Vino e salute: l'ora dei bianchi
Anticipati i risultati di un importante studio che sarà presentato ufficialmente da Alberto Bertelli in California. Dimostrata la capacità di prevenire fenomeni infiammatori responsabili di serie malattie.
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Bianchi alla ribalta. Sono certi e scientificamente provabili, infatti, i riscontri che ne mettono in luce l'efficacia sul fronte salutistico e nutrizionale. La sperimentazione che ha portato al rilancio in grande stile i vini bianchi è stata effettuata in collaborazione con la Cantina produttori di Cormons, in Friuli Venezia Giulia, e con la Deutsche wein accademie in Germania.
La ricerca, che ha visto peraltro al lavoro congiuntamente le università di Milano e di Pisa, ha potuto in particolare dimostrare che due sostanze contenute nel vino bianco, tirosolo e acido caffeico, esercitano l'importante funzione di prevenire quei fenomeni infiammatori responsabili di malattie come l'artrite reumatoide e l'osteoporosi.
Prove su cellule umane
Le due sostanze citate, tra l'altro presenti anche nell'olio extra vergine di oliva, sono in grado di modulare, per l'esattezza, la qualità e quantità di particolari segnali cellulari pro-infiammatori detti citochine. Le prove sulle cellule del sangue umano evidenziano come il benefico effetto si ottenga espressamente con piccole dosi, diversamente in grandi dosi non se ne garantiscono gli esiti.
Bere perciò del vino bianco - naturalmente in maniera moderata - non può che far bene alla salute.
I due composti sono stati rilevati in cinque vini bianchi tedeschi e in tre del Friuli e le prove effettuate sull'uomo hanno peraltro consentito di verificarne l'assorbimento e le capacità antiossidanti nelle proteine del plasma.
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La conferenza di New York
I dati di questa ricerca, anticipati in occasione del Vinitaly appena trascorso, sono appunto il frutto dell'approfondita indagine condotta dai due istituti citati, ed esattamente dal Dipartimento di anatomia dell'ateneo milanese, dove esercita il noto ricercatore Alberto Bertelli, e da quello di Neuroscienze di Pisa, con il professor Ronca, e sono stati presentati ufficialmente nell'ambito dell'Academy of sciences conference di New York. Inoltre dal 27 al 29 aprile 2001 si é svolta a Palo Alto, in California, una "tre giorni" dedicata all'alcol e al vino in stretta ed essenziale relazione alla salute.
Tra i vari relatori figurano per l'Italia personaggi di primo piano come Alberto Bertelli, che ha basato il proprio intervento su un tema oggi particolarmente attuale e largamente dibattuto, il resveratrolo.
Tra gli altri italiani ricercatori Fulvio Ursini, dell'Università di Padova, Giovanni de Gaetano, dell'Istituto Mario Negri, e Fulvio Mattivi, dell'Istituto di San Michele all'Adige. Questo congresso ha assuto un'importanza di grande rilievo non soltanto per i temi che ha affrontato, ma anche perché espressione della più prestigiosa accademia medico-scientifica degli Stati Uniti e del mondo. Agli occhi di tutti, un'istituzione senza fini di lucro e pertanto una realtà ben lontana da interessi diretti.
"Questa tre giorni è stata resa possibile - come dichiarano gli organizzatori dell'evento - in virtù della considerazione meritatamente guadagnata dal vino nel corso degli ultimi anni, sia sul fronte della comunità scientifica sia per l'attenzione riservata dai media".
Luigi Caricato