| Eloro
Doc |
Presentazione |
L’Eloro
Doc prende il nome dalla cittadina di Eloro, in provincia di Siracusa, uno
degli spunti panoramici più belli dell'intero litorale del Golfo
di Noto, nonché sito archeologico di rilievo per le importanti testimonianze
della civiltà greca. A dare un notevole impulso alla viticoltura
locale furono proprio i coloni Greci che in provincia di Siracusa producevano
un vino pregiato detto Pollio.
L’Eloro Doc viene prodotto nelle tipologie Rosso, Rosato, Frappato,
Nero d’Avola, Pachino, Pignatello. |
Tipologia |
La Doc Eloro è disponibile nelle versioni Rosso, Rosato, Frappato,
Nero d’Avola, Pachino e Pignatello |
Zona
di produzione |
L’area
di produzione interessa parte del territorio dei comuni di Noto, Pachino,
Portopalo di Capo Passero e Rosolini, in provincia di Siracusa e il comune
di Ispica in provincia di Ragusa |
Descrizione |
L’Eloro
Doc nelle tipologie Rosso e Rosato si ottiene da uve Nero d’Avola,
Pignatello, Frappato, congiuntamente o disgiuntamente in percentuale non
inferiore al 90%; l’Eloro Doc Pachino si ottiene per almeno l’80%
da uve del vitigno Nero d’Avola e per il restante 20% da uve Frappato
e/o Pignatello; l’Eloro Doc Frappato e Nero d’Avola deriva per
almeno il 90% da uve degli omonimi vitigni, mentre l’Eloro Doc Pignatello
prevede l’impiego di uve del corrispondente vitigno in misura non
inferiore all’80%. |
Come
si produce |
Il
processo di vinificazione dell’Eloro Doc Rosso e delle altre tipologie
di rosso prevede la fermentazione del mosto a contatto con la vinaccia,
che durante questa fase rilascia antociani e tannini. Il processo di fermentazione
ha durata variabile: da 2 a 3 giorni per i vini rossi giovani, oltre i 15
giorni per quelli di grande struttura destinati a un invecchiamento più
o meno lungo. Seguono la fase della svinatura, con la separazione della
vinaccia dal mosto, i travasi, l’affinamento e l’invecchiamento.
Al termine di questo periodo, che può essere anche molto prolungato,
i vini vengono stabilizzati e, infine, imbottigliati.
La vinificazione dell’Eloro Doc Rosato prevede la rottura dell’acino
e non dei raspi, che arricchirebbero il mosto di quantitativi eccessivi
di sostanze coloranti e tanniche. Il mosto ottenuto viene messo nei fermentini,
dove subisce una breve macerazione e una modesta solfitazione. Al termine
di queste operazioni, il vino viene separato dalle vinacce con la svinatura
e sottoposto a travasi; viene quindi stabilizzato e passato all’imbottigliamento.
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Caratteristiche |
Il
Rosso presenta un colore rosso rubino talvolta con riflessi violetti e granati
e un profumo franco, robusto, leggermente etereo. All’esame gustativo
risulta contraddistinto da un sapore sapido, giustamente tannico con retrogusto
notevolmente asciutto, amarognolo e leggermente fresco. La gradazione minima
è di 12 gradi. L’Eloro Doc Rosato si presenta con un colore
rosa grigio (occhio di pernice) più o meno intenso, con riflessi
granati. Il suo profumo è delicato, con aroma di frutta e il sapore
è fruttato, caratteristico, vellutato, leggermente acidulo. La gradazione
minima è di 11,5 gradi. L’Eloro Doc Pachino evidenzia all’esame
visivo un colore rosso rubino, granato intenso con riflessi rosso mattone
dopo l’invecchiamento. Si caratterizza per un profumo intenso, muschiato,
generoso e un sapore robusto, tannico, con retrogusto vellutato. La gradazione
minima è di 12,5 gradi |
Riferimenti
normativi |
La
Doc Eloro è stata riconosciuta con DM del 03.10.1994 pubblicato sulla
GU dell’11.10.1994 |
Come
si consuma |
L’Eloro
Doc Rosso si accompagna a secondi di carne e selvaggina e va servito in
calici ballon a una temperatura di 18-20°C. L’Eloro Doc Rosato
si abbina bene con primi piatti, carni bianche, frittate e torte di verdura.
Si consiglia di servirlo in calici ampi e aperti a una temperatura di 14-16°C.
L’Eloro Doc Pachino va degustato assieme a secondi di carne importanti
e cacciagione, in calici ballon a 18-20°C. |