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BUONI & CATTIVI - LA SFIDA / VINI ROSSI

Rosso Piceno: Saladini Pilastri sfidato da Azienda Ciù Ciù

 


 

"I buoni & i cattivi" é una rubrica il cui intento é quello di fornire una vera e propria "sguida", segnalando quei vini che non sono riusciti a conquistare le luci della ribalta ma che a nostro giudizio sono altrettanto meritevoli. Ogni settimana organizzeremo una sfida tra un "BUONO", cioé un prodotto valutato ai massimi livelli da almeno una delle principali guide italiane, e un "CATTIVO", un vino emergente che invece non é riuscito a toccare i vertici ma che secondo noi avrebbe meritato più attenzione.
Le nostre recensioni non avranno nessun punteggio, per questo ci sono gli esperti in materia, ma si capiranno chiaramente i valori in campo. Le schede saranno sempre corredate da un commento finale e dai prezzi medi di vendita al pubblico: in questo modo ognuno potrà verificare i rapporti qualità/prezzo. Buon divertimento!

Rubrica di Carlo Macchi
Pubblicato: Maggio 2003

Il Rosso Piceno Superiore DOC Vigna Monteprandone 2000 dell’azienda Saladini Pilastri
sfidato dal
Rosso Piceno Superiore DOC Gotico 2000 dell’azienda Ciù Ciù

PER ENTRARE IN ARGOMENTO....

Ci voleva un tappo per farmi trovare il vino e gli sfidanti di questo mese. Se poi consideriamo che questo tappo non era di sughero ma d’oro la faccenda si complica ed ha bisogno di una minima spiegazione. Negli ultimi giorni di marzo sono stato invitato ad Offida per partecipare alla giuria di un premio enologico denominato “Il tappo d’oro”. Di solito non vedo di buon occhio i concorsi ed i premi enologici, ma per una volta, visto che la giuria era formata da altri tre amici giornalisti che stimo molto (Daniel Thomases, Alessandro Masnaghetti ed Ernesto Gentili per la cronaca) ho deciso di partecipare. Mai decisione è stata più fortunata. Il premio era stato organizzato benissimo e noi quattro membri della giuria abbiamo potuto assaggiare con calma ed attenzione i circa 70 vini prodotti nella provincia di Ascoli Piceno che partecipavano al concorso. La categoria che mi ha maggiormente stupito è stata quella del Rosso Piceno Superiore a cui appartengono i nostri due sfidanti.
Il Rosso Piceno, che ha nel Superiore la sua massima espressione, viene prodotto nella provincia di Ascoli Piceno è può essere composto soprattutto da Uve Montepulciano e Sangiovese. La prima va dal 35% al 70% dell’uvaggio generale mentre il Sangiovese concorre in percentuali che vanno dal 30% al 50%. La zona di produzione è collinare, spesso abbastanza vicina al mare da poter godere così di ottima insolazione durante il giorno e venti freschi nelle ore notturne. Non mi vergogno ad ammettere che prima di poterlo assaggiare durante il concorso avevo sempre ritenuto il Rosso Piceno un vino “secondario” piuttosto ruvido, che difficilmente poteva raggiungere i livelli qualitativi, per esempio, di alcuni Montepulciano d’Abruzzo prodotti a pochi chilometri di distanza. L’assaggio mi ha dimostrato che mi sbagliavo e mi ha anche fatto capire la realtà produttiva della zona. Una cosa mi ha subito colpito: nonostante si confini con l’Abruzzo ed i vigneti delle due zone siano in qualche caso a poche centinaia di metri di distanza, esistono pochissimi vigneti a tendone. IL guyot è il sistema di allevamento dominante. Nonostante le produzione per ettaro non siano certo basse (130 q.li per il Rosso Piceno e 120 q.li per il Superiore) si trovano delle uve con ottima maturazioni, sia alcoliche che fenoliche. Il Sangiovese del Piceno mi ha poi veramente sconcertato. Avendolo assaggiato anche in purezza posso dire che ha caratteristiche diversissime non solo da quello toscano, ma anche da quello prodotto nella vicina zona del Rosso Conero. E’ più rotondo, morbido ed armonico, con dei profumi dove il frutto rosso prevale su note balsamiche e speziate. In uvaggio con il Montepulciano ne lima le spigolosità e nascono così vini in parte ancora rustici, ma molto concreti, concentrati ma bevibili. Fin qui stiamo parlando del Rosso Piceno, il Superiore ha spesso in più delle interessanti finezze e possibilità di maturazione ancora tutte da scoprire.
In poche parole: sulla via di Damasco sono stato folgorato dal Rosso Piceno Superiore (ma anche il base non scherza) ed i due vini di cui vi parlerò sono quelli che mi hanno colpito di più.

LE SCHEDE DEGLI SFIDANTI

Il buono di oggi è l’Azienda Saladini Pilastri, nata alla fine degli anni ottanta ed oggi una delle realtà enologiche più importanti della zona e delle stesse Marche. Il proprietario è il Conte Saladino Saladini Pilastri, nobile “di vaglia” molto conosciuto in zona. Piuttosto schivo per quanto riguarda i rapporti con la stampa enologica ha comunque lo spirito del mecenate, sponsorizzando cose diversissime come squadre di calcio e trofei dedicati ai cani da caccia. La sua azienda vinicola oggi possiede circa 130 ettari vitati ed una capacità produttiva che supera tranquillamente il mezzo milione di bottiglie. In vigna l’azienda ha praticamente da sempre sposato metodi di produzione a basso impatto ambientale per poi passare definitivamente al biologico. Da quando in azienda è arrivato l’enologo Alberto Antonini questo tipo di coltivazione è stata ulteriormente perfezionata con l’inerbimento totale, sistema ben conosciuto da Alberto sin da quando giovanissimo enologo lo sperimentava a Montalcino. La vinificazione avviene nella moderna cantina con vasche inox termocondizionate. I rossi più importanti passano poi nel legno sia grande che piccolo. Oltre al Vigna Monteprandone l’azienda produce molti altri vini: la stragrande maggioranza sono i classici DOC come il Rosso Piceno ed il Falerio, ma nel panorama aziendale spicca anche i Pregio del Conte Bianco da Fiano e Falanghina ed il Pregio del Conte Rosso, un uvaggio tra Aglianico e Montepulciano.
Lo sfidante è un’azienda che da pochissimi anni si è affacciata la vino di qualità e che, per certi versi, stenta ancora ad abbandonare la via del vino sfuso. Il nome è veramente tutto un programma: Ciù Ciù, che è praticamente il suono onomatopeico che facciamo quando, con il pollice alla bocca e la mano stretta pugno, mimiamo di bere il vino. I fratelli Bartolomei, proprietari dell’azienda oltre a berlo il vino lo producono. Con una superficie vitata di circa 100 ettari infatti potrebbero raggiungere tranquillamente un notevole numero di bottiglie ma per adesso la produzione supera di poco le centomila unità. Il resto se ne va come vino sfuso per affezionati clienti in varie parti d’Italia. Le più recenti generazioni dei Bartolomei hanno capito però che questa strada è senza uscita e si sono indirizzati con decisione verso il vino di qualità. Hanno subito attrezzato la cantina che, anche se caotica, ha vasche termocondizionate e botti sia grandi che piccole. In vigna si è iniziato a diradare e ad abbassare le rese che hanno raggiunto cifre impensabili solo alcuni anni fa. I risultati si sono subito visti, specie nei rossi di punta, ma anche nel Rosso Piceno, molto strutturato e concentrato. Pur non imbottigliando molto l’azienda produce almeno 7-8 vini, tra cui il classico Falerio.
Per quanto riguarda i punteggi ottenuti Il vigna Monteprandone dovrebbe vincere a mani basse. Infatti di fronte ad un solo Bicchiere preso dal Gotico nella Guida Slow Food-Gambero Rosso il Rosso Piceno Superiore dell’azienda Saladini Pilastri ha ottenuto Tre Bicchieri sulla stessa guida, Quattro grappoli in quella dell’AIS, Tre stelle rosse su quella di Veronelli e 14/20 sulla guida dell’Espresso.

IL BUONO
IL CATTIVO

Rosso Piceno Superiore DOC Vigna Monteprandone 2000
Azienda Agricola Conte Saladini Pilastri
Via Saladini, 5 - 63030 Spinetoli AP
Tel. 0736899534 - Fax 0736898594
E-mail: saladi@tin.it
Bottiglie prodotte: circa 20.000
Prezzo in Enoteca: 14 Euro circa

Dicevo all’inizio che nella zona del Rosso Piceno vi sono pochissimi vigneti a tendone. Uno è proprio quello da cui proviene il nostro vino. La sua produzione è però bassissima, circa 40 quintali per ettaro e questo è sicuramente uno dei segreti della concentrazione del Vigna Monteprandone, che nasce da un uvaggio di Montepulciano (70% circa) e Sangiovese.
Il nuovo enologo ha preferito la maturazione in barriques per circa 12 mesi e così il vino ha assunto una veste più internazionale, specie nelle componenti aromatiche. Prima della permanenza in legno il vino riceve una vinificazione tradizionale in vasche termocondizionate. Il Monteprandone 2000 si avvantaggia anche di una ottima annata, dove le maturazioni alcoliche sono andate quasi di pari passo con quelle fenoliche.
Si capisce che è un vino importante sin dal colore che è un rubino profondo molto concentrato. il naso è molto complesso ed armonico con una gamma che va dallo speziato al fruttato nero. Non si percepiscono assolutamente note di surmaturazione ma anzi, come accennato in precedenza, il giudizio aromatico complessivo evidenzia una certa “internazionalità” olfattiva. La bocca è potente e calda, con una notevole struttura tannica formata da tannini non ancora completamente rotondi e maturi. la sensazione generale è comunque di buona eleganza e la bella persistenza te la fa apprezzare in pieno.

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Rosso Piceno Superiore DOC Gotico 2000
Azienda Ciù Ciù
Loc. Santa Maria in Carro C.da Ciafone 106 - 63035 Offida (AP)
Tel 0736810001
E-mail: info@ciuciu.com
Bottiglie prodotte: circa 10.000
Prezzo in enoteca: 11 Euro circa

La prima cosa che ho pensato quando ho messo sotto il naso un bicchiere di Gotico è stata “Questo sembra un Amarone”. In effetti le componenti aromatiche del vino vanno molto verso la frutta rossa molto matura, se poi ci aggiungiamo la notevole componente alcolica (circa 14°) il gioco è fatto. Ma da un’azienda giovane e ruspante, con dei vigneti che danno uve di straordinaria potenza, non ci potevamo aspettare altro. Tutto nasce infatti nei loro vigneti in Contrada Ciafone, che da pochi anni vengono lavorati come Dio comanda, anche grazie all’aiuto dell’enologo Pierluigi Lorenzetti. In cantina arrivano quindi, almeno per quanto riguarda il Gotico, uve praticamente perfette che per fortuna non subiscono stravolgimenti, dovuti alla giovanile voglia di fare e strafare. Quindi una vinificazione in vasche termocondizionate ed un attento passaggio parte in botte da 30 ettolitri e parte in barrique. Il risultato finale è un vino che definire esplosivo è poco, con un color rubino intenso ed un naso dove la frutta rossa matura la fa da padrona. Come detto ricorda i migliori Valpolicella di Ripasso o addirittura degli amaroni. Ed in bocca esplodono tutte le sue esuberanti caratteristiche con delle sensazioni di calore e potenza di grande livello. Il tutto è però armonico , con tannini morbidissimi e ben equilibrati. Al termine ci rimane in bocca una lunga e piacevole pienezza, che rasenta la quasi masticabilità del vino. Non possiamo cercarvi per adesso molte note fine ed eleganti, ma questo Gotico è una vera espressione del territorio con tutti i pregi (molti) ed i difetti (molto pochi).

COMMENTO FINALE: Veramente due belle bottiglie, che, visto il prezzo non certo proibitivo, potrebbero essere acquistate e bevute assieme. Per chi volesse invece separarle consiglio di abbinarle comunque entrambe su grandi secondi piatti di carne. Nessuno mi toglie dalla testa che il piatto principe per tutte e due è il capretto (o l’agnello) al forno, ma le credo capaci di affiancarsi tranquillamente a degli spezzatini di manzo o a dei formaggi molto stagionati. Forse la maggior finezza generale del Vigna Monteprandone lo rende adatto anche ad una bella arista di maiale, mentre il Gotico lo proverei in un irriverente, ma credo gustoso, abbinamento con della cioccolata fondente.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: A questo punto mi sento proprio imbarazzato perché devo buttare dalla torre uno dei contendenti. Prima di farlo voglio dire che entrambi rappresentano una zona sicuramente poco considerata ma che altrettanto sicuramente sarà, tra qualche anno, annoverata tra le scoperte enologiche italiane. Questo perché, pur nella diversità anche qualitativa dei vini, si percepisce una grande materia prima che aspetta solo qualcuno in grado di trasformarla in grandi vini. I produttori si stanno attrezzando per il meglio ed il mio consiglio è uno solo: rispettate i profumi e le caratteristiche delle vostre grandi uve ed il gioco sarà fatto.
Ma ora devo procedere ed allora dichiaro vincitore il Gotico di Ciù Ciù per una maggior pienezza e giovanile ruspanticità. E’ infatti un vino per certi versi estremo, ma vera e propria gioiosa espressione di una terra, una cantina, un produttore. IL Vigna Monteprandone paga solo un naso troppo poco caratterizzato, ma per il resto è in tutto e per tutto degno dell’altro. Provateli entrambi e sono convinto che mi ringrazierete.

Vuoi segnalarmi un vino poco conosciuto ma di grande qualità per le prossime sfide? Scrivimi!

Carlo Macchi

ARCHIVIO ARTICOLI SEZIONE: BUONI & CATTIVI - LA SFIDA
VINI SPUMANTI
  Trento DOC: il Brut 1995 Zeni sfida il Perle' 2002 Ferrari
Metodo classico: Castel Faglia sfida Cavit
Spumante: Gavi La Scolca sfida Franciacorta Bellavista
Alto Adige Arunda Vivaldi sfida Franciacorta Bellavista
Brut Ris. 1996 Garofoli sfida Gran Cuvée Brut 1999 Bellavista
Franciacorta: Monte Rossa sfidato da Barboglio De Gaioncelli
Monsupello Brut Nature sfidato da Velenosi Brut
Ris. Fondatore Ferrari sfidato da Cuvée Pojer & Ssandri
Franciacorta DOCG: Uberti sfidato da Cavalleri
VINI ROSSI
  Barolo 2003: Bel Colle sfida Chiara Boschis
Dogliani DOCG: San Fereolo sfida Abbona Marziano
Aglianico del Vulture: Paternoster sfida Cantine del Notaio
Sangiovesi di Maremma: Colle Massari sfida Le Pupille
Rosso Piceno Sup. 2003: De Angelis sfida Velenosi
Nobile 2003: Le Casalte sfida Asinone di Poliziano
Bolgheri 2003: Argentiera sfida il Sassicaia
Salento: il Terra 2003 sfida il Graticciaia 2001
Montepulciano: il Cerano 2003 sfida il Kurni 2004
Alto Adige: Schiava sfida Pinot Nero
Valpolicella Superiore: Antolini sfida Tenuta S. Antonio
Brunello di Montalcino 2000: Soldera sfida Fanti
Produttori del Barbaresco sfida Angelo Gaja
Chianti Classico: Le Cinciole sfida Il Molino di Grace
Dolcetto 2004: Fratelli Savigliano sfida Pecchenino
Nero d'Avola 2002: Feudo Montoni sfida Firriato
Rosso Conero: Marchetti sfida Fattoria Le Terrazze
Aglianico del Vulture: Cantina di Venosa sfida Basilisco
Nebbioli: Roero 2002 Deltetto sfida Barolo 1999 Clerico
Cannonau: il Carnevale Sedilesu sfida il Turriga Argiolas
Supertuscan 2000: Le Pergole Torte sfida Carbonaione
Valpolicella Superiore: Meroni sfida Romano Dal Forno
Teroldego Rotaliano 2001: Donati sfida Foradori
Vino Nobile di Montepulciano: Salcheto sfida Fattoria del Cerro
Barbaresco DOCG 2000: Marchesi di Gresy sfida Gaja
Sagrantino di Monfefalco: Bea sfida Arnaldo Caprai
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfida Siro Pacenti
Sangiovese di Romagna: Drei Donà sfida San Patrignano
Lagrein Dunkel: C.P. Andriano sfidata da C.P. Termeno
Rosso Piceno: Saladini Pilastri sfidato da Azienda Ciù Ciù
Salento IGT: Masseria Monaci sfidato da Santi Dimitri
Montepulciano d'Abruzzo: Illuminati sfida Masciarelli
Chianti classico: La Massa sfidato da Castellare di Castellina
Barolo DOCG Bussia '98: Prunotto sfidato da F.lli Oddero
Merlot in famiglia: Ronchi di Manzano sfidato da Livon
Dolcetto di Dogliani: Pecchenino sfidato da Quinto Chionetti
Tagli bordolesi: Colterenzio sfidato da Loredan Gasparin
Barbaresco 1998: Fontanabianca sfidato da Cascina Luisin
Montepulciano d'Abruzzo: Masciarelli sfidato da Agriverde
A. A. Cabernet Sauvignon: Tedeschi sfidato da Tiefenbrunner
A. A. Pinot nero: Hofstätter sfidato da Stroblhof
Gravello Librandi sfidato da Simposia Masseria Monaci
Veneroso Tenuta Ghizzano sfidato da S. Leopoldo Il Poggione
Vino Nobile di Montepulciano: Poliziano sfidato da Valdipiatta
Merlot: Fattoria di Petrolo sfidata da Rosa Bosco
Morellino di Scansano: Le pupille sfidato da Moris Farm
Flaccianello della Pieve Fontodi sfidato da A Sirio San Gervaso
S. Leonardo S. Leonardo sfidato da M. Zanella Ca' del Bosco
Brunello di Montalcino: Casanova di Neri sfidato da Lisini
A. A. Lagrein: Colterenzio sfidato da H. Plattner Waldgries
Sagrantino: Colpetrone sfidata da Antonelli San Marco
Merlot Planeta sfidato da Nambrost Tenuta di Ghizzano
Fontalloro Felsina sfidato da Sangioveto Badìa a Coltibuono
Taurasi: Feudi San gregorio sfidato da Mastroberardino
Chianti classico: Castello di Brolio sfidato da Castello di Ama
Valtellina Sforzato: Rainoldi sfidato da Triacca
Amarone: Brunelli sfidato da Tedeschi
Salento rosso: Cosimo Taurino sfidato da Vallone
Barolo: Cordero di Montezemolo sfidato da Cascina Ballarin
VINI ROSATI
  Montepulciano Cerasuolo: Zaccagnini sfidato da Pietrantonj
VINI DOLCI
  Marsala Florio sfida Pantelleria Moscato Passito Murana
Passiti: l'Aleatico dell'Elba sfida il Moscato di Pantelleria
Vinsanto toscano: Selvapiana 1997 sfida Avignonesi 1992
Recioto della Valpolicella: Venturini sfidato da Tedeschi
Recioto di Soave: La Cappuccina sfidata da Pieropan
Aureus Niedermayr sfidato da Essenzia Pojer & Sandri
VINI BIANCHI
  Bianchi del Sud: Benito Ferrara sfida Planeta
Il Carso Vitovska Zidarich sfida il Breg Anfora Gravner
Gavi di Gavi 2004: Nicola Bergaglio sfida Villa Sparina
Verdicchio: Accadia sfida Bucci
Fiano 2004: Luigi Maffini sfida Feudi di San Gregorio
Vernaccia di S. Gimignano: Vagnoni sfida Panizzi
Alto Adige Sauvignon: Terlano sfida S. Michele Appiano
Trebbiano d'Abruzzo: Nicodemi sfida Valentini
Vernaccia di S. Gimignano: Montenidoli sfida La Mormoraia
Sauvignon del Friuli: Pierpaolo Pecorari sfida Villa Russiz
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Grancasale sfida Massaccio
Soave DOC: Vicentini Agostino sfida Inama
Chardonnay: Cervaro della Sala sfidato da Lama di Corvo Rivera
Alto Adige Gewürztraminer:Colterenzio sfida Cantina di Termeno
Verdicchio dei Castelli di Jesi: Bonci sfidato da Moncaro
Super Pinot bianco: Mauro Drius sfidato dalla Cantina di Terlano
Uvaggi friulani: Lis Neris sfidato da Russiz Superiore
Chardonnay 2000: Planeta sfidato da San Lorenzo
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Trentino Pinot bianco: Longariva sfidata da Ist. Ag. S. Michele
Frascati Superiore: Castel de Paolis sfidato da Fontana Candida
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Soave classico superiore : Gini sfidato da Coffele
Tocai friulano: Vigne di Zamò sfidato da Ronchi di Manzano
Collio sauvignon: Venica sfidata da Russiz Superiore
Verdicchio Castelli Jesi: Umani Ronchi sfidato da Cimarelli
Chardonnay friulani: Dorigo sfidato da Pierpaolo Pecorari
A. A. Gewürztraminer: C.P. Termeno sfidata da C.P. Cornaiano
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