LE SCHEDE DEGLI SFIDANTI
La sfida odierna mette di fronte una delle realtà più consolidate del territorio ed una piccola azienda che però produce vino da quasi trent'anni. Il "Buono" è Poliziano, azienda nata nel lontano 1961 e che da allora non ha fatto altro che crescere sia quantitativamente che qualitativamente. La dirige Federico Carletti , scusate: ne è l'anima Federico Carletti. Infatti non esiste altra parola per capire la simbiosi che lega Federico a Poliziano, che non sarebbe pensabile senza di lui. Da quando, giovane laureato in agraria, prese in mano l'azienda agli inizi degli anni 80, la sua mano ha plasmato ogni cambiamento, ogni miglioria. Dai pochi ettari vitati iniziali oggi siamo arrivati ad oltre 120. I vigneti storici, piantati fino al 1980 hanno un densità classica (per allora) di 3.300 piante per ettaro, che passa a quasi 5.000 per gli impianti degli anni ottanta/inizio anni novanta e giunge a oltre 6.000 per le ultime vigne. Il vitigno principe è ovviamente il Sangiovese, affiancato da altri vitigni locali, nonché dal Cabernet Sauvignon e dal Merlot. Ma non pensiate che Federico, agronomo di nascita, abbia portato avanti solo sviluppi in vigna. Basta dare un'occhiata alla nuova cantina di fermentazione, terminata alle soglie del 2000, ed a quella nuovissima di maturazione, inaugurata nel 2005. In entrambi i casi non si trova della modernità fine a se stessa, ma un modo moderno per sviluppare al meglio le esperienze di venti anni di appassionato lavoro. In questo è stato affiancato praticamente sin da subito da un grande dell'enologia italiana, quel Carlo Ferrini che oramai è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. I vini prodotti sono tutti rossi; si parte dal Rosso di Montepulciano per arrivare poi al Nobile ed al nostro Asinone. Non memo importanti sono Le Stanze (uvaggio bordolese) ed i vini prodotti nella loro tenuta maremmana. Recentemente si è aggiunto al gruppo anche un Merlot praticamente in purezza che nasce da vigneti della DOC Cortona. Complessivamente entrano in commercio ogni anno circa 600.000 bottiglie.
Il "Cattivo" di oggi, come nomignolo, grida vendetta al cielo. Non esiste infatti faccia più solare e dolce di quella di Chiara Barioffi, che da alcuni anni (sempre affiancata dal padre Guido) ha preso in mano le redini dell'azienda. La faccia è dolce, ma la mano è ferrea e sotto una guida così decisa questa piccola realtà sta facendo passi da gigante. Mi ricordo la prima visita in azienda e la sensazione che della buona uva venisse "non sfruttata al meglio" (eufemismo... ma oggi mi sento buono) da una cantina caotica e mal disposta. Si parla dei primi anni 90 e da allora di acqua sotto i ponti (e di vino nelle botti) ne è passata parecchia. Oggi gli ettari vitati sono quasi 15 ad un'altitudine di circa 350 metri ed ovviamente la parte del leone la gioca il Sangiovese, che nei vecchi vigneti è allevato a guyot mentre nei più recenti (con oltre 4.500 piante per ettaro) si è preferito il cordone speronato. Gli unici altri vitigni a bacca rossa presenti in azienda sono il Canaiolo ed il Mammolo. Alle Casalte non si trovano vitigni internazionali. La cantina, vecchio cruccio aziendale, è stata rimodernata ed oggi è finalmente adatta per una vinificazione senza problemi. Vasche di acciaio per la fermentazione, spesso affiancate da tini tronco-conici, svolgono a menadito il loro compito. In affinamento troviamo soprattutto botti grandi, da sempre preferite dal loro "consigliere enologico", quel grande dell'enologia toscana che è Giulio Gamb elli e che alle Casalte porta la sua esperienza tramite il giovane Paolo Salvi. Ovviamente il vino più importante è il Nobile, affiancato da una selezione, denominata Quercetonda, da un Rosso di Montepulciano, da un vino rosso "di base". Chiude la gamma un bianco da uve Chardonnay, Grechetto, Trebbiano e Malvasia che porta le bottiglie prodotte a quasi 30.000 ogni anno.
Sul fronte dei punteggi ottenuti nelle principali guide di settore, l'Asinone 2003 riceve Tre bicchieri dal Gambero Rosso/Slow Food, 5 Grappoli dall'AIS, Tre Stelle Rosse da Veronelli e 18/20 dall'Espresso. Manca la standing ovation poi siamo a posto! Il Nobile 2003 delle Casalte si porta a casa un Bicchiere dal Gambero/Slow, 4 Grappoli dalla guida dei Sommeliers (che ne conferiscono 5 alla selezione Quercetonda 2003), 15,5 dall'Espresso e 2 Stelle da Veronelli . Adesso rullino i tamburi, scendano in campo i bicchieri (con il vino dentro, non quelli stampati sulle guide) e vediamo cosa succederà.
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