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SPECIALE EST EUROPA / VINO

La Boemia in pillole

 


 

La Boemia in pillole
Mariusz Kapczynski sui vini boemi

Dal nostro corrispondente
Mario Crosta

Non so se vi ricordate del recente scherzo fatto a febbraio, in pieno Carnevale, dal premier ceco Mirek Topolanek e dal suo ministro degli Interni, Ivan Langer, durante una seduta del Parlamento di Praga in attesa del ritardatario vicepresidente della Camera, senza il quale la seduta non poteva iniziare. In un momento di eccessivo brusìo in aula, dai banchi del governo si alzò il ministro degli Interni che prese il microfono e annunciò con fare serioso: «Signore e signori, una comunicazione del ministero: questa mattina sono state ricostituite le truppe del ministero degli Interni. Non stupitevi se vedete i carri armati in prossimità degli edifici governativi e davanti alle strutture chiave della città». E subito dopo intervenne il premier che aggiunse: «ho dichiarato lo stato d'emergenza!» suscitando uno sgomento ed un clamore che ha fatto colpo anche all’estero, collegato in diretta televisiva. Qualcuno si è spaventato davvero, ricordando la primavera di Praga del ’68 con i carri armati del Patto di Varsavia assediati dalla popolazione inerme per rallentarne l’occupazione del Paese. Passata la sfuriata mediale, il ministro Langer si è poi giustificato dicendo: «Spero che i cittadini cechi abbiano il senso dello humor…». Ecco, questa è la Cechia di oggi. Se pensiamo a cos’era pochi decenni fa, è come se si fosse capovolto il mondo. Anche quello del vino. Perciò in aggiunta ad un precedente articolo del nostro "Kapka" sui vini cechi della Moravia, non poteva mancare anche un suo breve aggiornamento sui vini cechi della Boemia, pubblicato recentemente su Vinisfera.pl di cui vi traduco subito il testo. La foto è presa dal sito WineofCzechRepublic.cz.

Il traduttore: Mario Crosta

Pubblicato il 17/03/2009

La Boemia in pillole

I Cechi, cioè i nostri vicini, sono noti soprattutto per la birra, ma anche dal punto di vista enologico avrebbero molto da dire. Contro ogni apparenza le tradizioni enologiche qui sono profonde, poiché il vino lo facevano già nel IX secolo dopo Cristo, e sono ben radicate. Tanto per chiarire, stiamo parlando della Cechia come di un unico Paese, ma esiste una forte, netta, distinzione in due aree vinicole: la Boemia e la Moravia. I vini che vi si producono ricordano a volte lo stile un po’ dei vini austriaci e tedeschi. L'ingresso della Cechia nell’Unione Europea ha fatto del gran bene all’enologia locale, con un aumento della superficie delle vigne ed un graduale ammodernamento della produzione che possono soltanto influire proficuamente sul suo futuro sviluppo. Questi cambiamenti nell’economia agricola hanno consolidato anche la suddivisione amministrativa nelle due zone vinicole precisate, tanto che possiamo parlare di denominazione d’origine Boemia a occidente e di denominazione d’origine Moravia a oriente. Nella prima si trovano i vini dei dintorni di Melnik (specialmente quelli della cantina di Lobkowic), di Roudnic o di Karlstein a conquistare i massimi riconoscimenti. Un primato che va ai Rynsky Ryzlink, ai Traminer e ai Ruländer. Sono dei vini boemi espressivi, freschi, dal carattere nettamente giovane. E come tali vanno bevuti.

Certo che in quanto a vino è forse più famosa la zona centro-orientale della Moravia. Le vigne morave confinano quasi con quelle austriache. Questa dinamica regione vinicola concentrata intorno a Mikulov possiede più di 2.600 ettari di vigneto e qualche migliaio di vignaioli. Molti di loro estremamente frazionati in piccole vigne e piccole cantine, tanto che il pescarle qua e là nella regione può addirittura costituire un’attrattiva turistica a sè stante. Il luogo è perfettamento adeguato, infatti qui l’enoturismo è fiorente e le gite turistiche si abbinano benissimo con l’esplorazione delle vigne e con l’assaggio dei vini e delle curiosità culinarie. Esistono anche degli itinerari speciali del vino e dei sentieri ciclistici che attraversano le vigne. I dintorni di Znojmo, Satov, Novy Saldorf e Valtice non sono soltanto dei luoghi dove nascono dei vini gustosi da vigne incantevoli, ma sono anche dei luoghi ricchi di castelli, monumenti e curiosità locali. Per esempio a Mikulov c’è una botte gigantesca che nel XVII secolo era una delle più grandi d’Europa con la sua capacità di 1.014 ettolitri! In Boemia invece si producono soprattutto i vini bianchi. I vitigni più popolari qui sono Müller Thurgau, Veltlinské Zelené, Ryzlink Vlassky, St. Laurent e qualche produzione interessante la si trova anche con lo Chardonnay.


vigne della Boemia

Ci sono pure i vini rossi, che sono forse meno stupendi, ma ciò non significa che non siano degni d’attenzione. Questi si fanno dai vitigni Frankovka, Cabernet Sauvignon, Svatovavrineckie (St. Laurent), Rulandské Modré (Pinot Noir). I vignaioli boemi stanno provando a vinificare alcuni di questi vini direttamente in botte,  conferendogli a volte con successo un aroma ed un gusto più profondi ed uno stile più concentrato. È curioso che qui si producano con successo dei vini dolci e di ottima fattura. Si producono perfino gli ice-wines,che sono però abbastanza rari, infatti bisogna cercarli nelle enoteche specializzate o direttamente dai produttori. Sono di struttura più delicata e di carattere più leggero rispetto ai loro equivalenti austriaci o tedeschi. Vale la pena di assaggiare anche gli spumanti, rinfrescanti e di buon nerbo. Il più famoso è il Bohemia Sekt, prodotto con il metodo della fermentazione in grandi tini. Oltre alla tradizionale versione secca, si producono anche le versioni abboccate e amabili. Come si vede, la gamma delle proposte enologiche boeme è abbastanza grande. Questi vini in proporzione più leggeri, giovani e vivaci si abbinano perfettamente con la cucina casalinga quotidiana. Ed il prezzo accessibile, spesso ridicolmente basso, li rende ancora più attraenti. Vale dunque la pena di verificare che cosa stanno facendo i vignaioli boemi. Quanto siano profonde qui le tradizioni vinicole e in che forma fisica siano questi vini si può facilmente verificare visitando le fiere vinicole o una delle speciali, fastose feste celebrate in onore di Bacco. Ma per non farle troppo pagane, in questi posti c’è sant’Urbano a fare da patrono ai vignaioli e il principe canonizzato Waclaw Iº a fare da patrono della terra, come dice appunto la leggenda che lo riconosce come uno dei primi appassionati vignaioli di questi territori.

Sui vini boemi potete saperne di più attingendo da questo blog: czeskiewino.blox.pl

E vale la pena anche di cliccare qui: wineofczechrepublic.cz

Invece un altro mio testo sui confinanti vini moravi lo trovate qui su vinisfera.pl


Mariusz Kapczynski

 

 

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