|
|
Non so se vi ricordate del recente scherzo fatto a febbraio, in pieno Carnevale, dal premier ceco Mirek Topolanek e dal suo ministro degli Interni, Ivan Langer, durante una seduta del Parlamento di Praga in attesa del ritardatario vicepresidente della Camera, senza il quale la seduta non poteva iniziare. In un momento di eccessivo brusìo in aula, dai banchi del governo si alzò il ministro degli Interni che prese il microfono e annunciò con fare serioso: «Signore e signori, una comunicazione del ministero: questa mattina sono state ricostituite le truppe del ministero degli Interni. Non stupitevi se vedete i carri armati in prossimità degli edifici governativi e davanti alle strutture chiave della città». E subito dopo intervenne il premier che aggiunse: «ho dichiarato lo stato d'emergenza!» suscitando uno sgomento ed un clamore che ha fatto colpo anche all’estero, collegato in diretta televisiva. Qualcuno si è spaventato davvero, ricordando la primavera di Praga del ’68 con i carri armati del Patto di Varsavia assediati dalla popolazione inerme per rallentarne l’occupazione del Paese. Passata la sfuriata mediale, il ministro Langer si è poi giustificato dicendo: «Spero che i cittadini cechi abbiano il senso dello humor…». Ecco, questa è la Cechia di oggi. Se pensiamo a cos’era pochi decenni fa, è come se si fosse capovolto il mondo. Anche quello del vino. Perciò in aggiunta ad un precedente articolo del nostro "Kapka" sui vini cechi della Moravia, non poteva mancare anche un suo breve aggiornamento sui vini cechi della Boemia, pubblicato recentemente su Vinisfera.pl di cui vi traduco subito il testo. La foto è presa dal sito WineofCzechRepublic.cz.
Il traduttore: Mario Crosta |