Parlo del presidente Krzysztof Trylinski, che appena può viene qui a respirare una boccata d’aria e a dare ulteriori impulsi agli uomini ingaggiati nella scalata al successo. La filosofia dello staff che è stato scelto persona per persona un po’ come si fa con le cieliegine sulla torta non poteva che essere affine a quella degli appassionati polacchi di vino e cioè a qualcuno rimasto incuriosito e affascinato dal vino, ma un vino molto vicino soprattutto all’ideale, al modello da manuale, alla natura, al profumo della terra e con il quale il nuovo non può che integrarsi senza disturbare, senza sopraffare. Le uve sono raccolte e selezionate a mano, la vinificazione avviene per gravitazione fin dal ricevimento alla cantina, c’è un uso di acciaio inossidabile che per queste parti è una novità assoluta e c’è un saggio ricorso al moderato uso dei legni alla francese, senza esagerare e comunque studiato bene, con un lungo affinamento in bottiglia in tunnel attrezzati per almeno un centinaio di migliaia di bottiglie. Non c’è niente di lasciato al caso, insomma, oppure all’improvvisazione o alle cosiddette mode. La cantina è ancora troppo giovane, ma molto promettente almeno per la serietà e la passione che sono indiscutibilmente evidenti. Thierry Haberer, l’enologo consulente che cura i vini di Katarzyna Estate fin dalla prima vendemmia imbottigliata, quella del 2006, è la chiave di un gran rispetto collettivo della tradizione che sa avvantaggiarsi di ogni chance offerta dalla tecnologia moderna. |

I vini di katarzyna Estate
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