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BUONI & CATTIVI - LA SFIDA / VINI SPUMANTI

Franciacorta DOCG: Uberti sfidato da Cavalleri

 


 

"I buoni & i cattivi" é una rubrica il cui intento é quello di fornire una vera e propria "sguida", segnalando quei vini che non sono riusciti a conquistare le luci della ribalta ma che a nostro giudizio sono altrettanto meritevoli. Ogni settimana organizzeremo una sfida tra un "BUONO", cioé un prodotto valutato ai massimi livelli da almeno una delle principali guide italiane, e un "CATTIVO", un vino emergente che invece non é riuscito a toccare i vertici ma che secondo noi avrebbe meritato più attenzione.
Le nostre recensioni non avranno nessun punteggio, per questo ci sono gli esperti in materia, ma si capiranno chiaramente i valori in campo. Le schede saranno sempre corredate da un commento finale e dai prezzi medi di vendita al pubblico: in questo modo ognuno potrà verificare i rapporti qualità/prezzo. Buon divertimento!

Rubrica di Franco Ziliani
Pubblicato: 19-12-2000
Il Franciacorta Docg Comarì del Salem 1995 di Uberti
è sfidato dal
Franciacorta Docg Collezione 1995 di Cavalleri

 

PER ENTRARE IN ARGOMENTO....

Parlare della Franciacorta, seppure in breve, significa parlare forse della più dinamica zona vinicola italiana. La Franciacorta é un'area posta tra il Montorfano (la lunga collina che s'incontra sulla destra, tra Palazzolo sull'Oglio e Rovato, percorrendo l'autostrada A 4 da Milano in direzione Brescia) e il Lago d'Iseo, che in soli quarant'anni di storia è diventata, a detta di molti, la piccola Champagne d'Italia, la capitale delle bollicine prodotte con la méthode champenoise. Se si considera che in questo territorio, molto affascinante anche dal punto di vista paesaggistico e architettonico, hanno sede e sono progressivamente cresciute negli anni case come Guido Berlucchi, Bellavista, Cà del Bosco, Cavalleri, Monte Rossa, per citare solo le più note, si ha subito la misura della situazione, dove regna un mix di sana imprenditorialità, innovazione e attaccamento alle radici della civiltà contadina.

Franciacorta è sinonimo di metodo classico di grandissima qualità, l'unico a potersi fregiare della Docg, ovvero della denominazione d'origine controllata e garantita. Con una produzione intorno ai tre milioni e mezzo di bottiglie (di queste non fanno ovviamente parte i quattro milioni di pezzi prodotti dalla sola Guido Berlucchi, che ha sede in Franciacorta, ma realizza vini utilizzando uve anche di altre zone puntando esclusivamente sul proprio marchio e non su quello della zona), che è ridicola rispetto ai trecento milioni di bouteilles della Champagne, la Franciacorta ha puntato molto su un'immagine di zona ad altissima vocazione dai rigorosi criteri qualitativi. E, anche grazie agli indubbi meriti di un Consorzio tra i più efficienti oggi esistenti in Italia, e al crescente numero di protagonisti che ogni anno salgono alla ribalta, ha ottenuto risultati straordinari.

Se la zona principale concorrente, il Trento Doc, riesce ad ottenere ogni anno dalle varie guide i massimi punteggi praticamente per un unico grande vino, il Giulio Ferrari riserva del Fondatore, i Franciacorta premiati sono invece quattro o cinque. Ma a nostro parere il Gotha, visti i "tre bicchieri" attribuiti quest'anno ad un Brut Oltrepò Pavese tutt'altro che irresistibile, potrebbe addirittura accogliere un numero ancora superiore d'aziende. Tra i nostri candidati Il Mosnel, Monzio Compagnoni, Villa, La Ferghettina, Faccoli, Ricci Curbastro. Oltre alla Cuvée Marianna e alla riserva della cantina Arunda / Vivaldi di Meltina in Alto Adige, di cui Vini d'Italia non comprendiamo proprio cosa aspetti a riconoscere la grandezza. A differenza dai Trento Doc, che sono prevalentemente ottenuti da uve Chardonnay, e dagli spumanti dell'Oltrepò Pavese, che puntano invece caparbiamente sul Pinot nero, i migliori Franciacorta nascono da cuvée dove accanto allo Chardonnay sono spesso presenti quantità ridotte di Pinot nero e di Pinot bianco. Questa particolare composizione dei vini contribuisce a caratterizzarli maggiormente, a conferire loro un felice mix tra fragranza aromatica e buona pienezza che viene molto gradito dagli appassionati di questa particolare tipologia di prodotto.

 

LE SCHEDE DEGLI SFIDANTI

Tre bicchieri al terzo anno consecutivo per il Comarì del Salem di Uberti, un tre bicchieri altalenante invece per il millesimato Collezione Brut di Cavalleri, riconoscimento giunto solo per le annate 1986, 1993 e 1994 e negato per questa annata 1995 che ha ricevuto solo due bicchieri. Ma un terzo, a nostro avviso, sarebbe stato indiscutibile. Questo, in sintesi, il termine del confronto per quanto riguarda i punteggi delle guide. Invece da un punto di vista stilistico, anche se il millesimo è per entrambi il 1995 e ben 48 mesi, ovvero quattro anni, è stato l'identico periodo di affinamento sui lieviti, i vini sono leggermente diversi. Il Brut di Cavalleri è uno Chardonnay al 100%, mentre il Franciacorta di Uberti, anch'esso un Blanc de Blancs ottenuto da sole uve bianche, prevede accanto allo Chardonnay una percentuale intorno al 20% di Pinot bianco. Qualche sensibile differenza anche nelle dimensioni delle due aziende agricole, entrambe con sede ad Epernay, pardon, ad Erbusco, capitale della piccola Champagne bresciana: se Cavalleri dichiara una produzione di 250 mila bottiglie e 25 ettari di proprietà, Uberti si "accontenta" di 120 mila bottiglie scarse e conta su circa undici 11 ettari di vigna.

IL BUONO
IL CATTIVO

Franciacorta Docg Comarì del Salem 1995 Uberti
Azienda agricola Uberti

Via Enrico Fermi 2 - 25030 Erbusco BS
Tel. 030 7267476 fax 030 7760455
Prezzo medio in enoteca da lire 45 - 50 mila

Il Comarì é la punta di diamante, insieme allo splendido Chardonnay 100% Magnificentia, il nostro prediletto, di una gamma che conta su validissimi Brut, Extra Brut e su un poco noto ma eccellente Rosé, in gran parte appannaggio di una clientela svizzera. La casa Uberti va inoltre ricordata per uno dei più buoni Chardonnay italiani non affinati in legno, il Terre di Franciacorta bianco Maria Medici, che noi consideriamo superiore alla più blasonata e ambiziosa versione fermentata e affinata in piccoli fusti, denominata Bianco dei Frati Priori. Colore paglierino dorato piuttosto intenso, il Cumarì ha un magnifico perlage sottile e continuo, molto persistente, che impreziosisce l'aspetto visivo del vino. Gli aromi sono improntati a grande complessità e densità, ad una cremosità d'assieme con sfumature di cioccolato bianco, caffè, pane tostato e agrumi suadenti. Il carattere cremoso ritorna preciso anche in bocca, con stoffa calda e ampia tessitura, con una persistenza lunghissima e accenni di tostatura che ritornano nel retrogusto. Un magnifico vino, che non mancherà di entusiasmare l'appassionato più esigente che ha formato il proprio gusto sui migliori Champagne millesimati e che rimarrà sorpreso di trovare in un prodotto italiano targato Franciacorta tanto equilibrio e tale ricchezza di sfumature.

L

A

 

S

F

I

D

A

Franciacorta Docg Collezione 1995 Cavalleri
Azienda agricola Cavalleri
E-mail:cavalleri@cavalleri.it
Via Provinciale 96 - 25030 Erbusco BS
Tel. 030 7760217 fax 030 7267350
prezzo medio in enoteca da lire 42.000

Il Collezione non è l'unico vino importante di Cavalleri, che ha al proprio arco frecce appuntite quali validi Franciacorta Brut, Satèn (l'equivalente del Crémant francese), Pas Dosé, il Terre di Franciacorta bianco Rampaneto e l'ottimo rosso Tajardino. Come ogni millesimato che si rispetti, il Franciacorta Collezione è stato prodotto solo nelle migliori annate: 1983, 1985, 1988, 1990, 1991, 1993, 1994 e 1995. Colore paglierino abbastanza carico con riflessi leggermente verdognoli il Collezione è un bellissimo vino da aperitivo e da antipasti di pesce, che ha nella freschezza, nella fragranza, nei profumi floreali e di nocciole tostate, di fieno secco e in un perlage sottile il proprio punto forte. In bocca è molto equilibrato, coerente, retto da un'acidità bilanciata ma viva che dà piacevolezza, sapidità, nerbo sottile al bicchiere, ma nel confronto con il Comarì di Uberti finisce per essere inevitabilmente penalizzato da una struttura leggermente inferiore e da una minore densità. Dal punto di vista della facilità di beva, della morbidezza, della pulizia, della finezza un prodotto impeccabile, che ha il grande pregio, tutt'altro che indifferente per vini di questa particolare tipologia, di farsi bere con grandissima facilità.

COMMENTO FINALE: Grandi vini entrambi, ma se il Collezione di Cavalleri è uno splendido, elegante vino da aperitivo, da antipasti di pesce, da primi piatti con pesce e/o verdure, il Comarì s'impone come un Franciacorta super in grado di reggere anche gli abbinamenti gastronomici più impegnativi tipo una coroncina di patate con tartare di salmone e caviale, riso selvaggio in padella con astice e verdure, un tortino di polipo e patate, grazie ad una struttura superiore. Vino da pesce, ovviamente, da grandi piatti della grande cucina, ma ci piacerebbe vederne il comportamento anche su una poularde con gamberi e funghi, su carni bianche elaborate come del coniglio avvolto nello speck, e persino selvaggina. Ci piace inoltre sottolineare, visto che stiamo parlando di un prodotto di classe come il Franciacorta, la straordinaria eleganza della bottiglia di Cavalleri, giocata sul colore oro della piccola etichetta che viene ripreso anche nella capsula e nel collarino. Se dovete fare un regalo questa presentazione raffinata, curata da Giovanni Cavalleri (ottimo presidente uscente del Consorzio Vini Franciacorta) vi consentirà di fare una splendida figura. Non possiamo dire altrettanto per il Comarì del Salem di Uberti: grande vino, non si discute, ma meriterebbe un'etichetta meno ridondante e barocca e un ben diverso habillage, che per un'azienda qualitativamente leader, sicuramente tra le prime cinque della Franciacorta, s'impone.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: Le 40-50 mila lire indispensabili per aggiudicarsi un esemplare di questi due autentici gioielli della produzione metodo classico italiana potranno anche sembrare molte rispetto alle 12 - 15 mila lire sufficienti per una bottiglia dei metodo classico affinati 12 - 15 - 18 mesi massimo di alcuni grande case trentine o piemontesi presenti nella grande distribuzione. La "musica" e le emozioni, anche se sempre di bollicine nobili si tratta, sono però completamente diverse. I veri concorrenti di questi vini, Giulio Ferrari e alcuni altri Franciacorta a parte, non vanno però cercati in Italia, bensì in Champagne. Ma per avere la qualità di vini come questi due splendidi millesimati 1995, cinquantamila lire non bastano e occorre rassegnarsi a spendere anche il doppio. Non è tutto oro ciò che in etichetta porta il riverito nome di Champagne e la Franciacorta, con i suoi migliori esempi, è un'alternativa interessante, anche in termini di rapporto qualità - prezzo.

Vuoi segnalarmi un vino poco conosciuto ma di grande qualità per le prossime sfide? Scrivimi!

Franco Ziliani

ARCHIVIO ARTICOLI SEZIONE: BUONI & CATTIVI - LA SFIDA
VINI SPUMANTI
  Trento DOC: il Brut 1995 Zeni sfida il Perle' 2002 Ferrari
Metodo classico: Castel Faglia sfida Cavit
Spumante: Gavi La Scolca sfida Franciacorta Bellavista
Alto Adige Arunda Vivaldi sfida Franciacorta Bellavista
Brut Ris. 1996 Garofoli sfida Gran Cuvée Brut 1999 Bellavista
Franciacorta: Monte Rossa sfidato da Barboglio De Gaioncelli
Monsupello Brut Nature sfidato da Velenosi Brut
Ris. Fondatore Ferrari sfidato da Cuvée Pojer & Ssandri
Franciacorta DOCG: Uberti sfidato da Cavalleri
VINI ROSSI
  Barolo 2003: Bel Colle sfida Chiara Boschis
Dogliani DOCG: San Fereolo sfida Abbona Marziano
Aglianico del Vulture: Paternoster sfida Cantine del Notaio
Sangiovesi di Maremma: Colle Massari sfida Le Pupille
Rosso Piceno Sup. 2003: De Angelis sfida Velenosi
Nobile 2003: Le Casalte sfida Asinone di Poliziano
Bolgheri 2003: Argentiera sfida il Sassicaia
Salento: il Terra 2003 sfida il Graticciaia 2001
Montepulciano: il Cerano 2003 sfida il Kurni 2004
Alto Adige: Schiava sfida Pinot Nero
Valpolicella Superiore: Antolini sfida Tenuta S. Antonio
Brunello di Montalcino 2000: Soldera sfida Fanti
Produttori del Barbaresco sfida Angelo Gaja
Chianti Classico: Le Cinciole sfida Il Molino di Grace
Dolcetto 2004: Fratelli Savigliano sfida Pecchenino
Nero d'Avola 2002: Feudo Montoni sfida Firriato
Rosso Conero: Marchetti sfida Fattoria Le Terrazze
Aglianico del Vulture: Cantina di Venosa sfida Basilisco
Nebbioli: Roero 2002 Deltetto sfida Barolo 1999 Clerico
Cannonau: il Carnevale Sedilesu sfida il Turriga Argiolas
Supertuscan 2000: Le Pergole Torte sfida Carbonaione
Valpolicella Superiore: Meroni sfida Romano Dal Forno
Teroldego Rotaliano 2001: Donati sfida Foradori
Vino Nobile di Montepulciano: Salcheto sfida Fattoria del Cerro
Barbaresco DOCG 2000: Marchesi di Gresy sfida Gaja
Sagrantino di Monfefalco: Bea sfida Arnaldo Caprai
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfida Siro Pacenti
Sangiovese di Romagna: Drei Donà sfida San Patrignano
Lagrein Dunkel: C.P. Andriano sfidata da C.P. Termeno
Rosso Piceno: Saladini Pilastri sfidato da Azienda Ciù Ciù
Salento IGT: Masseria Monaci sfidato da Santi Dimitri
Montepulciano d'Abruzzo: Illuminati sfida Masciarelli
Chianti classico: La Massa sfidato da Castellare di Castellina
Barolo DOCG Bussia '98: Prunotto sfidato da F.lli Oddero
Merlot in famiglia: Ronchi di Manzano sfidato da Livon
Dolcetto di Dogliani: Pecchenino sfidato da Quinto Chionetti
Tagli bordolesi: Colterenzio sfidato da Loredan Gasparin
Barbaresco 1998: Fontanabianca sfidato da Cascina Luisin
Montepulciano d'Abruzzo: Masciarelli sfidato da Agriverde
A. A. Cabernet Sauvignon: Tedeschi sfidato da Tiefenbrunner
A. A. Pinot nero: Hofstätter sfidato da Stroblhof
Gravello Librandi sfidato da Simposia Masseria Monaci
Veneroso Tenuta Ghizzano sfidato da S. Leopoldo Il Poggione
Vino Nobile di Montepulciano: Poliziano sfidato da Valdipiatta
Merlot: Fattoria di Petrolo sfidata da Rosa Bosco
Morellino di Scansano: Le pupille sfidato da Moris Farm
Flaccianello della Pieve Fontodi sfidato da A Sirio San Gervaso
S. Leonardo S. Leonardo sfidato da M. Zanella Ca' del Bosco
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfidato da Lisini
A. A. Lagrein: Colterenzio sfidato da H. Plattner Waldgries
Sagrantino: Colpetrone sfidata da Antonelli San Marco
Merlot Planeta sfidato da Nambrost Tenuta di Ghizzano
Fontalloro Felsina sfidato da Sangioveto Badìa a Coltibuono
Taurasi: Feudi San gregorio sfidato da Mastroberardino
Chianti classico: Castello di Brolio sfidato da Castello di Ama
Valtellina Sforzato: Rainoldi sfidato da Triacca
Amarone: Brunelli sfidato da Tedeschi
Salento rosso: Cosimo Taurino sfidato da Vallone
Barolo: Cordero di Montezemolo sfidato da Cascina Ballarin
VINI ROSATI
  Montepulciano Cerasuolo: Zaccagnini sfidato da Pietrantonj
VINI DOLCI
  Marsala Florio sfida Pantelleria Moscato Passito Murana
Passiti: l'Aleatico dell'Elba sfida il Moscato di Pantelleria
Vinsanto toscano: Selvapiana 1997 sfida Avignonesi 1992
Recioto della Valpolicella: Venturini sfidato da Tedeschi
Recioto di Soave: La Cappuccina sfidata da Pieropan
Aureus Niedermayr sfidato da Essenzia Pojer & Sandri
VINI BIANCHI
  Bianchi del Sud: Benito Ferrara sfida Planeta
Il Carso Vitovska Zidarich sfida il Breg Anfora Gravner
Gavi di Gavi 2004: Nicola Bergaglio sfida Villa Sparina
Verdicchio: Accadia sfida Bucci
Fiano 2004: Luigi Maffini sfida Feudi di San Gregorio
Vernaccia di S. Gimignano: Vagnoni sfida Panizzi
Alto Adige Sauvignon: Terlano sfida S. Michele Appiano
Trebbiano d'Abruzzo: Nicodemi sfida Valentini
Vernaccia di S. Gimignano: Montenidoli sfida La Mormoraia
Sauvignon del Friuli: Pierpaolo Pecorari sfida Villa Russiz
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Grancasale sfida Massaccio
Soave DOC: Vicentini Agostino sfida Inama
Chardonnay: Cervaro della Sala sfidato da Lama di Corvo Rivera
Alto Adige Gewürztraminer:Colterenzio sfida Cantina di Termeno
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Bonci sfidato da Moncaro
Super Pinot bianco: Mauro Drius sfidato dalla Cantina di Terlano
Uvaggi friulani: Lis Neris sfidato da Russiz Superiore
Chardonnay 2000: Planeta sfidato da San Lorenzo
A. A. Sauvignon: Peter Dipoli sfidato da C.P. Cornaiano
Trentino Pinot bianco: Longariva sfidata da Ist. Ag. S. Michele
Frascati Superiore: Castel de Paolis sfidato da Fontana Candida
Chardonnay Les Crêtes sfidato da Terre di Franciacorta Gatti
Soave classico superiore : Gini sfidato da Coffele
Tocai friulano: Vigne di Zamò sfidato da Ronchi di Manzano
Collio sauvignon: Venica sfidata da Russiz Superiore
Verdicchio Castelli Jesi: Umani Ronchi sfidato da Cimarelli
Chardonnay friulani: Dorigo sfidato da Pierpaolo Pecorari
A. A. Gewürztraminer: C.P. Termeno sfidata da C.P. Cornaiano
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