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BUONI & CATTIVI - LA SFIDA / VINI ROSSI

Sangiovese di Romagna: Drei Donà sfida San Patrignano

 


 

"Il degustatore mascherato ", o meglio " I degustatori mascherati" saranno i nuovi conduttori dell'ormai affermata rubrica "I Buoni & i Cattivi". Alcuni si chiederanno perchè i giornalisti coinvolti si nascondano dietro una maschera. Semplicemente perchè molte buone firme ormai collaborano con le stesse guide che in questa rubrica dovrebbero idealmente mettere alla gogna, quindi ne deriva un palese conflitto di interessi. Enotime Magazine ha quindi deciso di affidare la rubrica a degustatori seri ed equilibrati che, per ragioni di opportunità, abbiamo deciso di non citare.
L'intento de' "I Buoni & i Cattivi" continua ad essere quello di fornire una vera e propria "sguida", segnalando quei vini che non sono riusciti a conquistare le luci della ribalta ma che a nostro giudizio sono altrettanto meritevoli. Ogni mese avverrà una sfida tra un "BUONO", cioé un prodotto valutato ai massimi livelli da almeno una delle principali guide italiane, e un "CATTIVO", un vino emergente che invece non é riuscito a toccare i vertici ma che secondo noi avrebbe meritato più attenzione.
Le nostre recensioni non avranno nessun punteggio, ma si capiranno chiaramente i valori in campo. Le schede saranno sempre corredate da un commento finale e dai prezzi medi di vendita al pubblico: in questo modo ognuno potrà verificare i rapporti qualità/prezzo. Buon divertimento!

Pubblicato: Settembre 2003

Il Sangiovese di Romagna Superiore Pruno Riserva 1998 di Drei Donà
sfida
Il Sangiovese di Romagna Superiore Avi Riserva 2000 di San Patrignano

PER ENTRARE IN ARGOMENTO....

Prima di tutto un cordiale saluto a chi mi ha preceduto in questa rubrica che ha lasciato per divenire curatore di una nuova guida: fra poco avremo quindi un testo in più da spulciare attentamente...
Come ogni personaggio mascherato che si rispetti il mio ruolo è quello di provare a sanare qualche torto, anche se soltanto “enologico”. Fa sicuramente parte di questa categoria la nomea che vuole il Sangiovese di Romagna rosso di serie B, vinello scarico per un consumo locale e localistico. Dedicheremo quindi questa rubrica al Sangiovese di Romagna, presentandone due espressioni che, credo, dimostreranno quanto questo vitigno possa dare in terra di Romagna. Alcuni anni fa parlavo con un grande produttore toscano dei cloni di sangiovese che aveva in vigna: la stragrande maggioranza era stata impiantata alla fine degli anni sessanta (momento in cui in Toscana si piantava moltissimo senza sapere nemmeno cosa) e lui mi stupì dicendo “Meno male che il vivaista mi dette molto Sangiovese di Romagna”. Approfondendo l’argomento mi spiegò che si tratta di cloni molto interessanti per la qualità, ma purtroppo spinti verso una produzione esclusivamente quantitativa. Lavorando bene in vigna si ottengono vini che ben poco hanno da invidiare ai più blasonati cugini toscani. Da allora sono passati alcuni anni e, a riprova di quanto detto, vari cloni di Sangiovese di Romagna sono stati piantati in aziende Toscane. Se andiamo infatti a guardare la situazione pedoclimatica del Sangiovese in Romagna ci accorgiamo che molti vigneti si trovano su pendici collinari perfette per questo vitigno. lo stesso clima, caldo ma spesso mitigato da piogge estive e con il mare che per molti chilometri nell’interno porta le sue fresche brezze, è adattissimo alla giusta maturazione dei suoi grappoli. Purtroppo per molti anni si è creduto che bastasse produrre per fare del buon vino, scambiando la più disarmante semplicità per schiettezza e facilità di beva, considerandola come un pregio e non come un difetto correggibile.
Per fortuna da alcuni anni un buon numero di produttori ha iniziato ha lavorare il Sangiovese come Dio comanda ottenendo subito risultati lusinghieri. In alcuni casi si è forse ecceduto nella concentrazione, ottenendo vini molto strutturati e corposi ma fondamentalmente imbevibili. Non è ovviamente il caso dei contendenti di oggi, che presentano entrambi un Sangiovese Superiore, quindi con caratteristiche delle uve che, per disciplinare, devono essere “superiori” alla media.

LE SCHEDE DEGLI SFIDANTI

Il buono di oggi è un buono in tanti sensi. Anche se parliamo di vino non possiamo dimenticarci del fantastico lavoro che la comunità di San Patrignano svolge nel recupero delle tossicodipendenze. Proprio a Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità è dedicato Avi, il vino di cui parleremo. La storia enologica di San Patrignano inizia con i circa 6 ettari che la famiglia Muccioli possedeva sulle colline vicino a Rimini e che sono stati una delle prime fonti di introito della comunità. Intorno a queste vigne, che si trovano a pochi chilometri dal mare e quindi possono beneficiare delle brezze marine, sono sorti negli anni altri vigneti, molti piantati recentemente. Oggi siamo ad oltre sessanta ettari vitati (di cui poco più di venti in piena produzione) ma l’obbiettivo è di arrivare a cento. A San Patrignano si coltiva il Sangiovese ma anche altri vitigni, come il Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot, tutti di chiara marca bordolese. A questi si aggiunge il Sauvignon, da cui nasce un vino chiamato Vintàn. La cantina e la vigna sono da poco tempo in mano ad uno degli enologi più importanti d’Italia, Riccardo Cotarella e quindi possiamo stare certi che la qualità dei vini prodotti è sotto controllo. Complessivamente l’azienda produce oggi circa 60.000 bottiglie di vino ma, con i futuri ampliamenti, l’obbiettivo è di arrivare addirittura a 400.000.
Il cattivo di oggi è la classica azienda di famiglia, quella che serve per andare in estate in campagna, per tenerci i cavalli o per avere il vino da bere in casa per tutto l’anno. Questo doveva essere la Palazza prima che Claudio Drei Donà, l’attuale proprietario, cambiasse radicalmente ogni cosa. Oggi l’azienda ha circa 30 ettari vitati, seguiti e supevisionati personalmente da Claudio ed una cantina modernamente attrezzata sia per la vinificazione che per la maturazione dei vini. Accanto al Sangiovese, che rimane il vitigno principe, sono stati piantati Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Chardonnay. L’interesse per i vitigni autoctoni è comunque dimostrato anche dalla non minimale presenza in vigna di Negretto Longanesi, che entra, assieme ai Cabernets ed al Sangiovese, nell’uvaggio del loro Graf Noir. Claudio sostiene a ragione che il primo basilare passo verso la qualità lo si fa in vigna e quindi siamo di fronte a grande attenzione colturale ed a rese molto basse per ceppo. Per migliorare ulteriormente la qualità è stato chiesta anche la consulenza di uno dei più famosi enologi italiani: Franco Bernabei. Complessivamente l’azienda produce circa 100.000 bottiglie.
Per quanto riguarda i punteggi ottenuti sulle guide L’Avi 2000 ha ricevuto il massimo riconoscimento dalla guida AIS mentre, molto stranamente quella del Gambero Rosso Slow Food ha dato tre bicchieri all’annata precedente il 1999, non prendendo in considerazione il 2000. Su Veronelli l’Avi 2000 ha avuto tre stelle blu, mentre l’Espresso gli ha dato 15/20. IL Pruno 1998 ha ricevuto anch’esso il massimo riconoscimento dalla guida AIS, ma il Gambero Rosso/Slow Food gli ha dato due bicchieri, Veronelli due stelle e l’Espresso 14/20. Il vino di San Patrignano per ora vince ai punti con tre guide su quattro che lo preferiscono ed una che lo mette alla pari dell’altro.

IL BUONO
IL CATTIVO

Sangiovese di Romagna Superiore Avi Riserva 2000
San Patrignano
Via San Patrignano 53, 47852 Ospedaletto di Coriano (RN)
tel.0541362362 - fax.0541756718
E-mail: comm3@sanpatrignano.org
Prezzo del vino in enoteca: 27-30 Euro

L’Avi nasce da un singolo appezzamento di Sangiovese che si trova a 200 metri s.l.m. Il vigneto si estende per circa 2 ettari ed ha una densità di impianto di 4600 piante per ettaro. Siamo di fronte ad un vigneto molto giovane che ha quindi una resa per ceppo molto bassa. Siamo infatti intorno a circa 200 grammi per pianta. Anche di fronte a rese così basse ci permettiamo un piccolo appunto: difficilmente un vino nato da vigne così giovani avrà lunga serbevolezza. La vendemmia è avvenuta nei primi giorni di settembre e la fermentazione con la successiva macerazione si è protratta per circa 20-22 giorni. Dopo la malolattica in vino è andato in barriques per oltre otto mesi. un lungo periodo di bottiglia ha preceduto l’entrata in commercio che, l’azienda dichiara, avverrà proprio in questi giorni. Facendo un inciso mi sembra che alcune guide di settore abbiano recensito troppo presto il vino: infatti appena uno-due mesi dopo il suo arrivo sugli scaffali delle enoteche uscirà la recensione sul 2001, che andrà in commercio tra un anno. Siamo di fronte al classico uovo senza però la Gallina!
Alla nostra degustazione il vino è apparso di un color rubino molto profondo e intenso, con la naso note intense dove la frutta rossa si amalgama a dei buoni sentori di legno. Si sentono infatti note di caffè, di tabacco e di spezie. In bocca è opulento e molto potente, grasso e avvolgente, con i tannini in grande evidenza. In grande evidenza anche i tannini del legno, che per adesso danno una lieve nota asciutta in chiusura.

°°°°°

L

A

 

S

F

I

D

A

°°°°°

Sangiovese di Romagna Superiore Pruno Riserva 1998
Drei Donà - Tenuta La Palazza.
Via del Tesoro 23, Loc. Massa di Vecchiazzano, 47100 Forlì (FC)
tel.0543769371 - fax.0543765049
E-mail: dreidona@tin.it
Costo del vino in enoteca: 22 Euro

La prima cosa che colpisce in questa sfida è la diversità di annata tra i due vini. Ma questo risponde a due filosofie aziendali diverse che portano indubbiamente a prodotti molto lontani tra loro come caratteristiche, da presentare quindi in momenti diversi della loro vita. Il Pruno è infatti un vino che potrei definire austero, i perchè li vedremo più avanti. Nasce da un vigneto di oltre 20 anni, che quindi ha già trovato da tempo il suo naturale equilibrio.Dato che “l’avvento” di Claudio Drei Donà in azienda data infatti una ventina d’anni, questa vigna è stata seguita con molta cura sin dalla sua nascita. la vendemmia è stata effettuata manualmente e la fermentazione è avvenuta in vasche di acciaio a temperatura controllata. Nella successiva primavera, dopo la fermentazione malolattica il vino è stato messo a maturare per 16-18 mesi sia in barrique da 225 che da 350. Dopo l’imbottigliamento il vino ha avuto un ulteriore affinamento in bottiglia di circa 10 mesi.
Quello che è arrivato al mio assaggio è quindi un vino che potremmo definire maturo, ma che non ha niente di negativo legato a questa definizione. Il colore è rubino brillante di ottima profondità. Il naso è sicuramente notevole, con note di marasca e mora che si fondono a sentori di liquirizia e cuoio fresco. In bocca dimostra una grande stoffa con una potenza notevole sempre però “tenuta in linea” da una freschezza incredibile. é indubbiamente molto lungo ed il tannino del legno è perfettamente fuso con quello del vino.

COMMENTO FINALE: Siamo di fronte a due delle massime espressioni del Sangiovese di Romagna. L’Avi è un incontenibile serbatoio di potenza e giovinezza, con una gamma aromatica importante, complessa ma leggermente prevedibile. Avrà sicuramente bisogno di almeno un altro anno di bottiglia per smussare alcune grosse asperità. Trascorso questo periodo potete abbinarlo a degli umidi sia di carne rossa che di cacciagione ed avrete sicuramente un gran risultato. Il Pruno mostra invece una netta ma pacata giovinezza. E’ un vino molto equilibrato, dove tutte le componenti sono al posto giusto. Molto vario al naso è estremamente netto e pulito in bocca. Potrà evolversi per diversi anni e darà soddisfazioni durante tutto l’arco della sua vita. Abbinatelo tranquillamente anche a dei formaggi di vacca molto stagionati e non ve ne pentirete.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: Arrivati al momento di dare il verdetto il mio giudizio propende verso il Pruno per più motivi. Lo trovo intanto molto più rotondo ed armonico dell’Avi che, quasi per assurdo, viene penalizzato dai due anni in meno all’anagrafe. Infatti certi vini di grandissima muscolarità avrebbero bisogno di un lungo, meglio lunghissimo periodo di affinamento prima di entrare in commercio. Il Pruno 1998 è vino di ottimo godimento già ora, mentre l’Avi lo sarà solo fra qualche anno, se nel frattempo avrà avuto la giusta evoluzione (vedi vigne giovani). Un altro punto a vantaggio del Pruno è la finezza che si percepisce sia al naso che in bocca. Last, but not least il prezzo ed il fatto che del Pruno vengono prodotte quasi 25.000 bottiglie, mentre dell’Avi solo 3000. Anche la quantità ha la sua importanza.

Vuoi segnalarmi un vino poco conosciuto ma di grande qualità per le prossime sfide? Scrivimi!

ARCHIVIO ARTICOLI SEZIONE: BUONI & CATTIVI - LA SFIDA
VINI SPUMANTI
  Trento DOC: il Brut 1995 Zeni sfida il Perle' 2002 Ferrari
Metodo classico: Castel Faglia sfida Cavit
Spumante: Gavi La Scolca sfida Franciacorta Bellavista
Alto Adige Arunda Vivaldi sfida Franciacorta Bellavista
Brut Ris. 1996 Garofoli sfida Gran Cuvée Brut 1999 Bellavista
Franciacorta: Monte Rossa sfidato da Barboglio De Gaioncelli
Monsupello Brut Nature sfidato da Velenosi Brut
Ris. Fondatore Ferrari sfidato da Cuvée Pojer & Ssandri
Franciacorta DOCG: Uberti sfidato da Cavalleri
VINI ROSSI
  Barolo 2003: Bel Colle sfida Chiara Boschis
Dogliani DOCG: San Fereolo sfida Abbona Marziano
Aglianico del Vulture: Paternoster sfida Cantine del Notaio
Sangiovesi di Maremma: Colle Massari sfida Le Pupille
Rosso Piceno Sup. 2003: De Angelis sfida Velenosi
Nobile 2003: Le Casalte sfida Asinone di Poliziano
Bolgheri 2003: Argentiera sfida il Sassicaia
Salento: il Terra 2003 sfida il Graticciaia 2001
Montepulciano: il Cerano 2003 sfida il Kurni 2004
Alto Adige: Schiava sfida Pinot Nero
Valpolicella Superiore: Antolini sfida Tenuta S. Antonio
Brunello di Montalcino 2000: Soldera sfida Fanti
Produttori del Barbaresco sfida Angelo Gaja
Chianti Classico: Le Cinciole sfida Il Molino di Grace
Dolcetto 2004: Fratelli Savigliano sfida Pecchenino
Nero d'Avola 2002: Feudo Montoni sfida Firriato
Rosso Conero: Marchetti sfida Fattoria Le Terrazze
Aglianico del Vulture: Cantina di Venosa sfida Basilisco
Nebbioli: Roero 2002 Deltetto sfida Barolo 1999 Clerico
Cannonau: il Carnevale Sedilesu sfida il Turriga Argiolas
Supertuscan 2000: Le Pergole Torte sfida Carbonaione
Valpolicella Superiore: Meroni sfida Romano Dal Forno
Teroldego Rotaliano 2001: Donati sfida Foradori
Vino Nobile di Montepulciano: Salcheto sfida Fattoria del Cerro
Barbaresco DOCG 2000: Marchesi di Gresy sfida Gaja
Sagrantino di Monfefalco: Bea sfida Arnaldo Caprai
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfida Siro Pacenti
Sangiovese di Romagna: Drei Donà sfida San Patrignano
Lagrein Dunkel: C.P. Andriano sfidata da C.P. Termeno
Rosso Piceno: Saladini Pilastri sfidato da Azienda Ciù Ciù
Salento IGT: Masseria Monaci sfidato da Santi Dimitri
Montepulciano d'Abruzzo: Illuminati sfida Masciarelli
Chianti classico: La Massa sfidato da Castellare di Castellina
Barolo DOCG Bussia '98: Prunotto sfidato da F.lli Oddero
Merlot in famiglia: Ronchi di Manzano sfidato da Livon
Dolcetto di Dogliani: Pecchenino sfidato da Quinto Chionetti
Tagli bordolesi: Colterenzio sfidato da Loredan Gasparin
Barbaresco 1998: Fontanabianca sfidato da Cascina Luisin
Montepulciano d'Abruzzo: Masciarelli sfidato da Agriverde
A. A. Cabernet Sauvignon: Tedeschi sfidato da Tiefenbrunner
A. A. Pinot nero: Hofstätter sfidato da Stroblhof
Gravello Librandi sfidato da Simposia Masseria Monaci
Veneroso Tenuta Ghizzano sfidato da S. Leopoldo Il Poggione
Vino Nobile di Montepulciano: Poliziano sfidato da Valdipiatta
Merlot: Fattoria di Petrolo sfidata da Rosa Bosco
Morellino di Scansano: Le pupille sfidato da Moris Farm
Flaccianello della Pieve Fontodi sfidato da A Sirio San Gervaso
S. Leonardo S. Leonardo sfidato da M. Zanella Ca' del Bosco
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfidato da Lisini
A. A. Lagrein: Colterenzio sfidato da H. Plattner Waldgries
Sagrantino: Colpetrone sfidata da Antonelli San Marco
Merlot Planeta sfidato da Nambrost Tenuta di Ghizzano
Fontalloro Felsina sfidato da Sangioveto Badìa a Coltibuono
Taurasi: Feudi San gregorio sfidato da Mastroberardino
Chianti classico: Castello di Brolio sfidato da Castello di Ama
Valtellina Sforzato: Rainoldi sfidato da Triacca
Amarone: Brunelli sfidato da Tedeschi
Salento rosso: Cosimo Taurino sfidato da Vallone
Barolo: Cordero di Montezemolo sfidato da Cascina Ballarin
VINI ROSATI
  Montepulciano Cerasuolo: Zaccagnini sfidato da Pietrantonj
VINI DOLCI
  Marsala Florio sfida Pantelleria Moscato Passito Murana
Passiti: l'Aleatico dell'Elba sfida il Moscato di Pantelleria
Vinsanto toscano: Selvapiana 1997 sfida Avignonesi 1992
Recioto della Valpolicella: Venturini sfidato da Tedeschi
Recioto di Soave: La Cappuccina sfidata da Pieropan
Aureus Niedermayr sfidato da Essenzia Pojer & Sandri
VINI BIANCHI
  Bianchi del Sud: Benito Ferrara sfida Planeta
Il Carso Vitovska Zidarich sfida il Breg Anfora Gravner
Gavi di Gavi 2004: Nicola Bergaglio sfida Villa Sparina
Verdicchio: Accadia sfida Bucci
Fiano 2004: Luigi Maffini sfida Feudi di San Gregorio
Vernaccia di S. Gimignano: Vagnoni sfida Panizzi
Alto Adige Sauvignon: Terlano sfida S. Michele Appiano
Trebbiano d'Abruzzo: Nicodemi sfida Valentini
Vernaccia di S. Gimignano: Montenidoli sfida La Mormoraia
Sauvignon del Friuli: Pierpaolo Pecorari sfida Villa Russiz
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Grancasale sfida Massaccio
Soave DOC: Vicentini Agostino sfida Inama
Chardonnay: Cervaro della Sala sfidato da Lama di Corvo Rivera
Alto Adige Gewürztraminer:Colterenzio sfida Cantina di Termeno
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Bonci sfidato da Moncaro
Super Pinot bianco: Mauro Drius sfidato dalla Cantina di Terlano
Uvaggi friulani: Lis Neris sfidato da Russiz Superiore
Chardonnay 2000: Planeta sfidato da San Lorenzo
A. A. Sauvignon: Peter Dipoli sfidato da C.P. Cornaiano
Trentino Pinot bianco: Longariva sfidata da Ist. Ag. S. Michele
Frascati Superiore: Castel de Paolis sfidato da Fontana Candida
Chardonnay Les Crêtes sfidato da Terre di Franciacorta Gatti
Soave classico superiore : Gini sfidato da Coffele
Tocai friulano: Vigne di Zamò sfidato da Ronchi di Manzano
Collio sauvignon: Venica sfidata da Russiz Superiore
Verdicchio Castelli Jesi: Umani Ronchi sfidato da Cimarelli
Chardonnay friulani: Dorigo sfidato da Pierpaolo Pecorari
A. A. Gewürztraminer: C.P. Termeno sfidata da C.P. Cornaiano
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