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AUTOCTONO / UVE ROSSE

Il Primitivo

 


 

Il termine autoctono riservato ad un'uva significa che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi al territorio che lo ha ospitato fin quasi a fondersi con esso. Così come accade per i nobili casati, che vantano alberi genealogici che affondano sicuri nei meandri del tempo, anche l'uva autoctona per essere tale deve risiedere nel luogo di origine da parecchi anni.

In Italia possiamo contare su un patrimonio viticolo costituito da oltre un centinaio di uve autoctone di consolidata tradizione, alcune molto conosciute, altre in via di estinzione. Per fortuna i vini prodotti con queste uve oggi sono di gran moda, sia perchè sono ricchi di personalità, sia perchè rappresentano una buona risposta all'omologazione mondiale del gusto.

Dalla collaborazione tra Enotime Magazine e la nuova guida " Vini Buoni d'Italia - Guida ai vitigni autoctoni italiani" (Ed. Gribaudo - Il Gusto) nasce questa rubrica pensata non per gli esperti, ma per gli appassionati e gli enofili curiosi; ogni settimana Ti guiderà attraverso la conoscenza dei vitigni tradizionali del Paese, e contemporaneamente Ti consiglierà alcuni ottimi produttori "autoctoni DOC" unitamente alle loro migliori bottiglie. Buona lettura e... buona degustazione!



Pubblicato il: 16 Settembre 2003

L'uva della settimana è...
IL PRIMITIVO
Si ritiene che il Primitivo abbia origini dalmate. Altre ricerche sostengono invece che sia stato importato in Puglia (la regione italiana in cui è più coltivato) oltre 2000 anni fa. Altri ancora, incluso l'ampelografo Antonio Calò, che si è riproposto di arrivare alla fonte di questa varietà, affermano che il Primitivo arrivò in Puglia alla fine del XVII secolo e che l'area coltivata con questo vitigno subì una forte espansione nel XIX secolo, quando venne piantato nelle vigne decimate dalla fillossera.
Studi compiuti nell'Università di California a Davis hanno stabilito che il Primitivo e lo Zinfadel condividono lo stesso DNA.
Ecco allora il commento di un produttore pugliese: "Sono come due gemelli separati al momento della nascita, uno che cresce a Manhattan e l'altro nel Bronx" (rifiutandosi ovviamente di specificare quale dei due).
L'Unione Europea considera lo Zinfadel e il Primitivo varietà identiche, con la possibilità di usare indifferentemente i due nomi sulle etichette. Il Calò sostiene che la varietà è stata probabilmente portata in California a metà del XIX secolo da Agoston Haraszthy, l'imprenditore ungherese che si occupò in America, tra l'altro, di viticoltura, allevamento, miniere d'oro e politica.
Il successo del Primitivo sui mercati stranieri non è stato immediato, anzi ha impiegato un bel po' di tempo prima di consolidare dietro la sua immagine anche quella del Sud e della Puglia. Dapprima considerato solo adatto come componente migliorativa di altri vini, il Primitivo è adesso una star sulla scena internazionale del vino.
 

Uva Primitivo
I cambiamenti nelle fortune di questa varietà non sono solo dovute al legame con il suo alter ego californiano, ma soprattutto perché si sono verificati importanti interventi nella lavorazione della vite e nella vinificazione. Sono emblematiche la vendemmia precoce e la drastica riduzione delle rese, che hanno portato a vini più morbidi, più fruttati e con un tasso alcolico meno aggressivo.
I produttori stanno anche provando la possibilità di affinare questa varietà nel rovere, anche se a ben vedere il Primitivo è certamente in grado di produrre vini stuzzicanti, fruttati e ben strutturati, senza dover ricorrere all'invecchiamento nella botte.

Il Primitivo in Puglia
La zona del Primitivo di Manduria si trova nella penisola del Salento ed è limitata ad un'area che comprende pochi comuni (tra cui Manduria) nelle province di Taranto e Brindisi. Il vento caldo che soffia permanentemente attraverso la penisola contribuisce a mantenere in salute le vigne impedendo la formazione di muffe, mentre l'estrema diversità di temperatura tra il giorno e la notte fa sì che le uve maturino più lentamente, ma questo non impedisce che raggiungano il pieno sviluppo degli aromi e dei sapori.
Il vino che viene elaborato con base esclusiva di Primitivo è decisamente strutturato con aromi fruttati di more speziate. Ha una gradazione minima di 14° e un invecchiamento obbligatorio di nove mesi. In aggiunta a questa versione secca, ci sono tre versioni dolci: "Dolce naturale" (che ha una gradazione minima di 16° e un periodo obbligatorio di invecchiamento di nove mesi); "Liquoroso dolce naturale" (che ha una gradazione minima di 17,5° e deve essere invecchiato per almeno due anni).
Infine il "Liquoroso secco" (che ha una gradazione minima di 18° e un periodo obbligatorio d'invecchiamento di due anni).
Il Gioia del Colle Primitivo è un vino rosso rubino intenso su fondo violaceo, ha bouquet caldo e aromatico, con sapore pieno e cadenza amabile. Questo vino ha una gradazione minima di 13°. Con due anni d'invecchiamento e una gradazione minima di 14° può essere etichettato "riserva".
Il Primitivo è anche la più importante varietà (con Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro e Malvasia) nel Gioia del Colle Rosso e Rosato.
Inoltre, il Primitivo gioca un ruolo anche nelle seguenti doc pugliesi: Aleatico di Puglia, Gioia del Colle Aleatico Dolce e Liquoroso Dolce Aleatico, Salice Salentino Dolce e Liquoroso Dolce.


Le DOC e DOCG del Primitivo
IN PUGLIA: Gioia del Colle Rosso DOC, Gioia del Colle Primitivo DOC, Primitivo di Manduria DOC (anche nelle versioni dolce e liquoroso)
IN CAMPANIA: Primitivo di Falerno del Massico DOC
Maggiori informazioni sui disciplinari di produzione di queste Denominazioni di Origine? >> DOC Clicca qui >>DOCG Clicca qui

Lo abbino con...
Si sposa bene con le carni rosse arrosto, con gli stufati e con la cacciagione. Ottimo con i formaggi a pasta filata stagioanati (caciocavallo e provole)

Le nostre bottiglie preferite...
Pervini
Via Santo Stasi Primo Z.I.
74024 Manduria (TA)
Tel. 099/9711660 Fax 099/9711530
Vendita diretta: si
Visite su prenotazione: si

La Pervini è il polmone enologico della famiglia Perrucci, nata per la trasformazione di grandi masse da offrire sul mercato nazionale a prezzo competitivo, ha subito negli ultimi anni una notevole trasformazione qualitativa, capace di produrre vini di buonissima qualità, e di competere sui mercati nazionali ed esteri. Di buon livello è il Primitivo di Manduria Archidamo, dove le note spezziate sono ben amalgamate a sentori di frutta rossa matura e confettura.
Bottiglie totali prodotte: 400.000
Vitigni autoctoni coltivati: Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera, Montepulciano

Primitivo di Manduria DOC Archidamo 2001 Prezzo medio enoteca: € 8,00
Le Fabriche
Contrada le Fabriche S.P. Maruggio/Torricella
74020 Maruggio (TA)
Tel. 099/9738284 Fax 099/9738284
Vendita diretta: no
Visite su prenotazione: si

23 ettari di cui 15 vitati e una produzione di 35000 bottiglie, questi i numeri raggiunti in poco meno di 3 anni dalla nuova azienda di Alessia Perrucci. Nata da una joint-venture tra la Perrucci, che ne è anche amministratrice, e la nota azienda di Franciacorta, Barone Pizzini, sta rapidamnte affermandosi come una delle aziende più promettenti di questi ultimi anni Ci è piaciuto particolarmente il Primitivo 2002 per la pulizia nei profumi che regalano un frutto pulito, fresco e dolce. Il palato é appagato da una buna struttura ben bilanciata dall’acidità. Molto equilibrato e piacevole. Senz’altro un buon esempio di vino legato al suo territorio.
Bottiglie totali prodotte: 35.000
Vitigni autoctoni coltivati: Primitivo

Primitivo del Salento IGT 2002 Prezzo medio enoteca: € 16,00
La Corte
Via Trepuzzi
73051 Novoli (LE)
Tel. 055.9707594 Fax 055.9707597
Vendita diretta: si
Visite su prenotazione: si

E’ proprio vero il vino non ha confini, se no come giudicare questo mix internazionale: proprietario armeno, enologo pugliese, consulente australiano, direttore italiano. Non è finita qui: l’azienda proprietaria della tenuta Rendola in Toscana, imbottiglia a Montevarchi il vino che produce in Salento. Detto questo però, dobbiamo anche dire che i vini prodotti sono eccellenti e contrariamente a quello che ci si aspetterebbe, meno internazionali di tanti pugliesi. A noi è piaciuto l’Anfora Zinfandel con i suoi profumi di un frutto fresco e vivace che ricordano la ciliegia e con un corpo pieno, nervoso ed ancora leggermente tannico, vino con un espressione territoriale molto felice. Qualche mese di bottiglia non potrà che ingentilirlo.
Bottiglie prodotte: n.d.
Vitigni autoctoni coltivati: Primitivo, Negroamaro

Puglia IGT Anfora Zinfandel 2002 Prezzo medio enoteca: € 7,50

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