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Tappo di plastica
IL TAPPO DI PLASTICA: COME E' FATTO E QUANTO COSTA
Nell'articolo precedente abbiamo svelato tutti i segreti del tappo di sughero, ora esaminiamo il concorrente: innanzitutto come é fatto e da dove viene.
Impropriamente molti definiscono questi tappi "di silicone", in realtà sono formati da una miscela di materiali termoplastici chiamati elastomeri, che vengono aggregati e formati mediante un processo di stampaggio ad iniezione. Le aziende che possiedono la tecnologia per produrli sono pochissime e ognuna di esse ottiene un tappo con una propria formulazione brevettata.
I prototipi dei tappi di materiale plastico sono nati in Francia nel 1978, ma i primi veri tappi sono comparsi sul mercato solamente alla fine degli anni '80 anche se presentavano degli inconvenienti gravi come cessioni di sapori ed estrema rigidità. Negli anni '90 tutti gli inconvenienti sono stati eliminati, ed hanno cominciato ad essere commercializzati dei tappi di ottima qualità, tanto che alcune case vinicole mportanti hanno cominciato dapprima a sperimentarli e poi ad adottarli per alcune linee di vini. Il cuore produttivo dei tappi sintetici é la California, nazione da cui attualmente arrivano una buona parte dei tappi utilizzati, anche se altre aziende sono presenti in Francia, Svezia, Australia e persino una piccolina in Italia.
Cerchiamo ora di scoprire quali sono le caratteristiche principali di questo tappo. Tutti i costituenti utilizzati sono atossici e sono stati approvati sia a livello di singoli costituenti che in associazione tra loro dalla F.D.A americana, e dal C.S.I. italiano che ha verificato la rispondenza alle severe normative europee contenute nella direttiva 90/128/CEE e successive relativa alle cessioni dei materiali usati per gli alimenti.
Le caratteristiche principali di un buon tappo di plastica sono così sintetizzabili:
Il tappo sintetico si inserisce nel collo della bottiglia mediante una normale tappatrice automatica come quelle usate per i tappi di sughero, e viene estratto con un comune cavatappi senza sforzi: in teoria potrebbe essere riutilizzato per ritappare il vino precedentemente aperto perché il foro causato dal cavatappi non lascia uscire vino o entrare aria. Vengono prodotti in tinta sughero, oppure in altri colori, é personalizzabile mediante stampa con inchiostri a base plastica di colori diversi, che assicurano elevata leggibilità e risoluzione delle scritte e dei marchi.
Il prezzo medio varia a seconda dei formati proposti e dalle ditte produttrici, e parte dalle 150 per arrivare alle 350 lire, ma potrebbe più che dimezzare con l'aumentare dei volumi.
Oggi tutte le principali aziende italiane e straniere stanno effettuando delle serie sperimentazioni relative all'utilizzo di questi tappi, e alcune sono già uscite sul mercato con vini che utilizzano le nuove chiusure plastiche.
Vedremo nel prossimo articolo che cosa succede al vino tappato con la plastica e soprattutto scopriremo che cosa ne pensano gli addetti ai lavori e i consumatori.
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