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Barbaresco 1998 Sorì Burdin Fontanabianca
Azienda agricola Fontanabianca
Via Bordini 15 12057 Neive CN
Tel e fax 0173 67195
E-mail fontanabianca@libero.it
Prezzo medio in enoteca a partire da 65 - 70.000 lire
Famiglie di viticoltori da generazioni, i Pola ed i Ferro, proprietari della Fontanabianca, coltivano 10 ettari di vigneto specializzato a Neive, nella zona del Barbaresco, per una produzione intorno alle 50 mila bottiglie complessive. La notorietà dellazienda è arrivata negli ultimi cinque anni, grazie ad un notevole rinnovamento introdotto nei sistemi di produzione.
I vigneti sono ubicati in tre diverse posizioni, sfruttate per singole realtà di vitigno: Chardonnay e Arneis in zone più "fresche", Nebbiolo, Dolcetto e Barbera in perfetta esposizione solare.
Il Barbaresco che abbiamo assaggiato si produce, solo nelle migliori annate, da un'attentissima selezione delle uve più mature e sane del vigneto Bordini (Burdin in dialetto), composto da vecchie viti esposto a sud su terreno calcareo. LAtlante delle vigne di Langa (ed. 2000) lo definisce un magnifico, e raro per il comune di Neive, sorì del mattino (n.b. Il nome "Sorì" (a sole) è una parola recuperata dal dialetto e sta ad indicare la zona migliore e ben esposta di un vigneto), orientato a sud-est verso il Borgo Antico di Neive: la terra è chiara e il pendio è ripido: due presupposti importanti per la produzione di vini fini e strutturati.
La fermentazione e la macerazione variano secondo le caratteristiche di ogni annata, ma sono sempre molto lunghe per avere una ottima concentrazione. Dopo la malolattica il vino viene riposto a maturare in barrique di Allier e Tronçais, in parte nuove e il resto usate.
Alla degustazione, rigorosamente effettuata, come sempre, alla cieca, il Sorì Burdin ha mostrato un colore piuttosto intenso, rubino scuro, concentrato profondo, un naso molto fitto, carnoso, dove accanto a note di cuoio, liquirizia, selvatiche, ad accenni speziati, tipiche del Nebbiolo, emerge soprattutto un frutto denso, polputo, molto compatto e concentrato, che richiama la prugna e lamarena e tende alla confettura.
In bocca la concentrazione di frutto è altrettanto spiccata, con grande persistenza, maturità e dolcezza, con una struttura tannica ben sostenuta e una rotondità, una plasticità, quasi, del vino che non mancheranno di entusiasmare gli amanti, anche in un vino a base Nebbiolo, della morbidezza, e della totale carenza di quegli spigoli che, lo si voglia o meno, fanno il carattere di un Barbaresco e di un Barolo.
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Barbaresco 1998 Rabajà Cascina Luisin
Azienda agricola Cascina Luisin
Rabajà 23 12050 Barbaresco CN
Tel e fax 0173 635154
Prezzo medio in enoteca a partire da 55-60 mila lire
Quasi novantanni di storia, circa sette ettari di proprietà ed una produzione, confidenziale e accurata, intorno alle 35 mila bottiglie, Cascina Luisin è uno di quei nomi che senza alcun contributo mediatico, da sempre costituisce una garanzia per tutti gli appassionati del buon vino. Lo stile dellazienda, con la sola eccezione della Barbera dAlba affinata in barrique e tribicchierata con ledizione 1997, è rigorosamente tradizionale e basato su un semplice segreto: la dotazione di grandi vigneti (che a Luigi e Roberto Minuto, suo figlio, non mancano di certo), e la pazienza, laccuratezza, la meticolosità, senza ricorrere a scorciatoie tecniche, nelle vinificazioni. Effettuate ricorrendo a vasche dacciaio e di cemento, (ebbene sì), per la fermentazione e a grandi botti di rovere di Slavonia per la maturazione.
Del resto, quando si ha la fortuna, come nel loro caso, di avere due ettari e mezzo sulla collina del Rabajà a Barbaresco, una delle aree più vocate e prestigiose per la coltivazione del Nebbiolo, maestoso cru (
) uno dei vigneti più noti e celebrati di tutto il Barbaresco, in gradi di esprimere un vino contemporaneamente elegante e potente, fine e di razza, longevo, ma anche accattivante e giovane, un grande vino che ha nellequilibrio la sua dote migliore, come annota lAtlante delle vigne di Langa, non si devono di certo fare salti mortali. Ma solo cercare di ricavare ottimi vini rispettosi del terroir, come i Minuto e altre aziende, tra cui basta citare Bruno Giacosa e la Produttori del Barbaresco, cercano scrupolosamente di fare.
Allassaggio il Rabajà 1998 ha mostrato un bellissimo colore, rubino vivace, di bella freschezza con tendenza a virare sul granato, e soprattutto una straordinaria eleganza e pulizia nei profumi, intensi, ma fragranti e fini, giocati sulla frutta (prugna e ciliegia sotto spirito su tutto), ma impreziositi da sfumature di rosa passita, cannella, funghi secchi, amaretti, e, su tutto, note calde di terra, a dare un inconfondibile suggello nebbioloso al vino.
Il gusto non è giocato sulla concentrazione e sulla potenza, che pure ci sono, ma soprattutto sulla fluidità e sulla finezza del vino, su un meraviglioso equilibrio tra le parti, su una struttura tannica terroso polverosa, con venature minerali, sostenuta ma bilanciata, che dà carattere, vigore, ma contemporaneamente freschezza e assoluta piacevolezza al vino. Una bottiglia importante, ma che si beve con una facilità, una naturalezza, una gioia davvero incredibili.
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