saranno i nuovi conduttori dell'ormai affermata rubrica "I Buoni & i Cattivi". Alcuni si chiederanno perchè i giornalisti coinvolti si nascondano dietro una maschera. Semplicemente perchè molte buone firme ormai collaborano con le stesse guide che in questa rubrica dovrebbero idealmente mettere alla gogna, quindi ne deriva un palese conflitto di interessi. Enotime Magazine ha quindi deciso di affidare la rubrica a degustatori seri ed equilibrati che, per ragioni di opportunità, abbiamo deciso di non citare.
L'intento de' "I Buoni & i Cattivi" continua ad essere quello di fornire una vera e propria "sguida", segnalando quei vini che non sono riusciti a conquistare le luci della ribalta ma che a nostro giudizio sono altrettanto meritevoli. Ogni mese avverrà una sfida tra un "BUONO", cioé un prodotto valutato ai massimi livelli da almeno una delle principali guide italiane, e un "CATTIVO", un vino emergente che invece non é riuscito a toccare i vertici ma che secondo noi avrebbe meritato più attenzione.
Le nostre recensioni non avranno nessun punteggio, ma si capiranno chiaramente i valori in campo. Le schede saranno sempre corredate da un commento finale e dai prezzi medi di vendita al pubblico: in questo modo ognuno potrà verificare i rapporti qualità/prezzo. Buon divertimento!

Pubblicato: Ottobre 2003

Il Brunello di Montalcino DOCG 1997 di Casanova di Neri
sfida
il Brunello di Montalcino DOCG 1997 di Siro Pacenti

PER ENTRARE IN ARGOMENTO....

Siamo oramai in zona Cesarini per i vini recensiti presenti nelle guide 2003. Tra pochi giorni si sapranno tutti i vini premiati nelle edizioni 2004 e già qualche guida (Vini Buoni d’Italia e AIS Bibenda n.d.r.) ha diramato un comunicato stampa con i vini coronati. Perciò la rubrica di questo mese ha bisogno di vini che non “scadano” una volta uscite le nuove annate. Abbiamo quindi pensato al Brunello di Montalcino, prendendo in considerazione la migliore annata del decennio: il 1997.
Se si pensa che appena 40 anni fa sul Poggio di Montalcino le aziende vinicole imbottigliatrici si contavano su una mano i dati seguenti vi daranno un quadro abbastanza preciso dell’enorme sviluppo di questo territorio, indubbiamente vocato per la viticoltura.
Aziende produttrici ed imbottigliatrici: 171.
Ettari vitati: circa 1750, di cui quasi 1500 in piena produzione.
Se a questi dati ci aggiungiamo il fatto che il nome Brunello di Montalcino è conosciuto e considerato dalla Groenlandia al Sud Africa il quadro rischia di divenire quasi troppo idilliaco. Ma che cosa ha questo Sangiovese in purezza per essere divenuto in pochi anni uno dei vini di riferimento dell’enologia mondiale?
Sicuramente un territorio eccezionale (fino ad ora conosciuto e sfruttato al meglio solo in parte) una chiarezza enologica che predica e porta avanti il monovitigno ed una grande pubblicità di partenza, quando alcuni grandi nomi (uno su tutti: Banfi!) puntarono su questo angolo di Toscana, facendolo conoscere in tutto il mondo.
Oggi però una buona bottiglia di Brunello di Montalcino, spunta a ristorante prezzi da capogiro e forse è proprio per questo che viene venduta soprattutto all’estero, Stati Uniti in particolare. Ma il Brunello nei prossimi anni dovrà fare i conti con uno sviluppo non sempre ben gestito...
Se oggi infatti si pagano tranquillamente da 25 a 35 Euro in enoteca per un buon Brunello (Riserve e Selezioni escluse) non credo che vi siano più di 50 aziende che valgano queste cifre. Le restanti 120 (la stragrande maggioranza) seguono l’onda e vendono il loro prodotto a prezzi alti spesso più grazie al nome in etichetta che alla qualità effettiva del vino. Questo è e sarà il vero problema futuro, unito aduna produzione in netto aumento che difficilmente potrà far mantenere stabili i livelli di prezzo. L’unica salvezza potrebbe essere nella qualità delle prossime annate, ma il 1998 non è certamente grande e poco meglio si prospetta il 1999.
Anche il 2000 non promette certo i fuochi artificiali, mentre buoni risultati potremmo avere dal 2001, stendendo però un velo pietoso sul 2002.
Detto questo la palla torna ai produttori di Montalcino che dovranno quasi sicuramente rivedere i loro listini ma soprattutto capire (mi rivolgo in particolare alle nuovissime leve) che non basta raccogliere e vinificare sangiovese nel comune di Montalcino per fare un grande rosso!!

LE SCHEDE DEGLI SFIDANTI

Il buono di oggi è una piccola ma blasonatissima azienda con pochi ettari vitati divisi in due appezzamenti. Il primo è contiguo all’azienda ed il secondo si trova nella zona di Sesta, vicino a Castelnuovo dell’Abate. Da queste due proprietà Giancarlo Pacenti, giovane figlio di Siro e “deus ex machina” dell’azienda crea dei blend che portano a vini di grande potenza e struttura, con enormi potenzialità di invecchiamento. Se la vigna viene seguita con attenzione certosina la cantina non è da meno. Probabilmente Giancarlo è stato uno dei primi a Montalcino ad utilizzare la moderna tecnologia in cantina (a partire dalla piagiadiraspatrice soft) e non si è vergognato di chiedere consiglio ad enologi esteri del calibro di Glory. La voglia di sapere, conoscere, confrontare lo ha portato ad allargare di molto il proprio orizzonte professionale e questo ha diretto i suoi vini verso una matrice indubbiamente moderna ma non modernista. Pur avendo come vino di punta il Brunello Giancarlo ha sempre creduto molto anche nel Rosso di Montalcino, di cui è stato anche Presidente del Consorzio. Il suo rosso è anno dopo anno uno dei migliori, avendo al suo attivo anche una notevole capacità di invecchiamento. Complessivamente l’azienda non supera quasi mai le 35.000 bottiglie prodotte. Il Cattivo è anch’essa una nota azienda di Montalcino ma abbastanza più grande. Giacomo Neri, proprietario di Casanova di neri, ha infatti circa 35 ettari vitati e recentemente ha anche piantato alcune parcelle a Cabernet Sauvignon. Ovviamente l’azienda punta fortemente sul Brunello di Montalcino, che viene prodotto sia nella versione “base” che nelle due Selezioni Cerretalto e Tenuta Nuova. Accanto a questi Giacomo produce il Rosso di Montalcino ed è di prossima uscita anche il primo frutto nato dal blend tra Cabernet Sauvignon e Sangiovese. I vigneti si trovano per buona parte nella zona che degrada verso Torrenieri anche se una bella e nuova fetta di vigneti è stata piantata nella zona di Castelnuovo dell’Abate, in posizioni e giaciture che dire eccezionali è dir poco. Pur essendo tra le migliori aziende ilcinesi ha molta voglia di crescere. Ne è prova la nuovissima cantina i cui lavori sono iniziati all’inizio dell’estate e che dovrebbe essere completata nell’arco di un anno. Complessivamente l’azienda produce circa 120.000 bottiglie all’anno.
Per quanto riguarda i punteggi ottenuti Il Brunello 1997 di Pacenti ha ottenuto i tre bicchieri nella guida Slow Food-Gambero Rosso, 17.5 ed il premio Espresso nell’omonima guida. Due stelle rosse nella Guida Veronelli. l’azienda non è recensita sulla guida AIS. Il Brunello 1997 di Casanova di Neri ha avuto due bicchieri sul Gambero Rosso Slow Food, quattro grappoli nella guida AIS e tre stelle blu da Veronelli. Nella guida Espresso non è stato inserito tra i Brunello al di sopra di 12.5.

IL BUONO
IL CATTIVO

Brunello di Montalcino DOCG 1997
Pacenti Siro

Podere Pelagrilli, 53024 Montalcino (SI)
tel 0577848662 - fax 0577846935
E-mail: pacentisiro@libero.it
Prezzo medio in enoteca: 45 Euro

IL Brunello 1997 di Giancarlo Pacenti è sicuramente uno dei suoi migliori prodotti. Uno dei motivi è perchè nasce a diversi anni di distanza dal vino che lo presentò al mondo e cioè il suo Brunello 1990. I sette anni che li separano hanno visto Giancarlo lavorare duramente per creare un proprio stile di vino. Infatti i due terreni su cui si trovano i vigneti hanno caratteristiche molto diverse (più argilloso Pelagrilli, molto più sciolto, con scheletro abbondante l’altro) ed ogni anno si ottengono maturazioni e caratteristiche diverse delle uve. Quindi non basta lavorare bene in vigna, ma occorre anche interpretare al meglio “le voci” che vengono dalle uve in cantina. Per questo si chiedono consulenze a personaggi del calibro di Glory e ci si fa seguire costantemente da bravi enologi come Paolo Vagaggini. In più Giancarlo ci mette del suo. Il risultato è anno dopo anno, un Brunello molto potente, dalla grana tannica quasi esplosiva, che ha bisogno di molto tempo per dare il meglio di se.
L’annata 1997 non si allontana per niente da questo schema, sembra anzi accentuarlo.
Color Rubino estremamente concentrato: al naso si percepiscono chiaramente note tostate e vanigliate, che assieme a liquirizia e tabacco, formano uno spettro aromatico di grande imponenza. Per adesso non spiccano ancora i profumi terziari del sangiovese, ma le finezze aromatiche di questo vitigno hanno bisogno di tempo per esprimersi. In bocca è veramente sontuoso ed imponente, lunghissimo, con un tannino dolce ma ancora leggermente squilibrato ed una marca di legno che questi 6 anni avrebbero dovuto amalgamare meglio al vino. E’ comunque un prodotto di assoluto valore, che porta alto nel mondo il nome di Montalcino.

°°°°°

L

A

 

S

F

I

D

A

°°°°°

Brunello di Montalcino DOCG 1997
Casanova di Neri

Loc Podere Fiesole, 53028 Montalcino
tel.0577834455 - fax. 0577846177
E-mail: giacner@tin.it
Prezzo medio in enoteca: 22 Euro

L’azienda Casanova di Neri ha iniziato alla fine degli anni settanta a produrre ed imbottigliare Brunello di Montalcino. Giacomo Neri, coadiuvato dalla moglie Enrichetta, conduce quest’azienda con una passione che ha pochi riscontri tra i produttori di vino. Potrebbe stare a parlare per ore senza stancarsi, salvo doversi interrompere per andare in vigna o in cantina. I suoi Brunello sono una vera e propria sicurezza qualitativa. Il Brunello 1997 è stato negli ultimi anni superato- in linea teorica- dalle due Selezioni sopra citate, ma è sempre e comunque il vino più prodotto dall’azienda e che forse meglio rappresenta il carattere dei terreni e, perchè no, del proprietario.
Infatti il Brunello viene generalmente considerato da tutti come un vino molto potente e strutturato: all’interno di questa categoria il Brunello di Giacomo, nonostante il proprietario non lo voglia ammettere è invece un vino elegante e fine. Ha forse bisogno di qualche tempo per aprirsi al naso, ma una volta superata questa fase “naturale” esprime con equilibrio le caratteristiche del Sangiovese. Il suo 1997, giovandosi anche dell’eccezionale annata, sviluppa al massimo questa linea.
Color rubino con lieve unghia aranciata. Il naso è sicuramente molto interessante e presenta in successione note di timo, menta e maggiorana, ben fuse al legno. In bocca la struttura tannica è ben presente ma equilibrata, con una dolcezza e rotondità di tannini che possono vantare solo i migliori sangiovese. Non è certamente lunghissimo, ma chiude con una nota fresca che invoglia ad un altro sorso.

COMMENTO FINALE: Nelle piovose sere invernali, con un arrosto girato che cuoce crogiolando nel camino, questi due vini sono i compagni ideali. Magari quello di Pacenti potrebbe anche richiedere del cinghiale in umido, ma la sua moderna rotondità ben lo avvicina anche al fegatello nella rete. Il Brunello di Casanova di Neri è invece perfetto accanto a qualsiasi parte dello spiedo lo si voglia mettere: uccellini, maiale, fagiano, coniglio o fegatello. Se poi la serata prosegue con del formaggio stagionato, magari del Raschera, allora il Brunello di Pacenti tornerà in auge, grazie alla sua pastosità e pienezza.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: Lasciando da parte le future serate davanti al camino mi devo sbilanciare verso il Brunello 1997 di Casanova di Neri. La scelta è dovuta principalmente alla versatilità del vino. Pronto da bere con soddisfazione adesso, ma con grandi possibilità di invecchiamento. Ma forse la cosa che mi colpisce di più in questo vino è la sua eleganza “giocoforza”, che ne fa un vino a cui molti produttori dovrebbero ispirarsi. Se infatti si vuole che tutto il Brunello prodotto venga venduto occorrerà anche farlo bevibile, senza per questo scomodare montagne di barriques.
Il Brunello di Pacenti Siro non è certo di questa categoria, ma è comunque una bellissima “maggiorata” difficile da avvicinare. Al cui cospetto, pur volendo, non riesci a spiccicare parola. Dovremo aspettare almeno 3-4 anni per “invitarla a cena”.

Vuoi segnalarmi un vino poco conosciuto ma di grande qualità per le prossime sfide? Scrivimi!

ARCHIVIO ARTICOLI SEZIONE: BUONI & CATTIVI - LA SFIDA
VINI SPUMANTI
  Trento DOC: il Brut 1995 Zeni sfida il Perle' 2002 Ferrari
Metodo classico: Castel Faglia sfida Cavit
Spumante: Gavi La Scolca sfida Franciacorta Bellavista
Alto Adige Arunda Vivaldi sfida Franciacorta Bellavista
Brut Ris. 1996 Garofoli sfida Gran Cuvée Brut 1999 Bellavista
Franciacorta: Monte Rossa sfidato da Barboglio De Gaioncelli
Monsupello Brut Nature sfidato da Velenosi Brut
Ris. Fondatore Ferrari sfidato da Cuvée Pojer & Ssandri
Franciacorta DOCG: Uberti sfidato da Cavalleri
VINI ROSSI
  Barolo 2003: Bel Colle sfida Chiara Boschis
Dogliani DOCG: San Fereolo sfida Abbona Marziano
Aglianico del Vulture: Paternoster sfida Cantine del Notaio
Sangiovesi di Maremma: Colle Massari sfida Le Pupille
Rosso Piceno Sup. 2003: De Angelis sfida Velenosi
Nobile 2003: Le Casalte sfida Asinone di Poliziano
Bolgheri 2003: Argentiera sfida il Sassicaia
Salento: il Terra 2003 sfida il Graticciaia 2001
Montepulciano: il Cerano 2003 sfida il Kurni 2004
Alto Adige: Schiava sfida Pinot Nero
Valpolicella Superiore: Antolini sfida Tenuta S. Antonio
Brunello di Montalcino 2000: Soldera sfida Fanti
Produttori del Barbaresco sfida Angelo Gaja
Chianti Classico: Le Cinciole sfida Il Molino di Grace
Dolcetto 2004: Fratelli Savigliano sfida Pecchenino
Nero d'Avola 2002: Feudo Montoni sfida Firriato
Rosso Conero: Marchetti sfida Fattoria Le Terrazze
Aglianico del Vulture: Cantina di Venosa sfida Basilisco
Nebbioli: Roero 2002 Deltetto sfida Barolo 1999 Clerico
Cannonau: il Carnevale Sedilesu sfida il Turriga Argiolas
Supertuscan 2000: Le Pergole Torte sfida Carbonaione
Valpolicella Superiore: Meroni sfida Romano Dal Forno
Teroldego Rotaliano 2001: Donati sfida Foradori
Vino Nobile di Montepulciano: Salcheto sfida Fattoria del Cerro
Barbaresco DOCG 2000: Marchesi di Gresy sfida Gaja
Sagrantino di Monfefalco: Bea sfida Arnaldo Caprai
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfida Siro Pacenti
Sangiovese di Romagna: Drei Donà sfida San Patrignano
Lagrein Dunkel: C.P. Andriano sfidata da C.P. Termeno
Rosso Piceno: Saladini Pilastri sfidato da Azienda Ciù Ciù
Salento IGT: Masseria Monaci sfidato da Santi Dimitri
Montepulciano d'Abruzzo: Illuminati sfida Masciarelli
Chianti classico: La Massa sfidato da Castellare di Castellina
Barolo DOCG Bussia '98: Prunotto sfidato da F.lli Oddero
Merlot in famiglia: Ronchi di Manzano sfidato da Livon
Dolcetto di Dogliani: Pecchenino sfidato da Quinto Chionetti
Tagli bordolesi: Colterenzio sfidato da Loredan Gasparin
Barbaresco 1998: Fontanabianca sfidato da Cascina Luisin
Montepulciano d'Abruzzo: Masciarelli sfidato da Agriverde
A. A. Cabernet Sauvignon: Tedeschi sfidato da Tiefenbrunner
A. A. Pinot nero: Hofstätter sfidato da Stroblhof
Gravello Librandi sfidato da Simposia Masseria Monaci
Veneroso Tenuta Ghizzano sfidato da S. Leopoldo Il Poggione
Vino Nobile di Montepulciano: Poliziano sfidato da Valdipiatta
Merlot: Fattoria di Petrolo sfidata da Rosa Bosco
Morellino di Scansano: Le pupille sfidato da Moris Farm
Flaccianello della Pieve Fontodi sfidato da A Sirio San Gervaso
S. Leonardo S. Leonardo sfidato da M. Zanella Ca' del Bosco
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfidato da Lisini
A. A. Lagrein: Colterenzio sfidato da H. Plattner Waldgries
Sagrantino: Colpetrone sfidata da Antonelli San Marco
Merlot Planeta sfidato da Nambrost Tenuta di Ghizzano
Fontalloro Felsina sfidato da Sangioveto Badìa a Coltibuono
Taurasi: Feudi San gregorio sfidato da Mastroberardino
Chianti classico: Castello di Brolio sfidato da Castello di Ama
Valtellina Sforzato: Rainoldi sfidato da Triacca
Amarone: Brunelli sfidato da Tedeschi
Salento rosso: Cosimo Taurino sfidato da Vallone
Barolo: Cordero di Montezemolo sfidato da Cascina Ballarin
VINI ROSATI
  Montepulciano Cerasuolo: Zaccagnini sfidato da Pietrantonj
VINI DOLCI
  Marsala Florio sfida Pantelleria Moscato Passito Murana
Passiti: l'Aleatico dell'Elba sfida il Moscato di Pantelleria
Vinsanto toscano: Selvapiana 1997 sfida Avignonesi 1992
Recioto della Valpolicella: Venturini sfidato da Tedeschi
Recioto di Soave: La Cappuccina sfidata da Pieropan
Aureus Niedermayr sfidato da Essenzia Pojer & Sandri
VINI BIANCHI
  Bianchi del Sud: Benito Ferrara sfida Planeta
Il Carso Vitovska Zidarich sfida il Breg Anfora Gravner
Gavi di Gavi 2004: Nicola Bergaglio sfida Villa Sparina
Verdicchio: Accadia sfida Bucci
Fiano 2004: Luigi Maffini sfida Feudi di San Gregorio
Vernaccia di S. Gimignano: Vagnoni sfida Panizzi
Alto Adige Sauvignon: Terlano sfida S. Michele Appiano
Trebbiano d'Abruzzo: Nicodemi sfida Valentini
Vernaccia di S. Gimignano: Montenidoli sfida La Mormoraia
Sauvignon del Friuli: Pierpaolo Pecorari sfida Villa Russiz
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Grancasale sfida Massaccio
Soave DOC: Vicentini Agostino sfida Inama
Chardonnay: Cervaro della Sala sfidato da Lama di Corvo Rivera
Alto Adige Gewürztraminer:Colterenzio sfida Cantina di Termeno
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Bonci sfidato da Moncaro
Super Pinot bianco: Mauro Drius sfidato dalla Cantina di Terlano
Uvaggi friulani: Lis Neris sfidato da Russiz Superiore
Chardonnay 2000: Planeta sfidato da San Lorenzo
A. A. Sauvignon: Peter Dipoli sfidato da C.P. Cornaiano
Trentino Pinot bianco: Longariva sfidata da Ist. Ag. S. Michele
Frascati Superiore: Castel de Paolis sfidato da Fontana Candida
Chardonnay Les Crêtes sfidato da Terre di Franciacorta Gatti
Soave classico superiore : Gini sfidato da Coffele
Tocai friulano: Vigne di Zamò sfidato da Ronchi di Manzano
Collio sauvignon: Venica sfidata da Russiz Superiore
Verdicchio Castelli Jesi: Umani Ronchi sfidato da Cimarelli
Chardonnay friulani: Dorigo sfidato da Pierpaolo Pecorari
A. A. Gewürztraminer: C.P. Termeno sfidata da C.P. Cornaiano
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